

IN LOGGIA E BROLETTO. I consiglieri Fabio Mandelli e Andrea Ghezzi annunciano una iniziativa inter-istituzionale.
L’emergenza droga è il nuovo cavallo di battaglia di Alleanza nazionale che, con un’azione congiunta dei capigruppo consiliari alla Provincia e al Comune di Brescia, sollecita una seduta straordinaria dei rispettvi consigli.
«Così come per il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, riteniamo che anche l’emergenza droga rappresenti un tema di confronto politico e impegno istituzionale» ha spiegato il capogruppo in Provincia Fabio Mandelli in una conferenza stampa promossa per illustrare la richiesta di convocazione che oggi verrà sottoposta all’attenzione della conferenza dei capigruppo di palazzo Broletto. Due i punti cardine del documento. Si punta a promuovere una serie di audizioni coinvolgendo tutte le realtà pubbliche e private del territorio che svolgono mansioni di studio, analisi, contrasto delle tossicodipendenze e del recupero delle persone vittime di dipendenze. Inoltre si vuole promuovere una serie di interventi negli istituti scolastici bresciani per sensibilizzare i giovani sugli effetti devastanti derivanti dall’utilizzo di droghe in genere. Ma non solo.
«Intendiamo investire in campagne che abbiano impatto mediatico sugli adolescenti ma che siano anche in grado di tenere alta la guardia degli adulti» dice Mandelli. Dopo la campagna di contrasto agli incidenti stradali, all’abuso di sostanze alcoliche e a sostegno della sicurezza nei luoghi di lavoro la Provincia, secondo An, deve dunque mobilitarsi anche per contrastare la diffusione di droghe.
IN QUESTO CONTESTO la prima seduta del Consiglio provinciale trasmessa in diretta televisiva il 14 dicembre sulla sicurezza sul lavoro ha «fatto scuola». «Riteniamo utile condividere il dibattito e le scelte della politica con i cittadini e le famiglie bresciane - ha proseguito Mandelli -. Sono certo che ci sarà piena condivisione di questa nostra iniziativa che vorremmo poter concretizzare entro maggio».
Un mese importante anche per la politica di palazzo Loggia «che proprio in vista delle prossime elezioni amministrative non è in grado di impegnarsi su progetti futuri» ammette il consigliere comunale Andrea Ghezzi, che prevede di sottoporre la mozione che verrà presentata al presidente dell’assise comunale.
«L’aumento del consumo di sostanze stupefacenti e di nuove droghe a livello regionale ma anche nella nostra città non deve essere sottovalutato. A questo inconfutabile dato, emerso dall’annuale relazione nazionale presentata in Parlamento, si aggiunge la facilità di reperimento di queste sostanze anche nelle realtà scolastiche» commenta Ghezzi, rimarcando la volontà di ottenere l’ approvazione di linee di indirizzo politico-amministrativo finalizzate alla sensibilizzazione sul tema anche in ambito cittadino.
da www.agbrescia.it
Iniziativa del capogruppo in Provincia Fabio Mandelli e del consigliere comunale Andrea Ghezzi.
Tra gli elementi contenuti nel testo del ministro Ferrero, spicca la grande disponibilità di droga sul territorio, tanto che un terzo degli studenti lombardi ha raccontato di non avere difficoltà a trovare la sostanza desiderata.
A ciò si aggiunge il fatto che le droghe negli ultimi anni non hanno subito le conseguenze dell’inflazione, diventando in molti casi più economiche.
Un mercato florido le cui basi possono essere minate anche con azioni di tipo culturale, come spiega il capogruppo di An in consiglio provinciale, Fabio Mandelli: «Nel mese prossimo ci impegneremo affinché sia approvato un emendamento al bilancio per mettere a disposizione una somma da destinare a campagne di prevenzione nelle scuole, fuori dalle discoteche.
È preoccupante che siano in aumento gli incidenti stradali causati dall’uso di stupefacenti. Ci siamo battuti contro l’alcol, ma l’emergenza sicurezza riguarda anche la droga».
Prima del consiglio straordinario, che potrebbe essere messo in agenda per maggio, An richiede di effettuare una serie di audizioni con chi si occupa del fenomeno a tutti livelli, forze dell’ordine, Asl, comunità di recupero.
Lo scopo è di diffondere una maggiore conoscenza tra le forze politiche, oltre che di selezionare i soggetti protagonisti delle azioni informative.
Per il momento, Mandelli sollecita la presidente del consiglio provinciale, Paola Vilardi, affinché vengano praticati i test antidroga periodici tra i consiglieri stessi.
Sul fronte comunale, Alleanza Nazionale presenterà in Consiglio una mozione per introdurre anche in città iniziative di prevenzione, anche se, con le elezioni alle porte, Andrea Ghezzi non nasconde l’esiguità del tempo disponibile: «Faremo lo stesso un appello perché crediamo che questa tematica debba essere prioritaria, dato che Brescia è un crocevia importante di spaccio e di consumo».
Emanuele Galesi
Aumento del consumo di cocaina, cannabis, allucinogeni e stimolanti di sintesi, ritorno fra i più giovani del consumo di eroina, crescita degli utenti presso i Ser.T di consumatori di cocaina e cannabis. È dai dati allarmanti contenuti nella relazione sulle tossicodipendenze presentata l’anno scorso al parlamento dal Ministero della solidarietà sociale che nasce l’idea di Alleanza Nazionale di convocare un consiglio provinciale straordinario sul tema della droga per promuovere iniziative che mirino a informare i giovani sui rischi che corrono assumendo sostanze stupefacenti e psicotrope.
da http://agpgcircoloborsellino.spaces.live.com/
Dopo l'inchiesta del nostro Circolo sul Ser.T. di Perugia che ha portato a galla una realta' di spaccio e di carenze di personale, ora AN in Regione continua la sua battaglia per la chiusura dei Ser.T., il totale cambiamento dell'atteggiamento nell'approccio e nel recupero del tossicodipendente e nella strenua battaglia contro ogni tipo di droga di Stato.
Il capogruppo An in consiglio regionale Franco Zaffini ha presentato due interrogazioni all’assessore Rosi, di cui l’una in merito alle affermazioni “gravissime” rilasciate a mezzo stampa da Claudia Covino, responsabile del Ser.T di Monteluce, circa l’indisponibilità delle Comunità terapeutiche ad accogliere soggetti in stato di tossicodipendenza, l’altra in merito alla morte di un giovane a cui è stata somministrata una dose di naloxone (antidoto all’overdose) nei pressi di Spello in assenza di un medico, notizia riportata alcuni mesi fa da una testata locale.
“La responsabile Covino – spiega il capogruppo – ha affermato di aver chiesto a 12 comunità umbre di accogliere un ragazzo con diverse patologie e di aver ricevuto risposta negativa da tutte e 12 le comunità mentre, ha detto, i servizi pubblici non dicono mai di no. Vogliamo che l’assessore ci informi – continua Zaffini – su quali sono le 12 comunità umbre che avrebbero rifiutato il paziente, sul motivo per cui lo avrebbero rifiutato, e sul perché la responsabile Covino si sia limitata a chiamare soltanto 12 delle 21 comunità accreditate in Umbria. Sulla questione Ser.T e sul lavoro da essi svolto occorrono certezze, non vaghi discorsi paternalistici che buttano fumo negli occhi ai cittadini, che per buona parte contribuiscono a mantenere queste strutture pagando le tasse.”
