

IN LOGGIA E BROLETTO. I consiglieri Fabio Mandelli e Andrea Ghezzi annunciano una iniziativa inter-istituzionale.
L’emergenza droga è il nuovo cavallo di battaglia di Alleanza nazionale che, con un’azione congiunta dei capigruppo consiliari alla Provincia e al Comune di Brescia, sollecita una seduta straordinaria dei rispettvi consigli.
«Così come per il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, riteniamo che anche l’emergenza droga rappresenti un tema di confronto politico e impegno istituzionale» ha spiegato il capogruppo in Provincia Fabio Mandelli in una conferenza stampa promossa per illustrare la richiesta di convocazione che oggi verrà sottoposta all’attenzione della conferenza dei capigruppo di palazzo Broletto. Due i punti cardine del documento. Si punta a promuovere una serie di audizioni coinvolgendo tutte le realtà pubbliche e private del territorio che svolgono mansioni di studio, analisi, contrasto delle tossicodipendenze e del recupero delle persone vittime di dipendenze. Inoltre si vuole promuovere una serie di interventi negli istituti scolastici bresciani per sensibilizzare i giovani sugli effetti devastanti derivanti dall’utilizzo di droghe in genere. Ma non solo.
«Intendiamo investire in campagne che abbiano impatto mediatico sugli adolescenti ma che siano anche in grado di tenere alta la guardia degli adulti» dice Mandelli. Dopo la campagna di contrasto agli incidenti stradali, all’abuso di sostanze alcoliche e a sostegno della sicurezza nei luoghi di lavoro la Provincia, secondo An, deve dunque mobilitarsi anche per contrastare la diffusione di droghe.
IN QUESTO CONTESTO la prima seduta del Consiglio provinciale trasmessa in diretta televisiva il 14 dicembre sulla sicurezza sul lavoro ha «fatto scuola». «Riteniamo utile condividere il dibattito e le scelte della politica con i cittadini e le famiglie bresciane - ha proseguito Mandelli -. Sono certo che ci sarà piena condivisione di questa nostra iniziativa che vorremmo poter concretizzare entro maggio».
Un mese importante anche per la politica di palazzo Loggia «che proprio in vista delle prossime elezioni amministrative non è in grado di impegnarsi su progetti futuri» ammette il consigliere comunale Andrea Ghezzi, che prevede di sottoporre la mozione che verrà presentata al presidente dell’assise comunale.
«L’aumento del consumo di sostanze stupefacenti e di nuove droghe a livello regionale ma anche nella nostra città non deve essere sottovalutato. A questo inconfutabile dato, emerso dall’annuale relazione nazionale presentata in Parlamento, si aggiunge la facilità di reperimento di queste sostanze anche nelle realtà scolastiche» commenta Ghezzi, rimarcando la volontà di ottenere l’ approvazione di linee di indirizzo politico-amministrativo finalizzate alla sensibilizzazione sul tema anche in ambito cittadino.
da www.agbrescia.it
Iniziativa del capogruppo in Provincia Fabio Mandelli e del consigliere comunale Andrea Ghezzi.
Tra gli elementi contenuti nel testo del ministro Ferrero, spicca la grande disponibilità di droga sul territorio, tanto che un terzo degli studenti lombardi ha raccontato di non avere difficoltà a trovare la sostanza desiderata.
A ciò si aggiunge il fatto che le droghe negli ultimi anni non hanno subito le conseguenze dell’inflazione, diventando in molti casi più economiche.
Un mercato florido le cui basi possono essere minate anche con azioni di tipo culturale, come spiega il capogruppo di An in consiglio provinciale, Fabio Mandelli: «Nel mese prossimo ci impegneremo affinché sia approvato un emendamento al bilancio per mettere a disposizione una somma da destinare a campagne di prevenzione nelle scuole, fuori dalle discoteche.
È preoccupante che siano in aumento gli incidenti stradali causati dall’uso di stupefacenti. Ci siamo battuti contro l’alcol, ma l’emergenza sicurezza riguarda anche la droga».
Prima del consiglio straordinario, che potrebbe essere messo in agenda per maggio, An richiede di effettuare una serie di audizioni con chi si occupa del fenomeno a tutti livelli, forze dell’ordine, Asl, comunità di recupero.
Lo scopo è di diffondere una maggiore conoscenza tra le forze politiche, oltre che di selezionare i soggetti protagonisti delle azioni informative.
Per il momento, Mandelli sollecita la presidente del consiglio provinciale, Paola Vilardi, affinché vengano praticati i test antidroga periodici tra i consiglieri stessi.
Sul fronte comunale, Alleanza Nazionale presenterà in Consiglio una mozione per introdurre anche in città iniziative di prevenzione, anche se, con le elezioni alle porte, Andrea Ghezzi non nasconde l’esiguità del tempo disponibile: «Faremo lo stesso un appello perché crediamo che questa tematica debba essere prioritaria, dato che Brescia è un crocevia importante di spaccio e di consumo».
Emanuele Galesi
Aumento del consumo di cocaina, cannabis, allucinogeni e stimolanti di sintesi, ritorno fra i più giovani del consumo di eroina, crescita degli utenti presso i Ser.T di consumatori di cocaina e cannabis. È dai dati allarmanti contenuti nella relazione sulle tossicodipendenze presentata l’anno scorso al parlamento dal Ministero della solidarietà sociale che nasce l’idea di Alleanza Nazionale di convocare un consiglio provinciale straordinario sul tema della droga per promuovere iniziative che mirino a informare i giovani sui rischi che corrono assumendo sostanze stupefacenti e psicotrope.
da http://agpgcircoloborsellino.spaces.live.com/
Dopo l'inchiesta del nostro Circolo sul Ser.T. di Perugia che ha portato a galla una realta' di spaccio e di carenze di personale, ora AN in Regione continua la sua battaglia per la chiusura dei Ser.T., il totale cambiamento dell'atteggiamento nell'approccio e nel recupero del tossicodipendente e nella strenua battaglia contro ogni tipo di droga di Stato.
