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giovedì, 31 gennaio 2008
CANNABIS, STUDIO: RISCHIO CANCRO MAGGIORE CON SIGARETTE

HONG KONG (Reuters) - Farsi uno spinello equivale a fumare 20 sigarette in termini di rischio di cancro ai polmoni, dicono scienziati neozelandesi, ammonendo dell'eventualità futura di "un'epidemia" di tumore polmonare connessa all'uso di cannabis.
In passato diversi studi hanno dimostrato che la cannabis può causare il cancro, ma pochi hanno stabilito un forte legame tra l'uso di essa e l'incidenza del tumore ai polmoni.
In un articolo pubblicato sullo European Respiratory Journal, alcuni scienziati sostengono che il fumo dello spinello può danneggiare le vie respiratorie più che quello del tabacco poiché contiene due volte il livello di carcinogeni.
Anche il modo in cui si fuma aumenta il rischio, con gli spinelli che generalmente vengono fumati senza filtro e fino all'ultimo, cosa che aumenta la quantità di fumo inalato. Chi fuma cannabis inoltre inala più profondamente e più a lungo, facilitando il deposito di carcinogeni nelle vie respiratorie, osserva lo studio.
I ricercatori hanno intervistato 79 ammalati di cancro ai polmoni cercando di identificare i maggiori fattori di rischio. Ebbene, hanno trovato che il rischio aumenta di 5,7 volte nei pazienti che hanno fumato più di uno spinello al giorno per 10 anni, o due al giorno per 5 anni, tenuto conto ovviamente delle altre variabili come il fumo di sigarette.
"Anche se il nostro studio ha coperto un gruppo relativamente piccolo, mostra chiaramente che chi fuma cannabis per lungo tempo ha una maggiore possibilità di contrarre il cancro ai polmoni", si legge nello studio del Medical Research Institute of New Zealand.
"L'uso di cannabis può essere considerato responsabile di un caso su 20 di quelli diagnosticati in Nuova Zelanda", aggiunge.
"Nel prossimo futuro potremmo assistere a un"epidemia' di cancro ai polmoni connessa con questo nuovo carcinogeno. E questo rischio si applica a molti altri Paesi, dove il crescente uso di cannabis tra i giovani e gli adolescenti sta diventando uno dei maggiori problemi per la salute pubblica".

Scritto da: danielecaroleo alle ore 13:23 | link | commenti (18) | categoria: documenti, approfondimenti, droga, notizia
mercoledì, 30 gennaio 2008
L'ON. CARLUCCI IN MERITO ALLA DROGA!