“La seconda interrogazione – riprende Zaffini – è di grande importanza, perché se è vero che un ragazzo è morto dopo che gli è stato somministrato il naloxone senza il dovuto supporto medico, allora ci troviamo di fronte alla dimostrazione che la diffusione del narcan, resa ancora più facile da una recente delibera di giunta regionale in seguito alla quale ne sono state messe in circolazione 5000 dosi, può essere pericolosa quanto una overdose di eroina. In tal caso, la politica della riduzione del danno di cui va tanto fiera la dottoressa Covino, deve essere contrastata quanto la droga stessa, perché può essere causa di decessi che si vanno a sommare alla già tragica lista di morti per overdose in Umbria. L’assessore dovrà informarci anche sui risvolti di questa triste vicenda. ”
da
http://agpgcircoloborsellino.spaces.live.com/
Ieri (19 Gennaio 2008) alla Conferenza stampa indetta dal Circolo di Azione Giovani "Paolo Borsellino" e dal Capogruppo di AN alla Regione Franco Zaffini sul problema droga e sul recupero dei tossicodipendenti: erano presenti giornalisti di tutte le testate: corriere dell'umbria, nazione, la voce, ed erano presenti anche oltre al tg3,le principali emittenti e programmi umbri come TEF.
Relatori erano: il gia citato Franco Zaffini consigliere regionale, Emanuele Prisco Presidente del Circolo di AN "Augusta Perusia" e Dirgente Nazionale di Azione Giovani, il Commissario Regionale di Azione Giovani Andrea Rossi, il consigliere Comunali di AN Enzo Baldoni e ovviamente il Presidente e il vice-Presidente del Circolo AG "Paolo Borsellino", rispettivamente Michael Surace e Gaetano Micciche'.
E' stato molto interessante e sicuramente produttivo poter anche dialogare con i giornalisti (soprattutto con la giornalista del corriere) sulle possibile soluzioni a questo problema perugino che oggi vede la nostra citta'vantare macabri record nazionali sullo spaccio di droga e sul "rapporto qualita' prezzo".
Oggi in tutti i principali giornali dell'Umbria e' stata dedicata una intera pagina alla conferenza stampa di ieri (soprattuto la Nazione e la Voce di Perugia).
Eccovi quindi il discorso fatto dal Presidente del Circolo Michael Surace, un modo per riassumervi in sostanza cosa abbiamo detto ai giornalisti:
"Volevo innanzitutto ringraziare tutti i presenti, i giornalisti e soprattutto il Consigliere Franco Zaffini che ci ha dato la possibilita’ di poter denunciare la nostra inchiesta in un luogo prestigioso come la Regione e davanti a voi giornalisti. Probabilmente se avessimo organizzato la conferenza stampa da soli e nella nostra sede di Via Sicilia non avremmo potuto avere questo riscontro di interesse giornalistico come in questa sede. Quindi grazie Franco.
Premetto che questa e’ una delle tante iniziative che abbiamo fatto e che continueremo a fare per combattere il fenomeno spaccio e tossicodipendenza nella nostra citta’. L’anno scorso ci siamo battuti contro le stanze del buco, tanto evocate da consiglieri di Rifondazione e a volte anche dagli stessi operatori del SERT. Quest’anno ci siamo buttati nel mondo del Ser.T e sul percorso di recupero dei tossicodipendenti.
Pero’per poter parlare di questo mondo avevamo bisogno di toccare con mano la realta’ del recupero e cosi’ abbiamo preso la decisioni di mandare due nostri ragazzi, ovviamente per loro volonta’ e spirito di azione politica, di mandarli dicevo al Ser.T di Monteluce.
Quei fogli che vi abbiamo ora distribuito non sono altro che la Relazione fatta da questi due nostri inviati se cosi’vogliamo chiamarli, al Ser.T. E la scoperta e’ sconvolgente come potete leggere: il Ser.T. di Perugia oltre ad essere un luogo malsano e privo di controlli, ma questo lo sospettavamo gia, e’ un luogo DI SPACCIO!
Praticamente un tossicodipendente che cerca di fare un primo passo per uscire dal mondo della droga e che va al Ser.T. per curarsi, trova uno spettacolo desolante e che lo fa ripiombare nella realta’ quotidiana della droga: lo Stato e’ assente in questi luoghi, non vi e’ alcun controllo, e il luogo dove dovrebbe trovare una prima risposta al suo problema diventa il suo nemico peggiore, cioe’ il LUOGO DI SPACCIO.
Il bello e’ che questi spacciatori sono abilissimi nel convincere il tossicodipendente a cambiare idea sul metadone: cercano di raggirarli dicendo “eh ma il metadone non ti fara’ nulla” oppure “il metadone tanto finira’, se vuoi te ne posso dare io un po’ con l’ultima dose” ecc. E non solo, alcuni di questi spacciatori addirittura si inseriscono tra gli utenti del Ser.T. per prendere essi stessi il metadone per poi magari andarlo a rivendere o a offrire a questi poveri disperati.
Poi ci sarebbe da dire che anche l’assistenza non e’ certamente adeguata, ad esempio abbiamo saputo che l’assistenza psicologica e’ disponibile 2 giorni alla settimana e bisogna prenotarsi: ma voi spiegatemi con 300 persone al giorno, con 15 minuti alla settimana quanta assistenza psicologica si puo’ dare ad un una persona.
Comunque ripeto, il fatto gravissimo e’ che il Ser.T. e’ diventato un mercato a cielo aperto dello spaccio, non vi e’ alcun tipo di controllo e il tossicodipente non trova certamente l’ambiente adatto per il suo recupero. Quindi l’analisi finale della nostra piccola inchiesta e’ che questi Ser.T. vadano rivisti e subito, a cominciare dalla sicurezza del luogo e da una profondo cambiamento di approccio con il tossicodipendente.
Crediamo che se tutti, cittadini, giornalisti, vogliamo bene a questa citta’ e vogliamo risolvere questo problema dobbiamo trovare delle risposte serie al recupero dei tossicodipendenti, e non a mantenerli in un continuo stato di dipendenza (anche da altre sostanze simili) come qualcuno vorrebbe, ma dargli una concreta speranza di riappropriazione della propria vita dal mondo della droga, e purtroppo oggi il Ser.T. non e’ in grado di darla questa speranza."
Perugia, 19 gen. - (Adnkronos) - ''La tossicodipendenza e' una delle emergenze regionali da affrontare: in Umbria c'e' un numero di morti per overdose da record e un fiorente mercato della droga che rappresentano la dimostrazione del fallimento delle politiche di contrasto e di repressione''. Lo ha detto il consigliere regionale, Franco Zaffini, aprendo questa mattina la conferenza stampa di Alleanza nazionale e Azione giovani sul funzionamento dei Sert, i servizi per i tossicodipendenti.
''I Sert - ha detto il consigliere regionale di An - devono essere chiusi perche', come ci dimostra il caso di Perugia, sono dei ghetti e dei luoghi fuori controllo in cui si spaccia e si distribuisce 'droga di Stato'. Al loro posto devono essere create delle strutture sanitarie interne alle comunita' di recupero, in cui sia possibile per i tossicodipendenti essere seguiti ed assistiti per raggiungere una efficace disintossicazione. Deve essere superata e rivista la politica di riduzione del danno, perseguita da questa amministrazione regionale, che i numeri ci dimostrano non funzionare''.