Il capogruppo An in consiglio regionale Franco Zaffini ha presentato due interrogazioni all’assessore Rosi, di cui l’una in merito alle affermazioni “gravissime” rilasciate a mezzo stampa da Claudia Covino, responsabile del Ser.T di Monteluce, circa l’indisponibilità delle Comunità terapeutiche ad accogliere soggetti in stato di tossicodipendenza, l’altra in merito alla morte di un giovane a cui è stata somministrata una dose di naloxone (antidoto all’overdose) nei pressi di Spello in assenza di un medico, notizia riportata alcuni mesi fa da una testata locale.
“La responsabile Covino – spiega il capogruppo – ha affermato di aver chiesto a 12 comunità umbre di accogliere un ragazzo con diverse patologie e di aver ricevuto risposta negativa da tutte e 12 le comunità mentre, ha detto, i servizi pubblici non dicono mai di no. Vogliamo che l’assessore ci informi – continua Zaffini – su quali sono le 12 comunità umbre che avrebbero rifiutato il paziente, sul motivo per cui lo avrebbero rifiutato, e sul perché la responsabile Covino si sia limitata a chiamare soltanto 12 delle 21 comunità accreditate in Umbria. Sulla questione Ser.T e sul lavoro da essi svolto occorrono certezze, non vaghi discorsi paternalistici che buttano fumo negli occhi ai cittadini, che per buona parte contribuiscono a mantenere queste strutture pagando le tasse.”
“La seconda interrogazione – riprende Zaffini – è di grande importanza, perché se è vero che un ragazzo è morto dopo che gli è stato somministrato il naloxone senza il dovuto supporto medico, allora ci troviamo di fronte alla dimostrazione che la diffusione del narcan, resa ancora più facile da una recente delibera di giunta regionale in seguito alla quale ne sono state messe in circolazione 5000 dosi, può essere pericolosa quanto una overdose di eroina. In tal caso, la politica della riduzione del danno di cui va tanto fiera la dottoressa Covino, deve essere contrastata quanto la droga stessa, perché può essere causa di decessi che si vanno a sommare alla già tragica lista di morti per overdose in Umbria. L’assessore dovrà informarci anche sui risvolti di questa triste vicenda. ”
da
http://agpgcircoloborsellino.spaces.live.com/
Ieri (19 Gennaio 2008) alla Conferenza stampa indetta dal Circolo di Azione Giovani "Paolo Borsellino" e dal Capogruppo di AN alla Regione Franco Zaffini sul problema droga e sul recupero dei tossicodipendenti: erano presenti giornalisti di tutte le testate: corriere dell'umbria, nazione, la voce, ed erano presenti anche oltre al tg3,le principali emittenti e programmi umbri come TEF.
Relatori erano: il gia citato Franco Zaffini consigliere regionale, Emanuele Prisco Presidente del Circolo di AN "Augusta Perusia" e Dirgente Nazionale di Azione Giovani, il Commissario Regionale di Azione Giovani Andrea Rossi, il consigliere Comunali di AN Enzo Baldoni e ovviamente il Presidente e il vice-Presidente del Circolo AG "Paolo Borsellino", rispettivamente Michael Surace e Gaetano Micciche'.
E' stato molto interessante e sicuramente produttivo poter anche dialogare con i giornalisti (soprattutto con la giornalista del corriere) sulle possibile soluzioni a questo problema perugino che oggi vede la nostra citta'vantare macabri record nazionali sullo spaccio di droga e sul "rapporto qualita' prezzo".
Oggi in tutti i principali giornali dell'Umbria e' stata dedicata una intera pagina alla conferenza stampa di ieri (soprattuto la Nazione e la Voce di Perugia).
Eccovi quindi il discorso fatto dal Presidente del Circolo Michael Surace, un modo per riassumervi in sostanza cosa abbiamo detto ai giornalisti:
"Volevo innanzitutto ringraziare tutti i presenti, i giornalisti e soprattutto il Consigliere Franco Zaffini che ci ha dato la possibilita’ di poter denunciare la nostra inchiesta in un luogo prestigioso come la Regione e davanti a voi giornalisti. Probabilmente se avessimo organizzato la conferenza stampa da soli e nella nostra sede di Via Sicilia non avremmo potuto avere questo riscontro di interesse giornalistico come in questa sede. Quindi grazie Franco.
Premetto che questa e’ una delle tante iniziative che abbiamo fatto e che continueremo a fare per combattere il fenomeno spaccio e tossicodipendenza nella nostra citta’. L’anno scorso ci siamo battuti contro le stanze del buco, tanto evocate da consiglieri di Rifondazione e a volte anche dagli stessi operatori del SERT. Quest’anno ci siamo buttati nel mondo del Ser.T e sul percorso di recupero dei tossicodipendenti.
Pero’per poter parlare di questo mondo avevamo bisogno di toccare con mano la realta’ del recupero e cosi’ abbiamo preso la decisioni di mandare due nostri ragazzi, ovviamente per loro volonta’ e spirito di azione politica, di mandarli dicevo al Ser.T di Monteluce.
Quei fogli che vi abbiamo ora distribuito non sono altro che la Relazione fatta da questi due nostri inviati se cosi’vogliamo chiamarli, al Ser.T. E la scoperta e’ sconvolgente come potete leggere: il Ser.T. di Perugia oltre ad essere un luogo malsano e privo di controlli, ma questo lo sospettavamo gia, e’ un luogo DI SPACCIO!
Praticamente un tossicodipendente che cerca di fare un primo passo per uscire dal mondo della droga e che va al Ser.T. per curarsi, trova uno spettacolo desolante e che lo fa ripiombare nella realta’ quotidiana della droga: lo Stato e’ assente in questi luoghi, non vi e’ alcun controllo, e il luogo dove dovrebbe trovare una prima risposta al suo problema diventa il suo nemico peggiore, cioe’ il LUOGO DI SPACCIO.