da www.valorieliberta.wordpress.com

IL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO RIFERENDOSI AL RAGAZZO QUINDICENNE MORTO IN CLASSE CIRCA UN ANNO FA A PADERNO DUGNANO, HA DICHIARATO “QUESTI FATTI NON AVVENGONO IN UN PAESE DOVE C’E’ UNA LEGGE LIBERALIZZATRICE, MA IN UNA DOVE C’E’ LA LEGISLAZIONE REPRESSIVA NEI CONFRONTI DI CHI CONSUMA UNO SPINELLO”. FORSE IL MINISTRO NON SA CHE REPRIMERE VUOL DIRE INTERVENIRE A COSE FATTE. MENTRE LE COSE CHE SI FANNO PRIMA CHE I FATTI AVVENGANO SI CHIAMANO PREVENZIONE. NON E’ UNA QUESTIONE DI VOCABOLARIO, MA DI CIVILTA’ DEL DIRITTO.NON ESISTE DISTINZIONE TRA DROGA LEGGERA E DROGA PESANTE. IL DOTT. SERPELLONI, DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE DELLE DIPENDENZE DELLA REGIONE VENETO E DEL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE SOTTOLINEA SEMPLICI DATI DI FATTO:-LA CANNABIS E’UNA SOSTANZA TOSSICA E PERICOLOSA PER LA SALUTE E L’INTEGRITA’ DELLA PERSONA-I SUOI EFFETTI NEGATIVI SONO AMPIAMENTE STUDIATI E CONOSCIUTI NEL MONDO SCIENTIFICO, E NON PIU’ MESSI IN DISCUSSIONE-IMPORTANTI STUDI HANNO DIMOSTRATO CHE L’AUMENTO DELLA DISPONIBILITA’ E DELLA TOLLERANZA SOCIALE ALL’USO COMPORTA UN MAGGIOR RICORSO A QUESTA DROGA DA PARTE DELLE GIOVANI GENERAZIONI-IL DIVIETO SANZIONATO A LIVELLO SOCIALE DI UTILIZZARLA COMPORTA DIVERSIFICATI COMPORTAMENTI NEI GIOVANI(LA MAGGIOR PARTE LO RECEPISCE COME DISINCENTIVANTE L’USO)-L’USO DI CANNABIS PRELUDE IN OLTRE IL 90% DEI CASI LA POSSIBILITà CONCRETA DI UTILIZZO DI DROGHE QUALI LA COCAINA E L’EROINA-LA POTENZIALE EFFICACIA SU ALCUNI SINTOMI DISAGIANTI CORRELATI A VARIE PATOLOGIE NON GIUSTIFICA MINIMAMENTE –L’USO PER FINALITA’ EDONISTICHE O RICREATIVE COSI COME PER TANTE SOSTANZE CHE VENGONO UTILIZZATE COME FARMACI EFFICACI-QUANDO PARLIAMO DI CANNABIS, SI PARLA DI DROGA ARTIGIANALE E QUINDI DI UN PRODOTTO PREPARATO E CONFEZIONATO IN PAESI IN CUI LE MINIME CONDIZIONI IGIENICHE NON VENGONO RISPETTATE.IL CONTESTO ATTUALE, PURTROPPO FACILITA LA CULTURA SOSTENITRICE DELLA DROGA LEGGERA , SE NON ADDIRITTURA TRASFORMANDO QUESTE PERSONE IN ICONE DELLA TRASGRESSIONE E DELLA LIBERTA’ COMPORTAMENTALE.VOGLIAMO FORSE DIMENTICARE CHE OLTRE 20.000 VITTIME DI INCIDENTI STRADALI SON DA METTERE IN CORRELAZIONE ALL’USO CONTEMPORANEO DI ALCOOL E SOSTANZE STUPEFACENTI?BENEDETTO XVI USA PAROLE NETTE”…CHI SI RIFUGIA NEI PARADISI ARTIFICIALI DELLA DROGA, SI ALLONTANA DEFINITIVAMENTE DALLA “VERA GIOIA”CHE INVECE E’ IN CHI AMA GLI ALTRI COME INSEGNA IL MESSAGGIO EVENGELICO.” E’ QUESTA PURTROPPO, LA PROPOSTA DELLE CULTURE CHE PONGONO LA FELICITA’ INDIVIDUALE AL POSTO DI DIO, MENTALITA’ CHE TROVA UN SUO EFFETTO EMBLEMATICO NELLA RICERCA DEL PIACERE AD OGNI COSTO, NEL DIFFONDERSI DELL’USO DI DROGHE COME FUGA COME RIFUGIO IN PARADISI ARTIFICIALI, CHE SI RIVELANO DEL TUTTO ILLUSORI”.OCCORE QUINDI UNA POLITICA DELL’ISTRUZIONE, DELLA COMUNICAZIONE E DELLA SENSIBILIZZAZIONE, OVVEROSSIA I FINI CHE CI PREFIGGIAMO CON LA NOSTRA ATTIVITA’ DI ASSOCIAZIONE.
LA CASA BIANCA TEMPO FA CON YOU TUBE, HA DIFFUSO UNO SPOT ANTI-DROGA. IL NATIONAL DRUG CONTROL POLICY HA NOMINATO QUESTO PROGETTO “ABOVE THE INFLUENCE”, IL CUI FINE E’ LA DISINCENTIVAZIONE DELL’USO DEGLI STUPEFACENTI TRA I GIOVANI. IL PORTAVOCE DEL DIPARTIMENTO, RAFAEL LEMAITRE HA DICHIARATO CHE SE QUESTI VIDEO CONVINCERANNO ANCHE UN SOLO ADOLESCENTE A NON FAR USO DI MARIJUANA, ALLORA L’INIZIATIVA AVRA’ AVUTO COMUNQUE IL SUO SUCCESSO. CONDIVIDO APPIENO QUESTO PENSIERO RIASSUNTO PERALTRO NELLO SLOGAN DEL BLOG AZIONE GIOVANI “NO ALLA DROGA”: “IDEALE PER LOTTARE, NON DROGA PER MORIRE”.