''Bisogna - ha proseguito Zaffini - pensare ai giovani che vivono il dramma della droga e soprattuto alle condizioni critiche in cui si trovano le loro famiglie''. Zaffini ha poi ricordato che Alleanza nazionale aveva proposto l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla tossicodipendenza ''che e' stata pero' bocciata in modo miope e ideologico dal Consiglio regionale'' ed ha annunciato che nel mese di marzo si svolgera' in Umbria una conferenza nazionale del suo partito proprio sul problema della droga.

MIlitante di Azione Giovani Marano durante una manifestazione contro la droga!
da www.valorieliberta.wordpress.com
IL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO RIFERENDOSI AL RAGAZZO QUINDICENNE MORTO IN CLASSE CIRCA UN ANNO FA A PADERNO DUGNANO, HA DICHIARATO “QUESTI FATTI NON AVVENGONO IN UN PAESE DOVE C’E’ UNA LEGGE LIBERALIZZATRICE, MA IN UNA DOVE C’E’ LA LEGISLAZIONE REPRESSIVA NEI CONFRONTI DI CHI CONSUMA UNO SPINELLO”. FORSE IL MINISTRO NON SA CHE REPRIMERE VUOL DIRE INTERVENIRE A COSE FATTE. MENTRE LE COSE CHE SI FANNO PRIMA CHE I FATTI AVVENGANO SI CHIAMANO PREVENZIONE. NON E’ UNA QUESTIONE DI VOCABOLARIO, MA DI CIVILTA’ DEL DIRITTO.NON ESISTE DISTINZIONE TRA DROGA LEGGERA E DROGA PESANTE. IL DOTT. SERPELLONI, DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE DELLE DIPENDENZE DELLA REGIONE VENETO E DEL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE SOTTOLINEA SEMPLICI DATI DI FATTO:-LA CANNABIS E’UNA SOSTANZA TOSSICA E PERICOLOSA PER LA SALUTE E L’INTEGRITA’ DELLA PERSONA-I SUOI EFFETTI NEGATIVI SONO AMPIAMENTE STUDIATI E CONOSCIUTI NEL MONDO SCIENTIFICO, E NON PIU’ MESSI IN DISCUSSIONE-IMPORTANTI STUDI HANNO DIMOSTRATO CHE L’AUMENTO DELLA DISPONIBILITA’ E DELLA TOLLERANZA SOCIALE ALL’USO COMPORTA UN MAGGIOR RICORSO A QUESTA DROGA DA PARTE DELLE GIOVANI GENERAZIONI-IL DIVIETO SANZIONATO A LIVELLO SOCIALE DI UTILIZZARLA COMPORTA DIVERSIFICATI COMPORTAMENTI NEI GIOVANI(LA MAGGIOR PARTE LO RECEPISCE COME DISINCENTIVANTE L’USO)-L’USO DI CANNABIS PRELUDE IN OLTRE IL 90% DEI CASI LA POSSIBILITà CONCRETA DI UTILIZZO DI DROGHE QUALI LA COCAINA E L’EROINA-LA POTENZIALE EFFICACIA SU ALCUNI SINTOMI DISAGIANTI CORRELATI A VARIE PATOLOGIE NON GIUSTIFICA MINIMAMENTE –L’USO PER FINALITA’ EDONISTICHE O RICREATIVE COSI COME PER TANTE SOSTANZE CHE VENGONO UTILIZZATE COME FARMACI EFFICACI-QUANDO PARLIAMO DI CANNABIS, SI PARLA DI DROGA ARTIGIANALE E QUINDI DI UN PRODOTTO PREPARATO E CONFEZIONATO IN PAESI IN CUI LE MINIME CONDIZIONI IGIENICHE NON VENGONO RISPETTATE.IL CONTESTO ATTUALE, PURTROPPO FACILITA LA CULTURA SOSTENITRICE DELLA DROGA LEGGERA , SE NON ADDIRITTURA TRASFORMANDO QUESTE PERSONE IN ICONE DELLA TRASGRESSIONE E DELLA LIBERTA’ COMPORTAMENTALE.VOGLIAMO FORSE DIMENTICARE CHE OLTRE 20.000 VITTIME DI INCIDENTI STRADALI SON DA METTERE IN CORRELAZIONE ALL’USO CONTEMPORANEO DI ALCOOL E SOSTANZE STUPEFACENTI?BENEDETTO XVI USA PAROLE NETTE”…CHI SI RIFUGIA NEI PARADISI ARTIFICIALI DELLA DROGA, SI ALLONTANA DEFINITIVAMENTE DALLA “VERA GIOIA”CHE INVECE E’ IN CHI AMA GLI ALTRI COME INSEGNA IL MESSAGGIO EVENGELICO.” E’ QUESTA PURTROPPO, LA PROPOSTA DELLE CULTURE CHE PONGONO LA FELICITA’ INDIVIDUALE AL POSTO DI DIO, MENTALITA’ CHE TROVA UN SUO EFFETTO EMBLEMATICO NELLA RICERCA DEL PIACERE AD OGNI COSTO, NEL DIFFONDERSI DELL’USO DI DROGHE COME FUGA COME RIFUGIO IN PARADISI ARTIFICIALI, CHE SI RIVELANO DEL TUTTO ILLUSORI”.OCCORE QUINDI UNA POLITICA DELL’ISTRUZIONE, DELLA COMUNICAZIONE E DELLA SENSIBILIZZAZIONE, OVVEROSSIA I FINI CHE CI PREFIGGIAMO CON LA NOSTRA ATTIVITA’ DI ASSOCIAZIONE.
LA CASA BIANCA TEMPO FA CON YOU TUBE, HA DIFFUSO UNO SPOT ANTI-DROGA. IL NATIONAL DRUG CONTROL POLICY HA NOMINATO QUESTO PROGETTO “ABOVE THE INFLUENCE”, IL CUI FINE E’ LA DISINCENTIVAZIONE DELL’USO DEGLI STUPEFACENTI TRA I GIOVANI. IL PORTAVOCE DEL DIPARTIMENTO, RAFAEL LEMAITRE HA DICHIARATO CHE SE QUESTI VIDEO CONVINCERANNO ANCHE UN SOLO ADOLESCENTE A NON FAR USO DI MARIJUANA, ALLORA L’INIZIATIVA AVRA’ AVUTO COMUNQUE IL SUO SUCCESSO. CONDIVIDO APPIENO QUESTO PENSIERO RIASSUNTO PERALTRO NELLO SLOGAN DEL BLOG AZIONE GIOVANI “NO ALLA DROGA”: “IDEALE PER LOTTARE, NON DROGA PER MORIRE”.
On. Gabriella Carlucci
da Azione Giovani - Appio Tuscolano
La droga non è brutta, non è repellente, non è ripugnante. Almeno così apparentemente non sembra. La droga è piacevole, è accattivante, è esaltante. Almeno così apparentemente può sembrare. Ma c’è una netta differenza tra apparire ed essere, tra la menzogna e la verità. In realtà la droga è subdola, ingannevole ed effimera: queste caratteristiche sono gli autentici principi attivi di ogni sostanza stupefacente. Ti illude, ti prende in giro, si schernisce di te senza pietà.
Vi chiederete come fa. Per capirlo bisogna spiegare prima come la droga riesce a intaccare l’animo umano e a demolirlo lentamente, come una lenta ma letale malattia.
Tutti gli uomini e tutte le donne possiedono due facoltà in contrasto tra loro, che li differenziano dagli animali: gli impulsi e le passioni da una parte, la ragione dall’altra. Ma c’è anche un’altra spaccatura tra umano e animale: l’uomo è l’unico essere che può degradarsi nella propria natura, che può scegliere una natura inferiore. Infatti, grazie al libero arbitrio che ognuno possiede, si può decidere se anteporre la ragione alle passioni, oppure anteporre le passioni alla ragione. In
quest’ultimo caso si ubbidisce agli istinti, agli impulsi, per arrivare a una felicità, a una soddisfazione facile, istantanea e materiale. Come le bestie.