Il bello e’ che questi spacciatori sono abilissimi nel convincere il tossicodipendente a cambiare idea sul metadone: cercano di raggirarli dicendo “eh ma il metadone non ti fara’ nulla” oppure “il metadone tanto finira’, se vuoi te ne posso dare io un po’ con l’ultima dose” ecc. E non solo, alcuni di questi spacciatori addirittura si inseriscono tra gli utenti del Ser.T. per prendere essi stessi il metadone per poi magari andarlo a rivendere o a offrire a questi poveri disperati.
Poi ci sarebbe da dire che anche l’assistenza non e’ certamente adeguata, ad esempio abbiamo saputo che l’assistenza psicologica e’ disponibile 2 giorni alla settimana e bisogna prenotarsi: ma voi spiegatemi con 300 persone al giorno, con 15 minuti alla settimana quanta assistenza psicologica si puo’ dare ad un una persona.
Comunque ripeto, il fatto gravissimo e’ che il Ser.T. e’ diventato un mercato a cielo aperto dello spaccio, non vi e’ alcun tipo di controllo e il tossicodipente non trova certamente l’ambiente adatto per il suo recupero. Quindi l’analisi finale della nostra piccola inchiesta e’ che questi Ser.T. vadano rivisti e subito, a cominciare dalla sicurezza del luogo e da una profondo cambiamento di approccio con il tossicodipendente.
Crediamo che se tutti, cittadini, giornalisti, vogliamo bene a questa citta’ e vogliamo risolvere questo problema dobbiamo trovare delle risposte serie al recupero dei tossicodipendenti, e non a mantenerli in un continuo stato di dipendenza (anche da altre sostanze simili) come qualcuno vorrebbe, ma dargli una concreta speranza di riappropriazione della propria vita dal mondo della droga, e purtroppo oggi il Ser.T. non e’ in grado di darla questa speranza."
Perugia, 19 gen. - (Adnkronos) - ''La tossicodipendenza e' una delle emergenze regionali da affrontare: in Umbria c'e' un numero di morti per overdose da record e un fiorente mercato della droga che rappresentano la dimostrazione del fallimento delle politiche di contrasto e di repressione''. Lo ha detto il consigliere regionale, Franco Zaffini, aprendo questa mattina la conferenza stampa di Alleanza nazionale e Azione giovani sul funzionamento dei Sert, i servizi per i tossicodipendenti.
''I Sert - ha detto il consigliere regionale di An - devono essere chiusi perche', come ci dimostra il caso di Perugia, sono dei ghetti e dei luoghi fuori controllo in cui si spaccia e si distribuisce 'droga di Stato'. Al loro posto devono essere create delle strutture sanitarie interne alle comunita' di recupero, in cui sia possibile per i tossicodipendenti essere seguiti ed assistiti per raggiungere una efficace disintossicazione. Deve essere superata e rivista la politica di riduzione del danno, perseguita da questa amministrazione regionale, che i numeri ci dimostrano non funzionare''.
''Bisogna - ha proseguito Zaffini - pensare ai giovani che vivono il dramma della droga e soprattuto alle condizioni critiche in cui si trovano le loro famiglie''. Zaffini ha poi ricordato che Alleanza nazionale aveva proposto l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla tossicodipendenza ''che e' stata pero' bocciata in modo miope e ideologico dal Consiglio regionale'' ed ha annunciato che nel mese di marzo si svolgera' in Umbria una conferenza nazionale del suo partito proprio sul problema della droga.
HONG KONG (Reuters) - Farsi uno spinello equivale a fumare 20 sigarette in termini di rischio di cancro ai polmoni, dicono scienziati neozelandesi, ammonendo dell'eventualità futura di "un'epidemia" di tumore polmonare connessa all'uso di cannabis.
In passato diversi studi hanno dimostrato che la cannabis può causare il cancro, ma pochi hanno stabilito un forte legame tra l'uso di essa e l'incidenza del tumore ai polmoni.
In un articolo pubblicato sullo European Respiratory Journal, alcuni scienziati sostengono che il fumo dello spinello può danneggiare le vie respiratorie più che quello del tabacco poiché contiene due volte il livello di carcinogeni.
Anche il modo in cui si fuma aumenta il rischio, con gli spinelli che generalmente vengono fumati senza filtro e fino all'ultimo, cosa che aumenta la quantità di fumo inalato. Chi fuma cannabis inoltre inala più profondamente e più a lungo, facilitando il deposito di carcinogeni nelle vie respiratorie, osserva lo studio.
I ricercatori hanno intervistato 79 ammalati di cancro ai polmoni cercando di identificare i maggiori fattori di rischio. Ebbene, hanno trovato che il rischio aumenta di 5,7 volte nei pazienti che hanno fumato più di uno spinello al giorno per 10 anni, o due al giorno per 5 anni, tenuto conto ovviamente delle altre variabili come il fumo di sigarette.
"Anche se il nostro studio ha coperto un gruppo relativamente piccolo, mostra chiaramente che chi fuma cannabis per lungo tempo ha una maggiore possibilità di contrarre il cancro ai polmoni", si legge nello studio del Medical Research Institute of New Zealand.
"L'uso di cannabis può essere considerato responsabile di un caso su 20 di quelli diagnosticati in Nuova Zelanda", aggiunge.