On. Gabriella Carlucci
                         

Scritto da: danielecaroleo alle ore 08:40 | link | commenti (29) | categoria: documenti, approfondimenti, iniziative, droga, adesioni, notizia, azione giovani, no alla droga
ITALIA: DAL 1992 OLTRE MEZZO MILIONE DI ITALIANI SEGNALATI PER DROGA!

E' giovane, maschio, fa uso soprattutto di cannabis ma non disdegna i mix anche con l'alcol, usa le sostanze in modo occasionale, e' single, per lo piu' occupato o studente. Questo l'identikit dei consumatori di sostanze stupefacenti segnalati alle prefetture -tra cui sono sempre piu' numerosi i minorenni- contenuto in uno studio del Ministero dell'interno che analizza i mutamenti del consumo di droga negli ultimi 15 anni (dal '91 al 2006) da quando la legge 309 del 1990 ha istituito i Nuclei Operativi per le Tossicodipendenze delle Prefetture (Not).
Nel periodo preso in esame sono state 516.427 le persone segnalate ai Not, mentre le segnalazioni effettuate dalle forze dell'ordine sono state 653.377 (una stessa persona puo' essere stata segnalata piu' volte). Di questi, piu' dell'80% ha avuto una sola segnalazione.
Lo studio messo a punto dalla Direzione Centrale per la documentazione e la statistica del Ministero dell'Interno, di cui e' responsabile il prefetto Giuseppe Montebelli, sottolinea il grande cambiamento della tipologia del consumo di droga negli anni: alla figura dell'eroinomane emarginato, disoccupato e con un livello di scolarita' basso si e' progressivamente sostituita una nuova tipologia. I giovani assuntori di sostanze risultano essere, in generale, persone socialmente integrate, con un buon livello di istruzione, che spesso consumano alcol in associazione con diverse droghe, sia in occasioni di divertimento, nei locali pubblici, sia in privato.
Il 98% delle persone segnalate per consumo di droga nei 15 anni presi in considerazione sono cittadini italiani, per piu' del 93% di sesso maschile, eta' media 24 anni, in gran parte single che vivono nella famiglia di origine. Oltre il 45% ha un diploma di scuola media inferiore, il 30% ha un diploma di scuola media superiore e il 15% ha una qualifica professionale.
Uno su tre ha abbandonato gli studi. La maggioranza risulta regolarmente occupata, gli studenti sono tra il 14 e il 22%.
L'80% dei soggetti sono stati segnalati per detenzione per uso personale di cannabinoidi.
Oltre la meta' delle persone segnalate riferisce di aver cominciato a prendere droga tra i 14 e i 18 anni di eta', ma in alcuni casi si segnala un inizio piu' precoce, a partire dagli 11-12 anni; piu' di un terzo dei segnalati riferisce una poliassunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
L'analisi rileva ancora come la percentuale dei minorenni segnalati sia aumentata nei 15 anni, arrivando nel 2000 al 9% rispetto al 5,7% del 1991; a partire dal 2001 invece diminuisce, fino al valore del 7,7% nel 2006. Anche tra gli under 18 si conferma la tendenza all'aumento della cannabis, di gran lunga la sostanza preferita dai minori; ma si registra, soprattutto negli ultimi anni, anche un aumento di quelli che consumano cocaina, che nel 2006 sono arrivati al 4%.
L'andamento generale delle segnalazioni mostra un trend crescente a partire dalla meta' degli anni '90; l'apice nel 2004, con 47.989 persone. Se nei primi anni '90 predominavano le segnalazioni per le cosiddette droghe 'pesanti', eroina e cocaina, a partire dal '93 i segnalati per eroina sono costantemente diminuiti (dal 50% del 1991 all'8% del 2006). Il contrario si e' verificato per quanto riguarda il consumo di cannabinoidi (hashish e marijuana), che e' aumentato nel tempo (dal 42% del '91 al 74% del 2006). Quasi triplicate le segnalazioni per la cocaina (dal 5% al 14%, seconda sostanza di segnalazione dopo la cannabis), stabili amfetatime e Lsd, in lieve aumento ecstasy e anche benzodiazepine e barbiturici.
Quanto alla distribuzione geografica, risulta che il maggior numero dei soggetti segnalati e' stato, tra il '91 e il '95, nel Nord-Ovest; a partire dal '96 il Centro ha registrato valori vicini al Nord-ovest superandolo nel 2004 per poi diminuire lievemente. Per il Sud, l'andamento e' stato in costante crescita e, a partire dal 2004.