Questo è il caso dell’assuefatto, perché la sua ragione è stata uccisa dal piacere materiale; l’unica gioia che ha, è condensata in una polverina bianca, in una pasticca o in mucchietto di erba secca: ormai è una barca che affonda sbattuta dall’implacabile tempesta delle sue stesse passioni. Perciò non si può più definire uomo, è decisamente più simile a un animale, preda del suo istinto. Infatti il drogato mette in svendita la sua dignità, la sua humanitas, per un attimo di felicità inconsistente e apparente. In realtà, in verità lui, mentre sogna il suo bel falso mondo immaginario credendo di vivere “alla grande”, sta sbavando in balia degli spasmi, balbetta e grugnisce, non si regge in piedi, vomita, è un lurido incontinente, si gonfia e ringhia come una belva.
Questo è più uomo o più animale?
Tutto questo è il prodotto della società del nostro tempo, che si è dimenticata da troppo il lato spirituale e sentimentale di ogni individuo, facendolo diventare un freddo robot senz’anima. Vuoi la felicità? Eccoti uno spinello; vuoi i soldi per una dose? Eccoti un lavoro da schiavo. In questo sistema si arricchisce quello che dovrebbe marcire in carcere, che frega il suo stesso fratello. Questa società premia questi personaggi, il cui unico valore è il dio quattrino, e quello che ci rimette sei proprio tu. La droga è la loro arma e tu il bersaglio; ma non sono proiettili che uccidono questi. Magari lo fossero! Sono proiettili che ti fanno cadere nel giro, che ti spediscono in quel fantomatico tunnel in cui è facilissimo entrare, ma difficilissimo uscirne.
“Io smetto quando voglio”, “Questa è l’ultima sniffata” dicono tutti così quelli che provano, ma non capiscono che hanno barattato la loro volontà con quel po’ di piacere condensato: poveri burattini! Muovetevi come vi comanda il burattinaio: com’è facile, com’è bello! Quest’amica ride di voi, perché anche se vi manovra come burattini, voi non potete farne a meno.
L’uomo libero, con dei forti valori, che ama e per i quali gli piace lottare, sa dove si trova la vera felicità. Per tutti questi motivi in questa sezione abbiamo condotto battaglie contro la droga; manifestazioni e manifesti ne sono i testimoni.
In definitiva farò un paragone. La droga è lo schiavista e chi ne fa uso lo schiavo: lo lega con le catene dell’assuefazione per non farlo fuggire, anche se lui vorrebbe fuggire, e lo costringe a fare le cose più ignobili e bestiali, per farlo continuare a vivere la sua misera vita da schiavo.
dal Blog di Azione Giovani - Roma Est
GIOVANI ITALIANI SI STORDISCONO DI DROGHE E ALCOL DALL'ETA' DI 10 ANNI...
..(anche) PERCHE' NESSUNO GLI HA MAI SPIEGATO QUANTO FACCIA MALE!

Da "Ansa":
di Angela Abbrescia
ROMA - Una grande familiarità con alcol e droghe, a cui non corrisponde un'adeguata conoscenza dei danni arrecati alla salute: i ragazzi italiani cominciano molto presto ad avvicinarsi alle sostanze stupefacenti e agli alcolici, che consumano soprattutto in casa, in discoteca o per strada. La droga preferita resta la cannabis, ma tra chi usa altre sostanze i maschi preferiscono gli allucinogeni e le femmine la cocaina, che usano come anti-fame per dimagrire. Il quadro allarmante sul rapporto tra i giovani e la droga, che conferma e aggrava quanto già reso noto negli ultimi tre anni dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, proviene da un'indagine svolta in 272 classi - tutte superiori tranne una terza media romana - dal Modavi (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) nell'ambito del progetto "Informare giocando", finanziato dal Ministero della solidarietà sociale.
L'intervento, che ha coinvolto 4.569 alunni delle province di Roma, Latina, Foggia, Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, Siena, Milano, Torino e Biella nel periodo dicembre 2006-maggio 2007, ha utilizzato, accanto al classico questionario, l'originale strumento dei giochi di ruolo: i ragazzi dovevano, con l'aiuto di uno psicologo e di un operatore, simulare situazioni come ad esempio quella di un giovane che si droga in discoteca e poi si sente male, viene portato in ospedale, etc. Il tutto, hanno spiegato stamani in una conferenza stampa i promotori dell'iniziativa, in modo informale e con un linguaggio giovanile, stimolando gli studenti ad analizzare e riflettere. Con il questionario, poi, si è cercato di conoscere le motivazioni e le conoscenze degli adolescenti riguardo all'uso di alcol e sostanze stupefacenti e di tracciare un rapporto tra il loro consumo, l'appartenenza geografica e la tipologia delle relazioni familiari. Ed ecco i dati: il 32% afferma di assumere alcol "per provare il piacere dell'ebbrezza" a partire dai 10 anni e il 61% di questi dichiara di non conoscerne le conseguenze sulla salute. Il 32% ha fumato almeno una volta cannabinoidi a partire dagli 11 anni, e di questi il 16% ne fa un uso giornaliero, il 29% una volta alla settimana e il 55% una volta al mese. Il 7% ha usato altre sostanze stupefacenti a partire dai 10 anni, il 46% continua a farne uso e di questi il 15% giornalmente. Tra le altre droghe, la preferita è il popper (20%), una sostanza inalabile a base di gas; seguono a parità di merito (17%) cocaina e allucinogeni come l'Lsd. Ma se i maschietti preferiscono questi ultimi, le femmine gradiscono invece di più la cocaina, che utilizzano soprattutto perché toglie la fame e dunque aiuta a dimagrire.
Il 77% ha cominciato a consumare droga spinto dalla curiosità, il 13% perché era ubriaco e agiva senza rendersene conto. Il 74% del campione analizzato non conosce i danni arrecati alla salute dalle droghe, che molti di loro vedono piuttosto come sostanze terapeutiche (la cannabis per rilassarsi, l'eroina per non sentire dolore, etc.). L'86,7% di ragazzi con un nucleo familiare composto da entrambi i genitori dichiara di non usare droghe. Dalla ricerca emerge anche che chi percepisce di avere un rapporto "autorevole" con i genitori (cioé li considera punto di riferimento e ritiene di potersi rivolgere a loro se ha dei problemi) ha meno familiarità con alcol e droga e afferma di conoscere i danni che provocano. Al contrario, chi ha rapporti conflittuali, amichevoli o percepisce un'assenza di rapporto ha una maggiore propensione al consumo. Sul totale di chi ha dichiarato di avere rapporti "complici" con i genitori, la percentuale massima (20%) ha spiegato che la motivazione per cui hanno fumato cannabis è che lo facevano i genitori. Infine, la distribuzione territoriale vede una netta prevalenza del consumo al Nord e al Centro, e una maggiore consapevolezza sui danni alla salute tra gli studenti del Centro.
31 luglio 2007
E' ORA CHE UNA CERTA SINISTRA ANTIPROIBIZIONISTA, DOPO AVER PROMOSSO LA CULTURA DELLA LIBERTA' ALLO SBALLO, SI INTERROGHI SUL PERCHE' I GIOVANI NON HANNO NESSUNO CHE GLI DICA CHE DROGARSI FA MALE!
