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giovedì, 26 luglio 2007
DROGA: RIFUGIO DEI VILI!

La droga è da sempre stata conosciuta dai popoli che la utilizzavano per scopi medici o per ottenere stati psicofisici che permettessero loro di vivere cerimonie religiose particolari; ancora oggi alcune tribù primitive fanno ampio uso di sostanze stupefacenti come momento saliente dei loro riti.
Dalle sostanze naturali (cocaina, oppio, etc) si è arrivati a creare anche droghe di laboratorio, ben più dannose delle droghe naturali. Nei laboratori tedeschi della Merck, nel 1912, fu scoperto il principio attivo dell'ecstasy e il relativo brevetto di farmaco anoressizzante risultò depositato nel 1914. Durante la prima guerra mondiale la sostanza tornò utile per ridurre fame e stanchezza e contemporaneamente per potenziare la resistenza fisica nei soldati.
A cavallo degli anni 1930-1940, il chimico Albert Hoffman sintetizzò in laboratorio una sostanza e cominciò ad assumerne egli stesso piccole quantità, sperimentando per la prima volta che poteva esercitare i suoi effetti direttamente sul cervello e produrre sintomi mentali (allucinazioni visive e uditive, disordine del linguaggio ecc.) paragonabili a quelli osservabili in un paziente schizofrenico. Era stato inventato l'acido lisergico, più conosciuto come LSD. Tale scoperta non sarebbe divenuta di dominio pubblico, se un gruppo di professori e studenti dell'università di Harvard non avesse iniziato, intorno agli anni '60, a sperimentare ripetutamente la sostanza e a diffonderla nella loro cerchia di studenti, colleghi e amici.
Verso la fine degli anni sessanta si fa strada l'area ricreazionale, cioè il consumo di queste droghe per scopi socializzanti (almeno questo era l'intento) e senza controllo medico; a seguito del movimento di contestazione giovanile la diffusione fu rapida; i governi non tentarono di ostacolare questo traffico illecito in quanto intravidero il modo di tenere a bada gli animi garantendo ai giovani "uno strumento di liberazione della mente umana".
La grande commercializzazione di LSD ed ecstasy avviene a fronte della richiesta di droghe sempre più potenti da parte del popolo della notte: il basso costo, la facile assunzione e il traffico pressoché incontrollato hanno garantito a queste sostanze un ottimo mercato all'interno delle discoteche. Gli effetti sono molteplici e non tutti prevedibili: allucinazioni, facilita le relazioni con gli altri, provoca una sensazione di euforia, riduce le barriere emotive, dà una sensazione di maggiore sicurezza interiore, non fa sentire la stanchezza e la fatica. Anche fisicamente si avvertono delle variazioni: può provocare un notevole aumento della pressione del sangue e del battito cardiaco, causa secchezza della bocca e una tensione della mascella che porta al digrignamento dei denti. Se si esagera può causare capogiri, svenimenti, agitazione e attacchi di panico. Questi effetti collaterali possono comportare rischi anche seri: uno tra i maggiori è rappresentato dalla disidratazione: l'ecstasy provoca l'innalzamento della temperatura corporea e l'aumento della sudorazione: l'ambiente caldo della discoteca e il movimento fisico provocano una notevole perdita di liquidi che può causare il cosiddetto "colpo di calore", ipertermia maligna nel gergo medico. Il rischio di disidratazione aumenta
se l'ecstasy è assunta insieme all'alcool. L'ecstasy può anche causare svenimenti, disturbi alla vista, attacchi di panico.
Quando l'effetto svanisce c'è il down e ci si sente stanchi, depressi e irritabili. Se la dose è eccessiva può determinare stati di ansia, di agitazione psicomotoria e attacchi di panico. Se si cala troppo quindi ci si può sentire terribilmente agitati e nervosi. Sono stati segnalati casi di danni alla produzione di serotonina (una sostanza che interviene negli scambi di informazioni tra le cellule cerebrali e che regola le funzioni del sonno e dell'umore). Sembra abbastanza certo che gli effetti neurotossici, si chiamano così, abbiano più probabilità di manifestarsi con assunzioni continuative o eccessive. In pratica: se si usa sistematicamente ecstasy tutti i fine settimana, per lungo tempo o se si assume più di una pasticca in una sola volta, si rischia di andare incontro a seri problemi di carattere neurologico, che possono diventare permanenti: problemi con la memoria, perdita della capacità di concentrazione, alterazioni dell'umore e depressione, alterazioni del ritmo veglia-sonno. Il meccanismo che spinge un ragazzo ad assumere queste sostanze, pur conoscendo i rischi cui va incontro, è da rinvenire nel profondo senso di insoddisfazione, noia, paura che pervade l'animo dei giovani: riuscire ad essere più socievoli, più sicuri, meno timidi e più disinvolti è il motivo che li spinge al consumo questi "veleni". Un carattere vulnerabile, una situazione familiare difficile alle spalle, uno stato emotivo particolare rendono il ragazzo facilmente attaccabile: viene a crearsi un maledetto circolo vizioso di dipendenza che induce all'assunzione continuata di sostanze stupefacenti ogni qualvolta si presenti un problema. Oltre al danno fisico si incorre anche in un danno psicologico: cessa la voglia di lottare, l'intraprendenza tipica dell'età adolescenziale, il coraggio di affrontare i problemi e provare a risolverli; si ha l'illusione di poter creare un mondo parallelo fatto solo di piaceri e soddisfazioni, di ambizioni e certezze, senza problemi ed imprevisti; un mondo così non esiste: la realtà è ben diversa e va affrontata con decisione e fermezza.
Tucidide sosteneva che "I più coraggiosi sono quelli che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano"; rifugiarsi in qualcosa di irreale e fittizio non significa affrontare i problemi e le difficoltà, ma solo cercare stupidamente una via di fuga per raggirare ostacoli che quotidianamente si presentano nella vita di ognuno di noi
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Riccardo D'Arco
www.agsalerno.org
(l'immagine in alto è relativa ad un vecchio volantino distribuito dalla comunità salernitana)
Scritto da: danielecaroleo alle ore 12:12 | link | commenti (10) | categoria: approfondimenti, immagine, droga, volantino, azione giovani
mercoledì, 25 luglio 2007
"LEGGE FINI" CONTRO OGNI DROGA!