Scritto da: danielecaroleo alle ore 08:30 | link | commenti (2) | categoria: approfondimenti, droga, notizia
lunedì, 13 agosto 2007
LA MARIJUANA RENDE SCHIZZOFRENICI!

da NOVOPRESS

Uno studio della Clinica Psichiatrica Universitaria di Zurigo dimostra che il consumo di cannabinoidi potrebbe favorire l’apparire dei sintomi della schizofrenia e di altre psicosi.

Nel cantone di Zurigo, i ricercatori hanno constatato, a partire dagli anni ‘90, un’aumento dei casi di schizofrenia, i quali sono triplicati tra i giovani nella fascia d’età tra i 15 ed i 19 anni, e duplicati in quelli tra i 20 ed i 24 anni

Scritto da: danielecaroleo alle ore 15:50 | link | commenti (4) | categoria: approfondimenti, droga, notizia
DROGA: L' AMICA CHE INGANNA!!

da Azione Giovani - Appio Tuscolano

La droga non è brutta, non è repellente, non è ripugnante. Almeno così apparentemente non sembra. La droga è piacevole, è accattivante, è esaltante. Almeno così apparentemente può sembrare. Ma c’è una netta differenza tra apparire ed essere, tra la menzogna e la verità. In realtà la droga è subdola, ingannevole ed effimera: queste caratteristiche sono gli autentici principi attivi di ogni sostanza stupefacente. Ti illude, ti prende in giro, si schernisce di te senza pietà.

Vi chiederete come fa. Per capirlo bisogna spiegare prima come la droga riesce a intaccare l’animo umano e a demolirlo lentamente, come una lenta ma letale malattia.

Tutti gli uomini e tutte le donne possiedono due facoltà in contrasto tra loro, che li differenziano dagli animali: gli impulsi e le passioni da una parte, la ragione dall’altra. Ma c’è anche un’altra spaccatura tra umano e animale: l’uomo è l’unico essere che può degradarsi nella propria natura, che può scegliere una natura inferiore. Infatti, grazie al libero arbitrio che ognuno possiede, si può decidere se anteporre la ragione alle passioni, oppure anteporre le passioni alla ragione. In

quest’ultimo caso si ubbidisce agli istinti, agli impulsi, per arrivare a una felicità, a una soddisfazione facile, istantanea e materiale. Come le bestie.

Questo è il caso dell’assuefatto, perché la sua ragione è stata uccisa dal piacere materiale; l’unica gioia che ha, è condensata in una polverina bianca, in una pasticca o in mucchietto di erba secca: ormai è una barca che affonda sbattuta dall’implacabile tempesta delle sue stesse passioni. Perciò non si può più definire uomo, è decisamente più simile a un animale, preda del suo istinto. Infatti il drogato mette in svendita la sua dignità, la sua humanitas, per un attimo di felicità inconsistente e apparente. In realtà, in verità lui, mentre sogna il suo bel falso mondo immaginario credendo di vivere “alla grande”, sta sbavando in balia degli spasmi, balbetta e grugnisce, non si regge in piedi, vomita, è un lurido incontinente, si gonfia e ringhia come una belva.

Questo è più uomo o più animale?

Tutto questo è il prodotto della società del nostro tempo, che si è dimenticata da troppo il lato spirituale e sentimentale di ogni individuo, facendolo diventare un freddo robot senz’anima. Vuoi la felicità? Eccoti uno spinello; vuoi i soldi per una dose? Eccoti un lavoro da schiavo. In questo sistema si arricchisce quello che dovrebbe marcire in carcere, che frega il suo stesso fratello. Questa società premia questi personaggi, il cui unico valore è il dio quattrino, e quello che ci rimette sei proprio tu. La droga è la loro arma e tu il bersaglio; ma non sono proiettili che uccidono questi. Magari lo fossero! Sono proiettili che ti fanno cadere nel giro, che ti spediscono in quel fantomatico tunnel in cui è facilissimo entrare, ma difficilissimo uscirne.