PER VIVERE LA VITA NELLA SUA PIENEZZA, NO ALLA DROGA!
LO STATO DEVE RIBADIRE CON FORZA CHE DROGARSI FA MALE!
dal Blog di Azione Giovani - Roma Est
IN INGHILTERRA SI PONGONO IL PROBLEMA SE LA CANNABIS FACCIA MALE OPPURE NO...
..IN ITALIA CONTINUANO A TOLLERARNE L'USO (e l'abuso)

Dal "Corriere.it":
“Pieno sostegno a Don Gelmini ed alla sua inesauribile opera che consente, ogni giorno, di aiutare molti giovani che hanno intrapreso, accompagnati da lui, un lungo percorso di lotta per uscire dal mondo oscuro della tossicodipendenza. Questa diffamazione sembra frutto di rancori e auspichiamo sia adeguatamente trattata dalla stampa, perché chi lo conosce non può che ritenere Don Gelmini lontano anni luce dai gesti per i quali è stato accusato”. Così Gian Luca Bianchi, Piero Cavallo, Luciano Cavaliere e Andrea Volpi, Dirigenti Nazionali di Azione Giovani ed Azione Universitaria, movimenti giovanili legati ad Alleanza Nazionale. “La diffamazione non può cancellare i molti risultati positivi di chi riesce a sconfiggere realmente la droga e le sue tentazioni, né colpire l’efficace sistema delle comunità di recupero – hanno proseguito i giovani dirigenti della Destra giovanile - Infatti, l’opera di queste comunità è fondamentale per favorire il reintegro sociale dei tossicodipendenti: d’altronde, molti giovani finiscono per drogarsi a causa di disadattamento, solitudine, emarginazione sociale, mancanza di lavoro e queste strutture aiutano ad uscire dal mondo della tossicodipendenza perché consentono di superare il disagio generato da queste criticità individuali. Insomma, le comunità come quella di Don Gelmini, cui va tutta la nostra solidarietà, aiutano i giovani ad allontanarsi dalla morsa delle organizzazioni criminali che guadagnano illegalmente attraverso lo spaccio di droga, incuranti dei danni che creano sulle persone”.
Roma, 3 ago. (Adnkronos) - Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione giovani e Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria esprimono 'piena solidarieta' a Don Gelmini e a tutti gli ospiti dei 287 centri della Comunita' Incontro perche' sono loro le vere vittime di questa vergognosa diffamazione. Le accuse nuoceranno alle migliaia di giovani che vedono in Don Gelmini un punto di riferimento, per poter uscire dal dramma della tossicodipendenza, giovando invece a spacciatori, opinionisti e tutti coloro che in lui vedono un nemico perche' ha dimostrato che la droga si puo' sconfiggere'.
'Don Pierino e' un'ancora di salvezza nel mare in tempesta dei drammi quotidiani, e' la speranza di un mondo migliore, e' l'esempio della forza del bene che puo' vincere il male -dicono-Non permetteremo a nessuno di strumentalizzare queste offese per distruggere la speranza nelle nuove generazioni. Ci mettiamo sin da ora a completa disposizione della Comunita' Incontro, cosi' come abbiamo fatto per Muccioli, altro grande esempio di eroe moderno. Chiediamo grande attenzione e celerita' alla magistratura, cosi' come chiediamo al mondo dell'informazione il massimo rispetto nel trattare questo caso, perche' di mezzo non c'e' solo un piccolo grande uomo, ma tanti uomini e donne che hanno legato la loro vita a Don Pierino".
Infine Meloni risponde all'on. Guadagno: 'Vorrei precisare che la solidarieta' a Don Pierino non e' legata alla veste che indossa, ma al suo vissuto. Non siamo noi assolviamo solo in virtu' di uno status o di una veste, per questo pretendiamo che non si condanni nessuno solo in virtu' di uno status e per la veste che indossa'.
Roma, 31 lug. (Apcom) - La vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgia Meloni, di Alleanza nazionale, contesta "le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull'uso di sostanze stupefacenti". Lo spunto sono i dati emersi dal progetto 'Informare giocando' realizzato dall'associazione Modavi sulla droga.
"Questo rapporto, che per numero di intervistati rappresenta un'analisi scientifica sociologica, non solo un sondaggio, sconfessa una volta per tutte le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull'uso di sostanze stupefacenti", afferma Meloni in un comunicato. "La ricerca infatti, dimostra che quando non c'è l'ideologia di mezzo non esiste distinzione tra droghe leggere e pesanti, che non sia nella gravità degli effetti derivanti dall'assunzione".
Secondo Meloni, "questa indagine è la cartina di tornasole del fallimento educativo del 'sessantotto', che ha decostruito il ruolo educativo del genitori trasformandoli da esempi autorevoli responsabili della crescita ad amici e 'complici' della devianza".
Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati considera allarmanti i dati emersi dal progetto “Informare giocando” realizzato dall’associazione Modavi sulla droga. “Questo rapporto, che per numero di intervistati rappresenta un’analisi scientifica sociologica, non solo un sondaggio, sconfessa una volta per tutte le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull’uso di sostanze stupefacenti. La ricerca infatti, dimostra che quando non c’è l’ideologia di mezzo non esiste distinzione tra droghe leggere e pesanti, che non sia nella gravità degli effetti derivanti dall’assunzione”. “Dal punto di vista della prevenzione è evidente la necessità di mettere in atto una campagna seria di informazione che renda chiari gli effetti devastanti che l’uso di sostanze stupefacenti comporta. Per quel che riguarda invece l’aspetto prettamente sociale, questa indagine è la cartina di tornasole del fallimento educativo del ‘sessantotto’, che ha decostruito il ruolo educativo del genitori trasformandoli da esempi autorevoli responsabili della crescita ad amici e “complici” della devianza. Questo è il riscontro oggettivo di quanto affermato nei giorni scorsi, con imbarazzo, dal Ministro Turco, rispetto alla differenza tra il suo ruolo di madre “proibizionista” verso il figlio sull’uso di cannabis e quello di Ministro della salute antiproibizionista, che vuole innalzare le soglie di detenzione personale”, conclude Giorgia Meloni.
La droga è da sempre stata conosciuta dai popoli che la utilizzavano per scopi medici o per ottenere stati psicofisici che permettessero loro di vivere cerimonie religiose particolari; ancora oggi alcune tribù primitive fanno ampio uso di sostanze stupefacenti come momento saliente dei loro riti.
Dalle sostanze naturali (cocaina, oppio, etc) si è arrivati a creare anche droghe di laboratorio, ben più dannose delle droghe naturali. Nei laboratori tedeschi della Merck, nel 1912, fu scoperto il principio attivo dell'ecstasy e il relativo brevetto di farmaco anoressizzante risultò depositato nel 1914. Durante la prima guerra mondiale la sostanza tornò utile per ridurre fame e stanchezza e contemporaneamente per potenziare la resistenza fisica nei soldati.
A cavallo degli anni 1930-1940, il chimico Albert Hoffman sintetizzò in laboratorio una sostanza e cominciò ad assumerne egli stesso piccole quantità, sperimentando per la prima volta che poteva esercitare i suoi effetti direttamente sul cervello e produrre sintomi mentali (allucinazioni visive e uditive, disordine del linguaggio ecc.) paragonabili a quelli osservabili in un paziente schizofrenico. Era stato inventato l'acido lisergico, più conosciuto come LSD. Tale scoperta non sarebbe divenuta di dominio pubblico, se un gruppo di professori e studenti dell'università di Harvard non avesse iniziato, intorno agli anni '60, a sperimentare ripetutamente la sostanza e a diffonderla nella loro cerchia di studenti, colleghi e amici.