"Nel prossimo futuro potremmo assistere a un"epidemia' di cancro ai polmoni connessa con questo nuovo carcinogeno. E questo rischio si applica a molti altri Paesi, dove il crescente uso di cannabis tra i giovani e gli adolescenti sta diventando uno dei maggiori problemi per la salute pubblica".
da www.valorieliberta.wordpress.com
IL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO RIFERENDOSI AL RAGAZZO QUINDICENNE MORTO IN CLASSE CIRCA UN ANNO FA A PADERNO DUGNANO, HA DICHIARATO “QUESTI FATTI NON AVVENGONO IN UN PAESE DOVE C’E’ UNA LEGGE LIBERALIZZATRICE, MA IN UNA DOVE C’E’ LA LEGISLAZIONE REPRESSIVA NEI CONFRONTI DI CHI CONSUMA UNO SPINELLO”. FORSE IL MINISTRO NON SA CHE REPRIMERE VUOL DIRE INTERVENIRE A COSE FATTE. MENTRE LE COSE CHE SI FANNO PRIMA CHE I FATTI AVVENGANO SI CHIAMANO PREVENZIONE. NON E’ UNA QUESTIONE DI VOCABOLARIO, MA DI CIVILTA’ DEL DIRITTO.NON ESISTE DISTINZIONE TRA DROGA LEGGERA E DROGA PESANTE. IL DOTT. SERPELLONI, DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE DELLE DIPENDENZE DELLA REGIONE VENETO E DEL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE SOTTOLINEA SEMPLICI DATI DI FATTO:-LA CANNABIS E’UNA SOSTANZA TOSSICA E PERICOLOSA PER LA SALUTE E L’INTEGRITA’ DELLA PERSONA-I SUOI EFFETTI NEGATIVI SONO AMPIAMENTE STUDIATI E CONOSCIUTI NEL MONDO SCIENTIFICO, E NON PIU’ MESSI IN DISCUSSIONE-IMPORTANTI STUDI HANNO DIMOSTRATO CHE L’AUMENTO DELLA DISPONIBILITA’ E DELLA TOLLERANZA SOCIALE ALL’USO COMPORTA UN MAGGIOR RICORSO A QUESTA DROGA DA PARTE DELLE GIOVANI GENERAZIONI-IL DIVIETO SANZIONATO A LIVELLO SOCIALE DI UTILIZZARLA COMPORTA DIVERSIFICATI COMPORTAMENTI NEI GIOVANI(LA MAGGIOR PARTE LO RECEPISCE COME DISINCENTIVANTE L’USO)-L’USO DI CANNABIS PRELUDE IN OLTRE IL 90% DEI CASI LA POSSIBILITà CONCRETA DI UTILIZZO DI DROGHE QUALI LA COCAINA E L’EROINA-LA POTENZIALE EFFICACIA SU ALCUNI SINTOMI DISAGIANTI CORRELATI A VARIE PATOLOGIE NON GIUSTIFICA MINIMAMENTE –L’USO PER FINALITA’ EDONISTICHE O RICREATIVE COSI COME PER TANTE SOSTANZE CHE VENGONO UTILIZZATE COME FARMACI EFFICACI-QUANDO PARLIAMO DI CANNABIS, SI PARLA DI DROGA ARTIGIANALE E QUINDI DI UN PRODOTTO PREPARATO E CONFEZIONATO IN PAESI IN CUI LE MINIME CONDIZIONI IGIENICHE NON VENGONO RISPETTATE.IL CONTESTO ATTUALE, PURTROPPO FACILITA LA CULTURA SOSTENITRICE DELLA DROGA LEGGERA , SE NON ADDIRITTURA TRASFORMANDO QUESTE PERSONE IN ICONE DELLA TRASGRESSIONE E DELLA LIBERTA’ COMPORTAMENTALE.VOGLIAMO FORSE DIMENTICARE CHE OLTRE 20.000 VITTIME DI INCIDENTI STRADALI SON DA METTERE IN CORRELAZIONE ALL’USO CONTEMPORANEO DI ALCOOL E SOSTANZE STUPEFACENTI?BENEDETTO XVI USA PAROLE NETTE”…CHI SI RIFUGIA NEI PARADISI ARTIFICIALI DELLA DROGA, SI ALLONTANA DEFINITIVAMENTE DALLA “VERA GIOIA”CHE INVECE E’ IN CHI AMA GLI ALTRI COME INSEGNA IL MESSAGGIO EVENGELICO.” E’ QUESTA PURTROPPO, LA PROPOSTA DELLE CULTURE CHE PONGONO LA FELICITA’ INDIVIDUALE AL POSTO DI DIO, MENTALITA’ CHE TROVA UN SUO EFFETTO EMBLEMATICO NELLA RICERCA DEL PIACERE AD OGNI COSTO, NEL DIFFONDERSI DELL’USO DI DROGHE COME FUGA COME RIFUGIO IN PARADISI ARTIFICIALI, CHE SI RIVELANO DEL TUTTO ILLUSORI”.OCCORE QUINDI UNA POLITICA DELL’ISTRUZIONE, DELLA COMUNICAZIONE E DELLA SENSIBILIZZAZIONE, OVVEROSSIA I FINI CHE CI PREFIGGIAMO CON LA NOSTRA ATTIVITA’ DI ASSOCIAZIONE.
LA CASA BIANCA TEMPO FA CON YOU TUBE, HA DIFFUSO UNO SPOT ANTI-DROGA. IL NATIONAL DRUG CONTROL POLICY HA NOMINATO QUESTO PROGETTO “ABOVE THE INFLUENCE”, IL CUI FINE E’ LA DISINCENTIVAZIONE DELL’USO DEGLI STUPEFACENTI TRA I GIOVANI. IL PORTAVOCE DEL DIPARTIMENTO, RAFAEL LEMAITRE HA DICHIARATO CHE SE QUESTI VIDEO CONVINCERANNO ANCHE UN SOLO ADOLESCENTE A NON FAR USO DI MARIJUANA, ALLORA L’INIZIATIVA AVRA’ AVUTO COMUNQUE IL SUO SUCCESSO. CONDIVIDO APPIENO QUESTO PENSIERO RIASSUNTO PERALTRO NELLO SLOGAN DEL BLOG AZIONE GIOVANI “NO ALLA DROGA”: “IDEALE PER LOTTARE, NON DROGA PER MORIRE”.
