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Ieri (19 Gennaio 2008) alla Conferenza stampa indetta dal Circolo di Azione Giovani "Paolo Borsellino" e dal Capogruppo di AN alla Regione Franco Zaffini sul problema droga e sul recupero dei tossicodipendenti: erano presenti giornalisti di tutte le testate: corriere dell'umbria, nazione, la voce, ed erano presenti anche oltre al tg3,le principali emittenti e programmi umbri come TEF.
Relatori erano: il gia citato Franco Zaffini consigliere regionale, Emanuele Prisco Presidente del Circolo di AN "Augusta Perusia" e Dirgente Nazionale di Azione Giovani, il Commissario Regionale di Azione Giovani Andrea Rossi, il consigliere Comunali di AN Enzo Baldoni e ovviamente il Presidente e il vice-Presidente del Circolo AG "Paolo Borsellino", rispettivamente Michael Surace e Gaetano Micciche'.
E' stato molto interessante e sicuramente produttivo poter anche dialogare con i giornalisti (soprattutto con la giornalista del corriere) sulle possibile soluzioni a questo problema perugino che oggi vede la nostra citta'vantare macabri record nazionali sullo spaccio di droga e sul "rapporto qualita' prezzo".
Oggi in tutti i principali giornali dell'Umbria e' stata dedicata una intera pagina alla conferenza stampa di ieri (soprattuto la Nazione e la Voce di Perugia).
Eccovi quindi il discorso fatto dal Presidente del Circolo Michael Surace, un modo per riassumervi in sostanza cosa abbiamo detto ai giornalisti:
"Volevo innanzitutto ringraziare tutti i presenti, i giornalisti e soprattutto il Consigliere Franco Zaffini che ci ha dato la possibilita’ di poter denunciare la nostra inchiesta in un luogo prestigioso come la Regione e davanti a voi giornalisti. Probabilmente se avessimo organizzato la conferenza stampa da soli e nella nostra sede di Via Sicilia non avremmo potuto avere questo riscontro di interesse giornalistico come in questa sede. Quindi grazie Franco.
Premetto che questa e’ una delle tante iniziative che abbiamo fatto e che continueremo a fare per combattere il fenomeno spaccio e tossicodipendenza nella nostra citta’. L’anno scorso ci siamo battuti contro le stanze del buco, tanto evocate da consiglieri di Rifondazione e a volte anche dagli stessi operatori del SERT. Quest’anno ci siamo buttati nel mondo del Ser.T e sul percorso di recupero dei tossicodipendenti.
Pero’per poter parlare di questo mondo avevamo bisogno di toccare con mano la realta’ del recupero e cosi’ abbiamo preso la decisioni di mandare due nostri ragazzi, ovviamente per loro volonta’ e spirito di azione politica, di mandarli dicevo al Ser.T di Monteluce.
Quei fogli che vi abbiamo ora distribuito non sono altro che la Relazione fatta da questi due nostri inviati se cosi’vogliamo chiamarli, al Ser.T. E la scoperta e’ sconvolgente come potete leggere: il Ser.T. di Perugia oltre ad essere un luogo malsano e privo di controlli, ma questo lo sospettavamo gia, e’ un luogo DI SPACCIO!
Praticamente un tossicodipendente che cerca di fare un primo passo per uscire dal mondo della droga e che va al Ser.T. per curarsi, trova uno spettacolo desolante e che lo fa ripiombare nella realta’ quotidiana della droga: lo Stato e’ assente in questi luoghi, non vi e’ alcun controllo, e il luogo dove dovrebbe trovare una prima risposta al suo problema diventa il suo nemico peggiore, cioe’ il LUOGO DI SPACCIO.
Il bello e’ che questi spacciatori sono abilissimi nel convincere il tossicodipendente a cambiare idea sul metadone: cercano di raggirarli dicendo “eh ma il metadone non ti fara’ nulla” oppure “il metadone tanto finira’, se vuoi te ne posso dare io un po’ con l’ultima dose” ecc. E non solo, alcuni di questi spacciatori addirittura si inseriscono tra gli utenti del Ser.T. per prendere essi stessi il metadone per poi magari andarlo a rivendere o a offrire a questi poveri disperati.
Poi ci sarebbe da dire che anche l’assistenza non e’ certamente adeguata, ad esempio abbiamo saputo che l’assistenza psicologica e’ disponibile 2 giorni alla settimana e bisogna prenotarsi: ma voi spiegatemi con 300 persone al giorno, con 15 minuti alla settimana quanta assistenza psicologica si puo’ dare ad un una persona.
Comunque ripeto, il fatto gravissimo e’ che il Ser.T. e’ diventato un mercato a cielo aperto dello spaccio, non vi e’ alcun tipo di controllo e il tossicodipente non trova certamente l’ambiente adatto per il suo recupero. Quindi l’analisi finale della nostra piccola inchiesta e’ che questi Ser.T. vadano rivisti e subito, a cominciare dalla sicurezza del luogo e da una profondo cambiamento di approccio con il tossicodipendente.
Crediamo che se tutti, cittadini, giornalisti, vogliamo bene a questa citta’ e vogliamo risolvere questo problema dobbiamo trovare delle risposte serie al recupero dei tossicodipendenti, e non a mantenerli in un continuo stato di dipendenza (anche da altre sostanze simili) come qualcuno vorrebbe, ma dargli una concreta speranza di riappropriazione della propria vita dal mondo della droga, e purtroppo oggi il Ser.T. non e’ in grado di darla questa speranza."

MIlitante di Azione Giovani Marano durante una manifestazione contro la droga!