“Io smetto quando voglio”, “Questa è l’ultima sniffata” dicono tutti così quelli che provano, ma non capiscono che hanno barattato la loro volontà con quel po’ di piacere condensato: poveri burattini! Muovetevi come vi comanda il burattinaio: com’è facile, com’è bello! Quest’amica ride di voi, perché anche se vi manovra come burattini, voi non potete farne a meno.

L’uomo libero, con dei forti valori, che ama e per i quali gli piace lottare, sa dove si trova la vera felicità. Per tutti questi motivi in questa sezione abbiamo condotto battaglie contro la droga; manifestazioni e manifesti ne sono i testimoni.

In definitiva farò un paragone. La droga è lo schiavista e chi ne fa uso lo schiavo: lo lega con le catene dell’assuefazione per non farlo fuggire, anche se lui vorrebbe fuggire, e lo costringe a fare le cose più ignobili e bestiali, per farlo continuare a vivere la sua misera vita da schiavo.

Scritto da: danielecaroleo alle ore 10:06 | link | commenti (2) | categoria: approfondimenti, droga, azione giovani
GENERAZIONE DI STORDITI....(E IGNORANTI)!

dal Blog di Azione Giovani - Roma Est

GIOVANI ITALIANI SI STORDISCONO DI DROGHE E ALCOL DALL'ETA' DI 10 ANNI...

..(anche) PERCHE' NESSUNO GLI HA MAI SPIEGATO QUANTO FACCIA MALE!

Da "Ansa":

di Angela Abbrescia
ROMA - 
Una grande familiarità con alcol e droghe, a cui non corrisponde un'adeguata conoscenza dei danni arrecati alla salute: i ragazzi italiani cominciano molto presto ad avvicinarsi alle sostanze stupefacenti e agli alcolici, che consumano soprattutto in casa, in discoteca o per strada. La droga preferita resta la cannabis, ma tra chi usa altre sostanze i maschi preferiscono gli allucinogeni e le femmine la cocaina, che usano come anti-fame per dimagrire. Il quadro allarmante sul rapporto tra i giovani e la droga, che conferma e aggrava quanto già reso noto negli ultimi tre anni dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, proviene da un'indagine svolta in 272 classi - tutte superiori tranne una terza media romana - dal Modavi (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) nell'ambito del progetto "Informare giocando", finanziato dal Ministero della solidarietà sociale.

L'intervento, che ha coinvolto 4.569 alunni delle province di Roma, Latina, Foggia, Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, Siena, Milano, Torino e Biella nel periodo dicembre 2006-maggio 2007, ha utilizzato, accanto al classico questionario, l'originale strumento dei giochi di ruolo: i ragazzi dovevano, con l'aiuto di uno psicologo e di un operatore, simulare situazioni come ad esempio quella di un giovane che si droga in discoteca e poi si sente male, viene portato in ospedale, etc. Il tutto, hanno spiegato stamani in una conferenza stampa i promotori dell'iniziativa, in modo informale e con un linguaggio giovanile, stimolando gli studenti ad analizzare e riflettere. Con il questionario, poi, si è cercato di conoscere le motivazioni e le conoscenze degli adolescenti riguardo all'uso di alcol e sostanze stupefacenti e di tracciare un rapporto tra il loro consumo, l'appartenenza geografica e la tipologia delle relazioni familiari. Ed ecco i dati: il 32% afferma di assumere alcol "per provare il piacere dell'ebbrezza" a partire dai 10 anni e il 61% di questi dichiara di non conoscerne le conseguenze sulla salute. Il 32% ha fumato almeno una volta cannabinoidi a partire dagli 11 anni, e di questi il 16% ne fa un uso giornaliero, il 29% una volta alla settimana e il 55% una volta al mese. Il 7% ha usato altre sostanze stupefacenti a partire dai 10 anni, il 46% continua a farne uso e di questi il 15% giornalmente. Tra le altre droghe, la preferita è il popper (20%), una sostanza inalabile a base di gas; seguono a parità di merito (17%) cocaina e allucinogeni come l'Lsd. Ma se i maschietti preferiscono questi ultimi, le femmine gradiscono invece di più la cocaina, che utilizzano soprattutto perché toglie la fame e dunque aiuta a dimagrire.