Verso la fine degli anni sessanta si fa strada l'area ricreazionale, cioè il consumo di queste droghe per scopi socializzanti (almeno questo era l'intento) e senza controllo medico; a seguito del movimento di contestazione giovanile la diffusione fu rapida; i governi non tentarono di ostacolare questo traffico illecito in quanto intravidero il modo di tenere a bada gli animi garantendo ai giovani "uno strumento di liberazione della mente umana".
La grande commercializzazione di LSD ed ecstasy avviene a fronte della richiesta di droghe sempre più potenti da parte del popolo della notte: il basso costo, la facile assunzione e il traffico pressoché incontrollato hanno garantito a queste sostanze un ottimo mercato all'interno delle discoteche. Gli effetti sono molteplici e non tutti prevedibili: allucinazioni, facilita le relazioni con gli altri, provoca una sensazione di euforia, riduce le barriere emotive, dà una sensazione di maggiore sicurezza interiore, non fa sentire la stanchezza e la fatica. Anche fisicamente si avvertono delle variazioni: può provocare un notevole aumento della pressione del sangue e del battito cardiaco, causa secchezza della bocca e una tensione della mascella che porta al digrignamento dei denti. Se si esagera può causare capogiri, svenimenti, agitazione e attacchi di panico. Questi effetti collaterali possono comportare rischi anche seri: uno tra i maggiori è rappresentato dalla disidratazione: l'ecstasy provoca l'innalzamento della temperatura corporea e l'aumento della sudorazione: l'ambiente caldo della discoteca e il movimento fisico provocano una notevole perdita di liquidi che può causare il cosiddetto "colpo di calore", ipertermia maligna nel gergo medico. Il rischio di disidratazione aumenta
se l'ecstasy è assunta insieme all'alcool. L'ecstasy può anche causare svenimenti, disturbi alla vista, attacchi di panico.
Quando l'effetto svanisce c'è il down e ci si sente stanchi, depressi e irritabili. Se la dose è eccessiva può determinare stati di ansia, di agitazione psicomotoria e attacchi di panico. Se si cala troppo quindi ci si può sentire terribilmente agitati e nervosi. Sono stati segnalati casi di danni alla produzione di serotonina (una sostanza che interviene negli scambi di informazioni tra le cellule cerebrali e che regola le funzioni del sonno e dell'umore). Sembra abbastanza certo che gli effetti neurotossici, si chiamano così, abbiano più probabilità di manifestarsi con assunzioni continuative o eccessive. In pratica: se si usa sistematicamente ecstasy tutti i fine settimana, per lungo tempo o se si assume più di una pasticca in una sola volta, si rischia di andare incontro a seri problemi di carattere neurologico, che possono diventare permanenti: problemi con la memoria, perdita della capacità di concentrazione, alterazioni dell'umore e depressione, alterazioni del ritmo veglia-sonno. Il meccanismo che spinge un ragazzo ad assumere queste sostanze, pur conoscendo i rischi cui va incontro, è da rinvenire nel profondo senso di insoddisfazione, noia, paura che pervade l'animo dei giovani: riuscire ad essere più socievoli, più sicuri, meno timidi e più disinvolti è il motivo che li spinge al consumo questi "veleni". Un carattere vulnerabile, una situazione familiare difficile alle spalle, uno stato emotivo particolare rendono il ragazzo facilmente attaccabile: viene a crearsi un maledetto circolo vizioso di dipendenza che induce all'assunzione continuata di sostanze stupefacenti ogni qualvolta si presenti un problema. Oltre al danno fisico si incorre anche in un danno psicologico: cessa la voglia di lottare, l'intraprendenza tipica dell'età adolescenziale, il coraggio di affrontare i problemi e provare a risolverli; si ha l'illusione di poter creare un mondo parallelo fatto solo di piaceri e soddisfazioni, di ambizioni e certezze, senza problemi ed imprevisti; un mondo così non esiste: la realtà è ben diversa e va affrontata con decisione e fermezza.
Tucidide sosteneva che "I più coraggiosi sono quelli che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano"; rifugiarsi in qualcosa di irreale e fittizio non significa affrontare i problemi e le difficoltà, ma solo cercare stupidamente una via di fuga per raggirare ostacoli che quotidianamente si presentano nella vita di ognuno di noi.
Le principali droghe in circolazione:
ECSTASY E METAMFETAMINE
Sintetizzata per la prima volta in Germania nel 1898, la Mdma (principio attivo dell'ecstasy) fu rapidamente esclusa dalle prescrizioni mediche per i suoi forti effetti collaterali. Negli Stati Uniti è stata messa la bando nel 1985 e inserita fra le droghe più pericolose per i danni al sistema nervoso e le crisi psicotiche che provoca. L'ecstasy è pericolosissima: anche una sola assunzione può provocare ipertermia (aumento della temperatura del corpo) maligna seguita da morte. Altri sintomi sono grave tachicardia, convulsioni e patologie epatiche. Tra gli effetti cronici, vanno messi in evidenza attacchi di panico che possono durare mesi, episodi psicotici acuti e psicosi croniche, oltre a depressione. Secondo gli studi più accreditati, svolti alla John Hopkins School di Baltimora (Usa), l'ecstasy produce danni cerebrali che possono divenire irreversibili.
CANNABIS (HASHISH E MARIJUANA)
Conosciuta dalla notte dei tempi, la cannabis è esplosa come droga di massa nel mondo occidentale intorno agli anni '60. Attualmente è la sostanza più diffusa tra gli adolescenti, che la fumano in sigarette arrotolate e speciali pipe (chilum), o la utilizzando per confezionare dolci e infusi. Tra gli effetti, secchezza alla gola, arrossamento degli occhi, tachicardia e aumento della pressione sanguigna. Questi sintomi precedono una fase di eccitazione sensitiva e motoria che varia a seconda dell'atteggiamento del consumatore e delle condizioni ambientali. La cannabis può produrre ebbrezza, espansività, allucinazioni, ma anche perdita di memoria, senso di paura, difficoltà di controllo, alterazioni della percezione. Studi recenti hanno dimostrato che induce dipendenza psicologica e fisica. Certamente, rappresenta una porta d'ingresso per l'uso di altre droghe.
EROINA E METADONE
Il consumo di eroina è esploso nel nostro paese alla fine degli anni 70. Come e più di altri narcotici (oppio, morfina), questa sostanza induce subito una forte dipendenza fisica, che costringe l'assuntore a continue somministrazioni per evitare crisi di astinenza sempre più severe. L'eroina può essere inalata, fumata o iniettata. Produce un senso di benessere e di euforia cancellando ogni traccia di malessere fisico e morale. I rischi sono legati all'overdose, provocata da depressione respiratoria, e alle numerose patologie che si sviluppano con il suo uso, comprese le malattie di carattere infettivo. Fra le sostanze il cui effetto è simile all'eroina, bisogna citare il metadone, un farmaco sostitutivo che viene utilizzato nei trattamenti farmacologici della tossicodipendenza. Se utilizzata in dosi massicce e per lunghi periodi, come oggi accade, questa sostanza produce gli stessi danni dell'eroina e una dipendenza maggiore.