On. Gabriella Carlucci
E' giovane, maschio, fa uso soprattutto di cannabis ma non disdegna i mix anche con l'alcol, usa le sostanze in modo occasionale, e' single, per lo piu' occupato o studente. Questo l'identikit dei consumatori di sostanze stupefacenti segnalati alle prefetture -tra cui sono sempre piu' numerosi i minorenni- contenuto in uno studio del Ministero dell'interno che analizza i mutamenti del consumo di droga negli ultimi 15 anni (dal '91 al 2006) da quando la legge 309 del 1990 ha istituito i Nuclei Operativi per le Tossicodipendenze delle Prefetture (Not).
Nel periodo preso in esame sono state 516.427 le persone segnalate ai Not, mentre le segnalazioni effettuate dalle forze dell'ordine sono state 653.377 (una stessa persona puo' essere stata segnalata piu' volte). Di questi, piu' dell'80% ha avuto una sola segnalazione.
Lo studio messo a punto dalla Direzione Centrale per la documentazione e la statistica del Ministero dell'Interno, di cui e' responsabile il prefetto Giuseppe Montebelli, sottolinea il grande cambiamento della tipologia del consumo di droga negli anni: alla figura dell'eroinomane emarginato, disoccupato e con un livello di scolarita' basso si e' progressivamente sostituita una nuova tipologia. I giovani assuntori di sostanze risultano essere, in generale, persone socialmente integrate, con un buon livello di istruzione, che spesso consumano alcol in associazione con diverse droghe, sia in occasioni di divertimento, nei locali pubblici, sia in privato.
Il 98% delle persone segnalate per consumo di droga nei 15 anni presi in considerazione sono cittadini italiani, per piu' del 93% di sesso maschile, eta' media 24 anni, in gran parte single che vivono nella famiglia di origine. Oltre il 45% ha un diploma di scuola media inferiore, il 30% ha un diploma di scuola media superiore e il 15% ha una qualifica professionale.
Uno su tre ha abbandonato gli studi. La maggioranza risulta regolarmente occupata, gli studenti sono tra il 14 e il 22%.
L'80% dei soggetti sono stati segnalati per detenzione per uso personale di cannabinoidi.
Oltre la meta' delle persone segnalate riferisce di aver cominciato a prendere droga tra i 14 e i 18 anni di eta', ma in alcuni casi si segnala un inizio piu' precoce, a partire dagli 11-12 anni; piu' di un terzo dei segnalati riferisce una poliassunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
L'analisi rileva ancora come la percentuale dei minorenni segnalati sia aumentata nei 15 anni, arrivando nel 2000 al 9% rispetto al 5,7% del 1991; a partire dal 2001 invece diminuisce, fino al valore del 7,7% nel 2006. Anche tra gli under 18 si conferma la tendenza all'aumento della cannabis, di gran lunga la sostanza preferita dai minori; ma si registra, soprattutto negli ultimi anni, anche un aumento di quelli che consumano cocaina, che nel 2006 sono arrivati al 4%.
L'andamento generale delle segnalazioni mostra un trend crescente a partire dalla meta' degli anni '90; l'apice nel 2004, con 47.989 persone. Se nei primi anni '90 predominavano le segnalazioni per le cosiddette droghe 'pesanti', eroina e cocaina, a partire dal '93 i segnalati per eroina sono costantemente diminuiti (dal 50% del 1991 all'8% del 2006). Il contrario si e' verificato per quanto riguarda il consumo di cannabinoidi (hashish e marijuana), che e' aumentato nel tempo (dal 42% del '91 al 74% del 2006). Quasi triplicate le segnalazioni per la cocaina (dal 5% al 14%, seconda sostanza di segnalazione dopo la cannabis), stabili amfetatime e Lsd, in lieve aumento ecstasy e anche benzodiazepine e barbiturici.
Quanto alla distribuzione geografica, risulta che il maggior numero dei soggetti segnalati e' stato, tra il '91 e il '95, nel Nord-Ovest; a partire dal '96 il Centro ha registrato valori vicini al Nord-ovest superandolo nel 2004 per poi diminuire lievemente. Per il Sud, l'andamento e' stato in costante crescita e, a partire dal 2004.
(AGI) - Como, 26 set. - Poteva essere una strage, fortunatamente e' finita con un solo ferito e una denuncia per guida sotto effetto di stupefacenti. L'incidente e' avvenuto questa mattina, pochi minuti dopo le 8.00, in via Giussani a Como. Una ragazza ventenne residente a Como (R.G. le sue iniziali), aveva appena parcheggiato la sua Fiat Punto a lato della scuola elementare e accompagnato la sorellina. Una volta ripartita in direzione della Varesina, l'auto e' stata speronata da una Fiat Bravo, alla cui guida vi era un giovane di 28 anni, M.H., proveniente dalla Tunisia. L'auto dell'uomo, secondo la dinamica verificata dalla Polizia Locale, ha invaso la corsia di marcia e scaraventato l'altro veicolo sul marciapiede opposto fino a colpire la recinzione di una villetta che e' stata abbattuta dall'urto. Uno scontro violentissimo tanto da mandare all'ospedale la ragazza, i cui accertamenti sanitari sono tuttora in corso. Giunto sul posto il Capitano della squadra operativa della Polizia Locale ha chiesto le generalita' dell'uomo e da un sommario esame delle sue condizioni ha sospettato che potesse trovarsi in uno stato di non completa lucidita'. Immediata la richiesta di esami tossicologici all'ospedale Sant'Anna che non hanno lasciato dubbi: il ragazzo e' risultato positivo al test della cocaina e dell'hashish, droghe presenti nel suo corpo in quantita' rilevanti. Immediata la denuncia e il ritiro della sua patente di guida. (AGI)
da NOVOPRESS
Uno studio della Clinica Psichiatrica Universitaria di Zurigo dimostra che il consumo di cannabinoidi potrebbe favorire l’apparire dei sintomi della schizofrenia e di altre psicosi.