Il 77% ha cominciato a consumare droga spinto dalla curiosità, il 13% perché era ubriaco e agiva senza rendersene conto. Il 74% del campione analizzato non conosce i danni arrecati alla salute dalle droghe, che molti di loro vedono piuttosto come sostanze terapeutiche (la cannabis per rilassarsi, l'eroina per non sentire dolore, etc.). L'86,7% di ragazzi con un nucleo familiare composto da entrambi i genitori dichiara di non usare droghe. Dalla ricerca emerge anche che chi percepisce di avere un rapporto "autorevole" con i genitori (cioé li considera punto di riferimento e ritiene di potersi rivolgere a loro se ha dei problemi) ha meno familiarità con alcol e droga e afferma di conoscere i danni che provocano. Al contrario, chi ha rapporti conflittuali, amichevoli o percepisce un'assenza di rapporto ha una maggiore propensione al consumo. Sul totale di chi ha dichiarato di avere rapporti "complici" con i genitori, la percentuale massima (20%) ha spiegato che la motivazione per cui hanno fumato cannabis è che lo facevano i genitori. Infine, la distribuzione territoriale vede una netta prevalenza del consumo al Nord e al Centro, e una maggiore consapevolezza sui danni alla salute tra gli studenti del Centro.
31 luglio 2007

E' ORA CHE UNA CERTA SINISTRA ANTIPROIBIZIONISTA, DOPO AVER PROMOSSO LA CULTURA DELLA LIBERTA' ALLO SBALLO, SI INTERROGHI SUL PERCHE' I GIOVANI NON HANNO NESSUNO CHE GLI DICA CHE DROGARSI FA MALE!

PER VIVERE LA VITA NELLA SUA PIENEZZA, NO ALLA DROGA!

LO STATO DEVE RIBADIRE CON FORZA CHE DROGARSI FA MALE!

Scritto da: danielecaroleo alle ore 09:54 | link | commenti (3) | categoria: approfondimenti, droga, azione giovani
NORMALITA'

dal Blog di Azione Giovani - Roma Est

IN INGHILTERRA SI PONGONO IL PROBLEMA SE LA CANNABIS FACCIA MALE OPPURE NO...

..IN ITALIA CONTINUANO A TOLLERARNE L'USO (e l'abuso)

Dal "Corriere.it":

Campeggi, villaggi-vacanze, scuole di vela, corsi di lingua, spiagge, agriturismi, terrazze e giardini: l'Italia estiva è un'immensa, spensierata fumeria. Se non ci credete, chiedete ai vostri ragazzi. O l'hanno fatto, o l'hanno visto, o l'hanno annusato. C'è qualcosa d'irresponsabile nel modo in cui affrontiamo la diffusione endemica della cannabis: come se fosse una moda innocua, un altro trucco con cui la nostra generazione si rifiuta goffamente d'invecchiare. Perdonando ai figli — qualche volta condividendo con loro — una «canna» ogni tanto. Come fosse una monelleria, o un bicchiere di troppo in compagnia. In Gran Bretagna la pensavano più o meno così: ma hanno cambiato idea. Erano messi peggio di noi, in materia. Ma se ne sono accorti. Prendendo le distanze dal predecessore, il nuovo primo ministro Gordon Brown ha annunciato che la cannabis tornerà a essere considerata — e trattata — come una sostanza pericolosa. Nel 2004 era stata, di fatto, depenalizzata: qualcosa per cui si può essere, al massimo, redarguiti. Presto, non più: le conseguenze per chi la possiede saranno severe. Come potete leggere nella corrispondenza da Londra, una nuova, potente varietà di cannabis — detta «skunk» — sta producendo sintomi di paranoia e schizofrenia.

Gli psichiatri sono concordi: crolli nervosi e ricoveri sono aumentati di molto, e alcuni orrendi episodi di cronaca sembrano collegati alla diffusione della sostanza. Se gli «spliffs» — il nuovo nome dei vecchi «joints» — fossero innocui, non accadrebbero certe cose, no?
Il governo britannico può aver commesso un errore tre anni fa, quando ha deciso di concentrarsi sulla lotta alle droghe più pesanti; e magari può sbagliare adesso, facendo marcia indietro. Ma almeno registra le novità, studia il fenomeno, prende posizione, confessa (uno dopo l'altro, i ministri laburisti ammettono d'aver usato cannabis/ marijuana). Lo stesso stanno facendo gli inglesi, da quanto leggo e sento. Pro o contro: ma non indifferenti.