Pubblichiamo di seguito un interessante intervento pubblicato da Azione Giovani Como all'epoca della presentazione del Disegno di Legge della "Fini-Giovanardi" (la legge contro la droga), che analizza il testo in modo molto esauriente:

Di cosa tratta.
Il Disegno di Legge Fini affronta le problematiche legate alla droga e alle tossicodipendenze, e cerca di farlo senso pregiudizi ideologici. Si tratta di una via alternativa sia al proibizionismo che all'antiproibizionismo. Il governo, infatti, esprime un giudizio chiaramente negativo sulla droga e il suo semplice uso, ma vuole anche investire sulla prevenzione della tossicodipendenza e sul recupero di chi ne è rimasto vittima.
Perché questo Disegno di Legge.
Nasce dall'esigenza di riformare l'attuale legislazione, che si è dimostrata carente soprattutto per due ragioni:

•  sanzioni incerte riguardo all'uso, alla detenzione e allo spaccio di droghe;

•  difficoltà di recupero effettivo per i tossicodipendenti, spesso costretti a tornare in carcere dopo aver completato il proprio percorso di recupero.

Droghe leggere e droghe pesanti.

Cade ogni distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti. Sostanze come hashish e marijuana non sono in nessun modo “leggere”. Il loro uso può portare a quello di altre droghe, ma può anche causare forme di depressione, ansietà e schizofrenia, o ridurre la capacità di memoria di una persona.

E' quanto attesta un recente documento del Consiglio Superiore di Sanità.

Il significato delle nuove sanzioni.

Le nuove sanzioni vogliono coniugare prevenzione, repressione e recupero.

Lo Stato giudica negativamente il semplice uso di droghe, anche se da questo non derivano direttamente conseguenze penali. Drogarsi non rappresenta un atto di libertà, ma il rifiuto delle proprie responsabilità di cittadino. Per questo lo Stato ha il dovere di intervenire.

Il disegno di legge reintroduce la punizione della detenzione di droga e fissa la linea di confine tra la detenzione che costituisce illecito penale. Il confine viene stabilito da una tabella in modo oggettivo per ogni sostanza stupefacente.

Nuove sanzioni amministrative.

•  Sospensione della patente di guida, del porto d'armi, del passaporto, del permesso di soggiorno per motivi turistici;

•  fermo del ciclomotore in uso.

In caso di recidiva o in presenza di altri fattori di pericolosità, vengono applicate sanzioni più dure:

•  obbligo periodi di firma;

•  divieto di condurre veicoli a motore;

•  divieto di allontanarsi dal comune di residenza.

Nuove sanzioni penali.

Le sanzioni penali seguono criteri di gradualità. Per fatti di lievi entità è prevista una pena da uno a sei anni di reclusione. Chi commette tali fatti, non vuole affrontare un percorso di recupero, può usufruire di una nuova possibilità: invece di andare in carcere, può svolgere un lavoro di pubblica utilità per l'intera durata della pena detentiva. In questo modo il soggetto che non si sentiva pronto per il recupero, potrà affrontarlo ugualmente attraverso il lavoro.

Il recupero come alternativa al carcere.

Il recupero viene favorito dal momento in cui viene disposta la custodia tutelare in carcere. Questa può essere evitata con gli arresti domiciliari e iniziando un programma terapeutico. Ciò per evitare vere e proprie ingiustizie accadute in passato. E' il caso di molte persone in attesa di giudizio che, una volta completato il programma di recupero, hanno maturato condanne superiore ai 4 anni e sono state mandate in carcere.

Oltre il recupero, una parte significativa del Disegno di Legge riguarda l'attività di prevenzione, in cui sono coinvolte diverse istituzioni, prima fra tutte la scuola.

Il ruolo delle comunità.

Se la dimensione del recupero assume grande importanza nel Disegno di Legge, di conseguenza anche il ruolo delle comunità diventa più significativo. Una comunità non può essere vista come una clinica privata. Il programma di recupero di un tossicodipendente non può limitarsi alla somministrazione di farmaci e ad interventi medici. E' qualcosa di più ampio e complesso, che coinvolge tutta la sfera esistenziale di una persona. Per questo alle comunità è riconosciuta, per la prima volta, la possibilità di certificare la dipendenza da droga e di predisporre il piano terapeutico.

Il Disegno di Legge Fini è stato pensato per la salvaguardia di tutti i cittadini, perché la droga, direttamente o indirettamente, può danneggiare la salute e la personalità di chiunque. Per questo, se la droga non fa distinzioni tra le persone, noi non vogliamo fare distinzioni con la droga. 

Scritto da: danielecaroleo alle ore 08:28 | link | commenti (5) | categoria: approfondimenti, immagine, droga, volantino, azione giovani
mercoledì, 11 luglio 2007
VOLANTINO DI AZIONE GIOVANI PORDENONE

da AZIONE GIOVANI PORDENONE

 

Scritto da: danielecaroleo alle ore 14:09 | link | commenti (9) | categoria: iniziative, droga, volantino, azione giovani