Nel cantone di Zurigo, i ricercatori hanno constatato, a partire dagli anni ‘90, un’aumento dei casi di schizofrenia, i quali sono triplicati tra i giovani nella fascia d’età tra i 15 ed i 19 anni, e duplicati in quelli tra i 20 ed i 24 anni
da ANSA
NAPOLI - Guidava sotto l'effetto di un micidiale cocktail di droghe l'autista della Nissan Micra che ieri sera sulla statale 7, all'altezza di Castelvolturno (Caserta), si e' andata a schiantare contro una Fiat Punto all'interno della quale c'era un'intera famiglia napoletana. Il violento scontro ha causato la morte di una bimba che avrebbe compiuto tre mesi giovedi' e il ferimento degli altri cinque occupanti, tra i quali un'altra bambina di 3 anni, la sorellina, ricoverata in prognosi riservata all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli.
L' uomo, un extracomunitario di colore di cui non si conoscono le generalita' non avendo con se' documenti di
riconoscimento, e' ricoverato all'ospedale di Aversa dove e' piantonato dai carabinieri e dove e' stato sottoposto ad una serie di analisi tossicologiche da cui e' emersa la presenza nel suo organismo di alcuni stupefacenti tra i quali cocaina e anfetamine. Sarebbe sua - stando ai primi rilievi - la responsabilita' dell'impatto mortale con l'invasione dell'altra carreggiata. La sua posizione ora e' al vaglio dell'autorita' giudiziaria.
Nell'impatto l'uomo ha riportato alcune contusioni ma le sue condizioni non destano preoccupazione.
Sull'altra vettura, oltre alla piccola di tre mesi, c'erano anche i genitori Ciro F., di 35 anni, e Grazia M., di 33, per i quali la prognosi e' di 30 giorni, le due sorelline di 3 e 5 anni, tutte e due ricoverate al Santobono, la prima in prognosi riservata, la seconda con una prognosi di 20 giorni, ed una cuginetta piu' grande di 16 anni anche lei tenuta sotto osservazione ma non in pericolo di vita.
dal Blog di Azione Giovani - Roma Est
IN INGHILTERRA SI PONGONO IL PROBLEMA SE LA CANNABIS FACCIA MALE OPPURE NO...
..IN ITALIA CONTINUANO A TOLLERARNE L'USO (e l'abuso)

Dal "Corriere.it":
"Voglio esprimere la mia piena solidarietà a Don Gelmini il cui prezioso operato, a sostegno di tanti ragazzi emarginati, rischia oggi di essere offuscato da una vera e propria gogna mediatica. Don Pierino ha votato la sua vita alla solidarietà verso il prossimo ed è quanto meno doveroso che oggi la società lo ricambi con un gesto solidale rinunciando a ogni linciaggio mediatico e assicurandogli invece un doveroso sostegno in un momento difficile della sua vita". Questa la dichiarazione di Barbara Saltamartini, Coordinatrice nazionale del dipartimento Pari Opportunità di An e membro dell'esecutivo nazionale del Partito, in merito alle accuse rivolte a Don Gelmini per presunti abusi sessuali.
Roma, 3 ago. - "Un uomo come Don Gelmini, a cui rinnovo la mia stima e la mia solidarieta', che da sempre combatte contro una delle piaghe piu' gravi del nostro tempo non merita questo linciaggio mediatico e mi auguro che la magistratura possa al piu' presto sgomberare il campo dalle infamanti accuse con cui questo esemplare uomo di chiesa e' stato infangato". A scriverlo e' Gianni Alemanno, deputato di Alleanza nazionale.
"Le migliaia di persone- prosegue Alemanno- che da tutto il mondo hanno frequentato e continuano a frequentare la sua Comunitá, vedendo nella sua guida spirituale l'unica ancora di salvezza dagli abissi della droga possono certamente testimoniare sulla rettitudine morale e spirituale di un uomo, a cui tutta la nostra societa' dovrebbe essere grato".
“Pieno sostegno a Don Gelmini ed alla sua inesauribile opera che consente, ogni giorno, di aiutare molti giovani che hanno intrapreso, accompagnati da lui, un lungo percorso di lotta per uscire dal mondo oscuro della tossicodipendenza. Questa diffamazione sembra frutto di rancori e auspichiamo sia adeguatamente trattata dalla stampa, perché chi lo conosce non può che ritenere Don Gelmini lontano anni luce dai gesti per i quali è stato accusato”. Così Gian Luca Bianchi, Piero Cavallo, Luciano Cavaliere e Andrea Volpi, Dirigenti Nazionali di Azione Giovani ed Azione Universitaria, movimenti giovanili legati ad Alleanza Nazionale. “La diffamazione non può cancellare i molti risultati positivi di chi riesce a sconfiggere realmente la droga e le sue tentazioni, né colpire l’efficace sistema delle comunità di recupero – hanno proseguito i giovani dirigenti della Destra giovanile - Infatti, l’opera di queste comunità è fondamentale per favorire il reintegro sociale dei tossicodipendenti: d’altronde, molti giovani finiscono per drogarsi a causa di disadattamento, solitudine, emarginazione sociale, mancanza di lavoro e queste strutture aiutano ad uscire dal mondo della tossicodipendenza perché consentono di superare il disagio generato da queste criticità individuali. Insomma, le comunità come quella di Don Gelmini, cui va tutta la nostra solidarietà, aiutano i giovani ad allontanarsi dalla morsa delle organizzazioni criminali che guadagnano illegalmente attraverso lo spaccio di droga, incuranti dei danni che creano sulle persone”.