Le principali droghe in circolazione:
ECSTASY E METAMFETAMINE
Sintetizzata per la prima volta in Germania nel 1898, la Mdma (principio attivo dell'ecstasy) fu rapidamente esclusa dalle prescrizioni mediche per i suoi forti effetti collaterali. Negli Stati Uniti è stata messa la bando nel 1985 e inserita fra le droghe più pericolose per i danni al sistema nervoso e le crisi psicotiche che provoca. L'ecstasy è pericolosissima: anche una sola assunzione può provocare ipertermia (aumento della temperatura del corpo) maligna seguita da morte. Altri sintomi sono grave tachicardia, convulsioni e patologie epatiche. Tra gli effetti cronici, vanno messi in evidenza attacchi di panico che possono durare mesi, episodi psicotici acuti e psicosi croniche, oltre a depressione. Secondo gli studi più accreditati, svolti alla John Hopkins School di Baltimora (Usa), l'ecstasy produce danni cerebrali che possono divenire irreversibili.
CANNABIS (HASHISH E MARIJUANA)
Conosciuta dalla notte dei tempi, la cannabis è esplosa come droga di massa nel mondo occidentale intorno agli anni '60. Attualmente è la sostanza più diffusa tra gli adolescenti, che la fumano in sigarette arrotolate e speciali pipe (chilum), o la utilizzando per confezionare dolci e infusi. Tra gli effetti, secchezza alla gola, arrossamento degli occhi, tachicardia e aumento della pressione sanguigna. Questi sintomi precedono una fase di eccitazione sensitiva e motoria che varia a seconda dell'atteggiamento del consumatore e delle condizioni ambientali. La cannabis può produrre ebbrezza, espansività, allucinazioni, ma anche perdita di memoria, senso di paura, difficoltà di controllo, alterazioni della percezione. Studi recenti hanno dimostrato che induce dipendenza psicologica e fisica. Certamente, rappresenta una porta d'ingresso per l'uso di altre droghe.
EROINA E METADONE
Il consumo di eroina è esploso nel nostro paese alla fine degli anni 70. Come e più di altri narcotici (oppio, morfina), questa sostanza induce subito una forte dipendenza fisica, che costringe l'assuntore a continue somministrazioni per evitare crisi di astinenza sempre più severe. L'eroina può essere inalata, fumata o iniettata. Produce un senso di benessere e di euforia cancellando ogni traccia di malessere fisico e morale. I rischi sono legati all'overdose, provocata da depressione respiratoria, e alle numerose patologie che si sviluppano con il suo uso, comprese le malattie di carattere infettivo. Fra le sostanze il cui effetto è simile all'eroina, bisogna citare il metadone, un farmaco sostitutivo che viene utilizzato nei trattamenti farmacologici della tossicodipendenza. Se utilizzata in dosi massicce e per lunghi periodi, come oggi accade, questa sostanza produce gli stessi danni dell'eroina e una dipendenza maggiore.
COCAINA
La cocaina, considerata erroneamente "la droga dei ricchi", è in costante espansione nel mondo giovanile. I dati ONU parlano di 14 milioni di consumatori sul pianeta. Essa viene inalata, fumata o iniettata e crea un'immediata sensazione di euforia, energia e lucidità. Sotto il suo effetto si sopravvalutano le proprie capacità, non si controllano le reazioni emotive, arrivando spesso a gesti di violenza ed a comportamenti pericolosi per sé e per gli altri. Il suo uso si accompagna a deliri persecutori, in alcuni casi a vere e proprie psicosi, seguiti da forti stati di depressione e ansia. Il nostro fisico si assuefà alla cocaina con estrema velocità, creando la necessità di assunzioni sempre più frequenti e con dosaggi sempre maggiori. E' quindi in grado di creare in poco tempo un forte stato di dipendenza fisica e psichica.
ALLUCINOGENI
Gli allucinogeni sono sostanze stupefacenti di origine naturale, mescalina, peyote, psilocibina, o semi sintetica, l'Lsd. La loro diffusione fra i giovani si sviluppa a partire dagli anni '60 in Europa e negli Stati Uniti. Il loro consumo, notevolmente diminuito nei due decenni successivi, è tornato ad aumentare in modo preoccupante dai primi anni '90. Gli allucinogeni cambiano la percezione sensoriale di chi li assume. Sotto il loro effetto è difficile capire ciò che è reale perché distorcono le capacità di percezione spazio-temporale. Queste droghe aumentano i battiti cardiaci, creano vertigini, nausea, stati di ansia, panico e deliri di persecuzione. Possono portare a danni psichici permanenti, anche a bassi dosaggi e già dalla prima assunzione. In Internet, decine di siti ne propagandano l'utilizzo e indicano come coltivarle e usarle.
COCKTAIL DI DROGHE
Uno degli aspetti più gravi che riguarda l'uso di droghe, è l'utilizzo combinato di più stupefacenti, accompagnati dall'assunzione di alcool e psicofarmaci. Questi mix creano reazioni impreviste e incontrollabili. Ampliano gli effetti attivi di ogni singola sostanza e aumentano esponenzialmente i rischi a cui si sottopone la persona. Abbassano la lucidità, diminuiscono le capacità percettive, riducono la coscienza dei propri comportamenti. Espongono, con l'imprevedibile interazione e con il cumulo dei loro effetti, ad un forte rischio d'overdose. L'assunzione di questi cocktail è frequentemente legata alle situazioni ricreative e di socializzazione giovanile come discoteche e rave party. Queste sostanze non vengono, infatti, spesso percepite come droghe, così come non vengono considerati e rischio i comportamenti che creano.
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