COCAINA
La cocaina, considerata erroneamente "la droga dei ricchi", è in costante espansione nel mondo giovanile. I dati ONU parlano di 14 milioni di consumatori sul pianeta. Essa viene inalata, fumata o iniettata e crea un'immediata sensazione di euforia, energia e lucidità. Sotto il suo effetto si sopravvalutano le proprie capacità, non si controllano le reazioni emotive, arrivando spesso a gesti di violenza ed a comportamenti pericolosi per sé e per gli altri. Il suo uso si accompagna a deliri persecutori, in alcuni casi a vere e proprie psicosi, seguiti da forti stati di depressione e ansia. Il nostro fisico si assuefà alla cocaina con estrema velocità, creando la necessità di assunzioni sempre più frequenti e con dosaggi sempre maggiori. E' quindi in grado di creare in poco tempo un forte stato di dipendenza fisica e psichica.
ALLUCINOGENI
Gli allucinogeni sono sostanze stupefacenti di origine naturale, mescalina, peyote, psilocibina, o semi sintetica, l'Lsd. La loro diffusione fra i giovani si sviluppa a partire dagli anni '60 in Europa e negli Stati Uniti. Il loro consumo, notevolmente diminuito nei due decenni successivi, è tornato ad aumentare in modo preoccupante dai primi anni '90. Gli allucinogeni cambiano la percezione sensoriale di chi li assume. Sotto il loro effetto è difficile capire ciò che è reale perché distorcono le capacità di percezione spazio-temporale. Queste droghe aumentano i battiti cardiaci, creano vertigini, nausea, stati di ansia, panico e deliri di persecuzione. Possono portare a danni psichici permanenti, anche a bassi dosaggi e già dalla prima assunzione. In Internet, decine di siti ne propagandano l'utilizzo e indicano come coltivarle e usarle.
COCKTAIL DI DROGHE
Uno degli aspetti più gravi che riguarda l'uso di droghe, è l'utilizzo combinato di più stupefacenti, accompagnati dall'assunzione di alcool e psicofarmaci. Questi mix creano reazioni impreviste e incontrollabili. Ampliano gli effetti attivi di ogni singola sostanza e aumentano esponenzialmente i rischi a cui si sottopone la persona. Abbassano la lucidità, diminuiscono le capacità percettive, riducono la coscienza dei propri comportamenti. Espongono, con l'imprevedibile interazione e con il cumulo dei loro effetti, ad un forte rischio d'overdose. L'assunzione di questi cocktail è frequentemente legata alle situazioni ricreative e di socializzazione giovanile come discoteche e rave party. Queste sostanze non vengono, infatti, spesso percepite come droghe, così come non vengono considerati e rischio i comportamenti che creano.
Pubblichiamo di seguito un interessante intervento pubblicato da Azione Giovani Como all'epoca della presentazione del Disegno di Legge della "Fini-Giovanardi" (la legge contro la droga), che analizza il testo in modo molto esauriente:
Di cosa tratta.
Il Disegno di Legge Fini affronta le problematiche legate alla droga e alle tossicodipendenze, e cerca di farlo senso pregiudizi ideologici. Si tratta di una via alternativa sia al proibizionismo che all'antiproibizionismo. Il governo, infatti, esprime un giudizio chiaramente negativo sulla droga e il suo semplice uso, ma vuole anche investire sulla prevenzione della tossicodipendenza e sul recupero di chi ne è rimasto vittima.
Perché questo Disegno di Legge.
Nasce dall'esigenza di riformare l'attuale legislazione, che si è dimostrata carente soprattutto per due ragioni:
• sanzioni incerte riguardo all'uso, alla detenzione e allo spaccio di droghe;
• difficoltà di recupero effettivo per i tossicodipendenti, spesso costretti a tornare in carcere dopo aver completato il proprio percorso di recupero.
Droghe leggere e droghe pesanti.
Cade ogni distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti. Sostanze come hashish e marijuana non sono in nessun modo “leggere”. Il loro uso può portare a quello di altre droghe, ma può anche causare forme di depressione, ansietà e schizofrenia, o ridurre la capacità di memoria di una persona.
E' quanto attesta un recente documento del Consiglio Superiore di Sanità.
Il significato delle nuove sanzioni.
Le nuove sanzioni vogliono coniugare prevenzione, repressione e recupero.
Lo Stato giudica negativamente il semplice uso di droghe, anche se da questo non derivano direttamente conseguenze penali. Drogarsi non rappresenta un atto di libertà, ma il rifiuto delle proprie responsabilità di cittadino. Per questo lo Stato ha il dovere di intervenire.
Il disegno di legge reintroduce la punizione della detenzione di droga e fissa la linea di confine tra la detenzione che costituisce illecito penale. Il confine viene stabilito da una tabella in modo oggettivo per ogni sostanza stupefacente.
Nuove sanzioni amministrative.
• Sospensione della patente di guida, del porto d'armi, del passaporto, del permesso di soggiorno per motivi turistici;
• fermo del ciclomotore in uso.
In caso di recidiva o in presenza di altri fattori di pericolosità, vengono applicate sanzioni più dure:
• obbligo periodi di firma;
• divieto di condurre veicoli a motore;
• divieto di allontanarsi dal comune di residenza.
Nuove sanzioni penali.
Le sanzioni penali seguono criteri di gradualità. Per fatti di lievi entità è prevista una pena da uno a sei anni di reclusione. Chi commette tali fatti, non vuole affrontare un percorso di recupero, può usufruire di una nuova possibilità: invece di andare in carcere, può svolgere un lavoro di pubblica utilità per l'intera durata della pena detentiva. In questo modo il soggetto che non si sentiva pronto per il recupero, potrà affrontarlo ugualmente attraverso il lavoro.
Il recupero come alternativa al carcere.
Il recupero viene favorito dal momento in cui viene disposta la custodia tutelare in carcere. Questa può essere evitata con gli arresti domiciliari e iniziando un programma terapeutico. Ciò per evitare vere e proprie ingiustizie accadute in passato. E' il caso di molte persone in attesa di giudizio che, una volta completato il programma di recupero, hanno maturato condanne superiore ai 4 anni e sono state mandate in carcere.
Oltre il recupero, una parte significativa del Disegno di Legge riguarda l'attività di prevenzione, in cui sono coinvolte diverse istituzioni, prima fra tutte la scuola.
Il ruolo delle comunità.
Se la dimensione del recupero assume grande importanza nel Disegno di Legge, di conseguenza anche il ruolo delle comunità diventa più significativo. Una comunità non può essere vista come una clinica privata. Il programma di recupero di un tossicodipendente non può limitarsi alla somministrazione di farmaci e ad interventi medici. E' qualcosa di più ampio e complesso, che coinvolge tutta la sfera esistenziale di una persona. Per questo alle comunità è riconosciuta, per la prima volta, la possibilità di certificare la dipendenza da droga e di predisporre il piano terapeutico.
Il Disegno di Legge Fini è stato pensato per la salvaguardia di tutti i cittadini, perché la droga, direttamente o indirettamente, può danneggiare la salute e la personalità di chiunque. Per questo, se la droga non fa distinzioni tra le persone, noi non vogliamo fare distinzioni con la droga.
Oltre tremila contatti in meno di un mese: è questo il primo dato significativo del blog contro la droga (www.nodroga.splinder.com) realizzato da alcuni Dirigenti Nazionali di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale.
Alessandro Amorese (Massa), componente dell’Esecutivo Nazionale di AG, Simone Spiga (Cagliari) e Daniele Caroleo (Crotone), entrambi Dirigenti Nazionali di AG, intervengono ad appena un mese dal lancio della campagna nazionale contro tutte le droghe, per fare il punto della situazione.