Roma, 3 ago. (Adnkronos) - Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione giovani e Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria esprimono 'piena solidarieta' a Don Gelmini e a tutti gli ospiti dei 287 centri della Comunita' Incontro perche' sono loro le vere vittime di questa vergognosa diffamazione. Le accuse nuoceranno alle migliaia di giovani che vedono in Don Gelmini un punto di riferimento, per poter uscire dal dramma della tossicodipendenza, giovando invece a spacciatori, opinionisti e tutti coloro che in lui vedono un nemico perche' ha dimostrato che la droga si puo' sconfiggere'.
'Don Pierino e' un'ancora di salvezza nel mare in tempesta dei drammi quotidiani, e' la speranza di un mondo migliore, e' l'esempio della forza del bene che puo' vincere il male -dicono-Non permetteremo a nessuno di strumentalizzare queste offese per distruggere la speranza nelle nuove generazioni. Ci mettiamo sin da ora a completa disposizione della Comunita' Incontro, cosi' come abbiamo fatto per Muccioli, altro grande esempio di eroe moderno. Chiediamo grande attenzione e celerita' alla magistratura, cosi' come chiediamo al mondo dell'informazione il massimo rispetto nel trattare questo caso, perche' di mezzo non c'e' solo un piccolo grande uomo, ma tanti uomini e donne che hanno legato la loro vita a Don Pierino".
Infine Meloni risponde all'on. Guadagno: 'Vorrei precisare che la solidarieta' a Don Pierino non e' legata alla veste che indossa, ma al suo vissuto. Non siamo noi assolviamo solo in virtu' di uno status o di una veste, per questo pretendiamo che non si condanni nessuno solo in virtu' di uno status e per la veste che indossa'.
Interessante articolo scovato nel web e pubblicato in relazione agli studi recentemente effettuati dalla SIP (Società Italiana di Psichiatria) sugli effetti e sul consumo delle droghe:
Un ragazzo su sette che saltuariamente si fa una canna diventa dipendente. Ed è vero che per chi fuma è più facile il passaggio alle droghe “pesanti”. Inoltre, chi abusa di hashish può manifestare malattie mentali anche sei anni prima rispetto ai non utilizzatori. La Società Italiana di Psichiatria ha presentato nei giorni scorsi studi e statistiche sul consumo della cannabis, illustrando i danni provocati da questa sostanza. Conseguenze negative sia dal punto di vista fisico che sociale, come spiega Marino Bassi, presidente della Sip: “I giovani, soprattutto di sesso maschile, che fumano abitualmente e continuamente cannabis, possono più facilmente manifestare comportamenti antisociali, aggressivi e violenti che possono sfociare in schizofrenia”.
E l’abuso di cannabinoidi “può avere effetti devastanti anche a livello dell’area cerebrale, soprattutto durante l’adolescenza.
I ragazzi dai 12 ai 19 anni hanno una sensibilità doppia a queste sostanze a causa della morfologia del loro cervello: durante questo periodo, infatti, avviene la formazione definitiva dell’encefalo”. Ecco la spiegazione scientifica: “La loro maggiore reazione a sostanze di abuso è dovuta alle dimensioni maggiori del “nucleo accumbens”, cioè della corteccia cerebrale due volte superiore a quella degli adulti e una volta e mezza a quella dei bambini. Si tratta di un’area minuscola ma fondamentale per l’azione delle droghe”. Droghe sempre più pericolose e sempre più economiche: i prezzi in Europa sono scesi del 19% dal 1999 al 2004 mentre la potenza è aumentata di circa il 25-30%. La Sip mette sotto accusa soprattutto lo
skunk, una sorta di super-spinello con una concentrazione del principio attivo di Thc fino al 25%, contro il 3% delle “classiche” canne.
Quanti sono i consumatori di cannabis in Europa? La Sip calcola che circa 22,5 milioni di cittadini europei abbiano fatto uso di cannabinoidi nell’ultimo anno e che dodici milioni ne abbiano fatto uso nell’ultimo mese. Oltre un consumatore su quattro è uno studente di 15-16 anni, percentuale che accomuna l’Italia a Germania, Paesi Bassi, Slovenia e Slovacchia. La maggior parte dei pazienti investiti dalla ricerca della Sip dichiara di aver cominciato a usare la cannabis proprio quando faceva parte delle fasce di età più giovani: in particolare, il 36,8% ha provato per la prima volta l’hashish prima dei 15 anni. Attenzione però a fare la differenziazione tra droghe leggere e pesanti, sostanze più o meno pericolose, perchè tale valutazione va affrontata distinguendo tra persone adulte e sviluppate rispetto ad adolescenti il cui sistema nervoso centrale è ancora in evoluzione. Comunque, il professor Bassi lancia l’allarme: “Chi fuma oltre cinquanta spinelli all’anno ha un rischio 10 volte superiore di sviluppare una malattia mentale, in particolare di diventare psicotico. Poi, il consumo di cannabis determina un abbassamento delle difese immunitarie provocando una più elevata frequenza di Hiv ed epatite”.
Che fare allora per prevenire questi danni? Il primo aiuto deve arrivare dalla scuola e dai contesti di aggregazione giovanile dove andrebbero attivati programmi coordinati e gestiti da professionisti sanitari. Nel nostro Paese mancano politiche di questo genere. Iniziative come il progetto tedesco “Stoned ad School”, il cui obiettivo è insegnare ai docenti ad individuare precocemente i consumatori di cannabis e quindi dar loro la possibilità di intervenire tempestivamente.
Oppure la creazione di siti internet, come in Inghilterra e Olanda, che forniscono informazioni a chi intende ridurre o interrompere la propria dipendenza.