“Gli oltre tremila accessi al blog contro la droga – dichiarano gli esponenti di Azione Giovani – dimostrano che la nostra iniziativa non è passata assolutamente inosservata, ma che, anzi, quel sito è diventato una sorta di vero e proprio punto di riferimento di tutti coloro i quali sono convinti che tutte le sostanze stupefacenti siano un male e come tali devono essere proibite affinché nessun giovane si rovini la vita utilizzandole!”.
“Questo strumento – continuano i dirigenti di AG – è servito inoltre come punto di raccordo e di coordinamento per tutte quelle realtà che in questo breve periodo di tempo hanno inteso organizzare delle iniziative contro la droga. Molte le comunità che hanno aderito alla nostra iniziativa, e, in questo senso, cogliamo dunque l’occasione per ringraziare tutti quei dirigenti e quei militanti che hanno inteso supportare e sostenere il nostro progetto.”.
“Non sono mancati ovviamente – incalzano gli esponenti di Azione Giovani- i tentativi, da parte degli antiproibizionisti, di bloccare o comunque di infastidire la nostra iniziativa, ma le loro tesi, povere di contenuto e assolutamente prive di fondamento, a sostegno delle droghe libere, non ci hanno fatto arretrare di un millimetro, ma anzi, ci hanno convinto ancora di più che questa è una battaglia legittima, che continueremo a portare avanti, a testa alta!.”
“Non ci limiteremo ovviamente – concludono Amorese, Spiga e Caroleo – alla semplice iniziativa su internet. Oltre all’attività telematica fino a qui condotta e alle varie manifestazioni prettamente militanti (volantinaggi, gazebo informativi, affissione di locandine) portate a termine in alcune località del nostro territorio, nei prossimi giorni saremo pronti per il lancio di ulteriori iniziative in merito a questo argomento. Non possiamo permettere che la nostra gioventù continui a farsi del male a causa di queste schifose sostanze. Il nostro slogan si leverà alto, come simbolo della nostra battaglia: IDEALI PER LOTTARE, NON DROGA PER MORIRE!”.
da AZIONE GIOVANI "COMPAGNIA DEL CENTRO"
«La modica quantità? Un'ipocrisia». «Ero antiproibizionista, ma il consumo alimenta il crimine»
TORINO — «Non è più possibile restare a guardare mentre un quarto, o forse addirittura un terzo della popolazione fa uso di droghe. Sono sempre stato antiproibizionista, ma oggi dico che è ora di cambiare: bisogna affermare il principio che drogarsi non è lecito, che la nostra società non lo accetta». Sergio Chiamparino, sindaco ds di Torino, chiede al Parlamento nuove norme per punire non solo chi spaccia ma anche chi consuma stupefacenti. Lo fa all'indomani della rapina mortale ai danni di un tabaccaio, avvenuta sabato sera, forse proprio ad opera di criminali che cercavano denaro per la droga. La sua riflessione, però, arriva da più lontano.
Sindaco, come vorrebbe punire chi si droga? «Obbligandolo a riparare il danno fatto. Perché chi consuma droga alimenta un mercato criminale che è all'origine di reati di ogni tipo, dai più banali ai più efferati, e un clima di insicurezza che la gente comune non sopporta più. Quindi, chi viene sorpreso a consumare dovrebbe dedicare alcuni giorni a rendersi utile, pulendo la città o lavorando nelle case di riposo, e sono solo due esempi. Una sanzione non penale, ma che può creare un deterrente perché si perde tempo e ci si espone a una pessima figura, in casa e sul lavoro».
La sua proposta dovrebbe valere per qualsiasi sostanza? «Posso ammettere, anche se vorrei discuterne ancora con veri esperti, che si depenalizzino gli spinelli. E posso accettare anche che chi è dipendente dall'eroina, categoria per fortuna in calo, possa essere trattato sotto controllo medico. Ma per gli altri deve esserci una sanzione: troppa droga per le strade».
Cosa le ha fatto cambiare idea? «L'esperienza da sindaco. Qualche tempo fa ho voluto andare a vedere la situazione dell'area chiamata "Tossic Park" (zona di spaccio alla periferia est di Torino, ndr) e sono rimasto colpito dalla varietà dei clienti "normali". Una ragazza che lavora lì vicino mi ha fatto notare, tra le altre, una vecchia Panda con i seggiolini per i bambini: "Vede sindaco, quello è un muratore che ogni giorno viene a comprarsi la droga". La sera stessa, in centro, ho rivisto le auto di lusso dei professionisti che il venerdì vengono a procurarsi la dose per il weekend».
Gli antiproibizionisti però sostengono che se il mercato della droga venisse liberalizzato la criminalità diminuirebbe... «Lo so bene, e negli anni 80, all'epoca delle grandi polemiche, ero più d'accordo con don Ciotti che con Muccioli. Ma qualcosa non funziona. Se drogarsi è consentito, perché non dovrebbe esserlo vendere la droga? La legge attuale è contraddittoria, il concetto di "modica quantità" è ipocrita. Poi parli con i cittadini e ti accorgi che hanno paura, quella che si chiama "insicurezza percepita". E se non hanno paura quanto meno sono a disagio quando vedono lo spaccio e il consumo, che ormai sono ovunque».
Si dice anche che la droga non è peggio dell'alcol. «E allora cosa vogliamo fare? Aspettare che la cocaina si radichi nella nostra cultura come il vino o la grappa, per poi dire che non la si può più eliminare? È un problema che ha due facce: la criminalità, che anche il singolo consumatore, involontariamente, contribuisce a far crescere, e i valori della nostra società, dove sempre più persone sembrano aver bisogno di una sostanza per vivere».
Lei è un «liberal». Ora vuole uno Stato che educa e punisce? «No, la libertà delle persone deve restare, non propongo la galera per i consumatori. Ma non sono disposto a fare finta di niente, bisogna mettere un argine al mercato incontrollato e al messaggio che drogarsi non è un problema. È una riflessione che dobbiamo aprire subito, non lontana da quella che Giuliano Amato propone sulla prostituzione».
Idee che non piaceranno a molti, soprattutto nel centrosinistra... «La droga e i modi per combatterla non sono né di destra, né di sinistra. Ma la politica nel suo insieme e la sinistra in modo particolare hanno sottovalutato il problema. E una parte continua a non voler vedere».
"UNA PARTE DELLA SINISTRA CONTINUA A NON VEDERE"
SONO QUESTE LE PAROLE A CONCLUSIONE DELL'INTERVISTA FATTA A CHIAMPARINO ALL'INDOMANI DELLE SUE DICHIARAZIONI SULLA DROGA E SULLO SPACCIO.
NON SIAMO QUI A GIUDICARE LE "PUNIZIONI" CHE IL SINDACO DI TORINO VUOLE DARE A CHI VIENE SORPRESO A DROGARSI, PER NOI MOLTE DI QUESTE PERSONE ANDREBBERO AIUTATE AD USCIRE DAL TUNNEL CHE SI SONO SCAVATE PIU' O MENO COLPEVOLMENTE.
FINALMENTE QUALCUNO A "SINISTRA" HA APERTO GLI OCCHI ARRIVANDO A DIRE CHE
"NON E' UN DIRITTO DROGARSI"
AVREMMO VOLUTO SENTIR DIRE CHE NON C'E' DIFFERENZA TRA DROGHE LEGGERE E PESANTI...
PER ORA E' UN BUON INIZIO...
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