da www.msni.it
Vi segnalo, di seguito, questa interessante iniziativa:
Si chiama “Tema in classe la droga”. E’ un learning object, la nuova frontiera del libro. Raccoglie su un cd-rom testi, immagini, filmati, suoni, musiche, rimandi e approfondimenti scientifici e bibliografici. E’ accessibile, consultabile, scaricabile, via internet. Grazie ad uno specifico programma è utilizzabile anche da tutte le persone diversamente abili. Lo ha realizzato la comunità di San Patrignano e pubblicato l’editore Guaraldi. Per conoscerlo basta cliccare sul sito della Comunità (www.sanpatrignano.org) o su quello della casa editrice (www.guaraldi.it). Per gli insegnanti basta accreditarsi su www.apprendereinrete.it, lo spazio web dedicato all’educazione da Microsoft o accedere a www.digiscuola.it, dove è entrato a fare parte dei testi virtuali adottati dal Ministero dell’Istruzione.
“Tema in classe la droga” è un modo nuovo di affrontare il problema droga, di offrire a ragazzi e educatori informazioni chiare sulle sostanze stupefacenti e sui danni che provocano. Nasce dagli ultimi quattro anni d’iniziative nel campo della prevenzione dell’uso di droghe e dell’educazione alla salute, realizzate da San Patrignano nelle scuole medie superiori: oltre 150mila studenti incontrati, con 188 tappe tra spettacoli teatrali e format di prevenzione presentati in ogni regione del nostro Paese.
Gli spettacoli, ideati per raggiungere un target giovanile tra i 14 e i 20 anni d’età, hanno i loro protagonisti in ragazzi che si stanno lasciando alle spalle la droga e si raccontano ai loro coetanei. La loro efficacia risulta da un’indagine effettuata dalla società di ricerca MillwardBrown. I ragazzi che hanno assistito ai format li hanno considerati, dall’80 al 99%, “coinvolgenti, attuali, originali, piacevoli”, mentre le informazioni sulle droghe contenute nei format sono state giudicate “importanti, interessanti, chiare, complete” dal 95% degli intervistati e solo nel 6% dei casi assimilabili a quelle d’altre iniziative sulla droga.
“Tema in classe la droga” riprende e sviluppa su piattaforma multimediale la storia-testimonianza di Jelena, ragazza croata protagonista di uno dei format: “Fughe da fermi” (http://prevenzione.sanpatrignano.org/?page_id=15). “Abbiamo utilizzato la rappresentazione teatrale per costruire un racconto nuovo e adatto alle potenzialità di comunicazione del learning object – spiega Gianpaolo Brusini, tossicologo e responsabile scientifico di San Patrignano – insieme al racconto di com’è facile finire dentro la droga, di quanto è difficile uscirne, di corrette e chiare informazioni sui danni alla salute creati dagli stupefacenti, abbiamo anche inserito la traccia di come si può scrivere una sceneggiatura”.
“Infatti, una delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie è quella di offrire oggetti con differenti livelli di lettura – continua Brusini – e “Tema in classe la droga” consente ad un ragazzo di esercitarsi anche con la grammatica e la sintassi del racconto e su come si possono integrare in un unico corpo narrativo testo, immagine, suoni e filmati”.
“Grazie al learning object il nostro obbiettivo è moltiplicare il numero delle persone che raggiungiamo con i nostri messaggi – termina Brusini – durante uno spettacolo incontriamo 500/700 ragazzi, con il nostro sito riusciamo anche a mantenere un rapporto con chi ci chiede informazioni, consigli, o ci invia messaggi e impressioni. Ma grazie ad internet possiamo allargare all’infinito i nostri contatti e offrire a chi ne ha bisogno uno strumento efficace e innovativo di prevenzione dalla droga”.
“Oggi la tecnologia è un fattore determinante per poter estendere le opportunità di formazione al di fuori degli ambiti tradizionali”, afferma Anna Di Silverio, Direttore Public Sector di Microsoft Italia. “La realizzazione di questo prodotto in collaborazione con San Patrignano e Guaraldi vuole essere un esempio concreto di come la tecnologia possa essere uno strumento efficace in ambito formativo, offrendo al mondo della scuola nuove metodologie in grado di incontrare e stimolare l’interesse degli studenti”.
da www.yahoo.it e Reuters
LONDRA (Reuters) - Fumare uno spinello fa male ai polmoni quanto cinque sigarette. Lo dice una ricerca pubblicata oggi.
Fumare derivati della cannabis danneggia sia le vie respiratorie sottili, che servono a trasportare l'ossigeno, che quelle principali utilizzate per regolare l'afflusso di aria nel corpo, spiegano gli autori della ricerca.
In altre parole, l'uso della cannabis può portare gli stessi effetti indesiderati dell'abuso di sigarette: tosse, catarro, e diminuzione della capacità respiratoria, dice lo studio condotto dall'Istituto Medico di ricerca della Nuova Zelanda.
Secondo la ricerca, che ha analizzato 399 fumatori di sigarette e cannabis e non fumatori, solo i fumatori di sigarette sono a rischio di enfisema polmonare, ma quelli che fumano cannabis riportano danni al sistema respiratorio.
"La gravità del danno è direttamente correlata al numero degli spinelli fumati, i danni più gravi si registrano nei casi di maggiore consumo", dicono i ricercatori nella loro relazione pubblicata sulla rivista di medicina Thorax.
Roma, 31 lug. (Apcom) - La vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgia Meloni, di Alleanza nazionale, contesta "le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull'uso di sostanze stupefacenti". Lo spunto sono i dati emersi dal progetto 'Informare giocando' realizzato dall'associazione Modavi sulla droga.
"Questo rapporto, che per numero di intervistati rappresenta un'analisi scientifica sociologica, non solo un sondaggio, sconfessa una volta per tutte le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull'uso di sostanze stupefacenti", afferma Meloni in un comunicato. "La ricerca infatti, dimostra che quando non c'è l'ideologia di mezzo non esiste distinzione tra droghe leggere e pesanti, che non sia nella gravità degli effetti derivanti dall'assunzione".
Secondo Meloni, "questa indagine è la cartina di tornasole del fallimento educativo del 'sessantotto', che ha decostruito il ruolo educativo del genitori trasformandoli da esempi autorevoli responsabili della crescita ad amici e 'complici' della devianza".