In Italia, la leggerezza in materia sta diventando indisponente. La cannabis — e la cocaina, purtroppo — sono argomenti adatti per una battuta alla radio, o un'allusione in televisione. Vizietti sociali: uno per giovani, l'altro per ricchi. Cose che non cambiano, cose che non contano. Forse dovremmo ringraziare lo «skunk» per averci svegliato. Quasi un'onomatopea, utile a farci capire che la droga modifica i comportamenti, e i nostri comportamenti non riguardano soltanto noi. Anche il numero assurdo di giovani morti sulle strade italiane va collegato alla droga, e non solo all'alcol. Chissà quante cose non raccontano, i medici legali, per non ferire una famiglia già distrutta dal dolore.

Ma una società adulta deve dirsele, certe cose. Deve ammettere che la droga leggera — se mai c'è stata — non è più tanto leggera, e resta una droga, e crea dipendenza, e ha effetti sul sistema nervoso che possiamo soltanto sospettare. I ragazzi più svegli l'hanno capito. Agli altri bisogna spiegarlo: con pazienza e tolleranza, ma senza incertezze. Non possiamo lasciare che l'educazione e l'informazione in queste materie venga impartita da un incosciente televisivo, da un cretinetti radiofonico o dalla casualità della Rete. Le nostre pigrizie — peggio, le nostre complicità — possono provocare disastri.

Scrivo da Brighton, sotto il cielo azzurro del Sussex, dove molti anni fa ho cominciato ad appassionarmi a questo Paese. Era l'estate del 1972: avevamo quindici anni, e sulla costa della Manica non c'erano solo Ziggy Stardust, Gary Glitter e sciami di deliziose coetanee scandinave. Giravano skin-heads violenti, alcol a go-go e droghe assortite: tutti i rischi e le tentazioni che un teenager deve conoscere, e gestire. Ma qualcuno a casa, prima di partire, ci aveva detto: questo è bene, questo è male. Poi toccava a noi decidere. Adesso tocca a loro decidere. Ma tocca a noi dirgli: ragazzi, non scherziamo. La droga è male, e fa male.
Beppe Severgnini
20 luglio 2007
 
PURTROPPO SEMBRA PROPRIO CHE AI MINISTRI DI QUESTO GOVERNO (e agli esponenti della sinistra antiproibizionista) IL CONCETTO CHE LA DROGA FACCIA MALE, DA UN ORECCHIO ENTRA E DALL'ALTRO GLI ESCE!
 
DROGARSI FA SEMPRE MALE, E LO STATO LO DEVE DIRE CON FORZA!
Scritto da: danielecaroleo alle ore 09:52 | link | commenti (4) | categoria: approfondimenti, droga, notizia, azione giovani
venerdì, 03 agosto 2007
L'ABUSO DI HASHISH E' DEVASTANTE!

Interessante articolo scovato nel web e pubblicato in relazione agli studi recentemente effettuati dalla SIP (Società Italiana di Psichiatria) sugli effetti e sul consumo delle droghe:

Un ragazzo su sette che saltuariamente si fa una canna diventa dipendente. Ed è vero che per chi fuma è più facile il passaggio alle droghe “pesanti”. Inoltre, chi abusa di hashish può manifestare malattie mentali anche sei anni prima rispetto ai non utilizzatori. La Società Italiana di Psichiatria ha presentato nei giorni scorsi studi e statistiche sul consumo della cannabis, illustrando i danni provocati da questa sostanza. Conseguenze negative sia dal punto di vista fisico che sociale, come spiega Marino Bassi, presidente della Sip: “I giovani, soprattutto di sesso maschile, che fumano abitualmente e continuamente cannabis, possono più facilmente manifestare comportamenti antisociali, aggressivi e violenti che possono sfociare in schizofrenia”.
E l’abuso di cannabinoidi “può avere effetti devastanti anche a livello dell’area cerebrale, soprattutto durante l’adolescenza.
I ragazzi dai 12 ai 19 anni hanno una sensibilità doppia a queste sostanze a causa della morfologia del loro cervello: durante questo periodo, infatti, avviene la formazione definitiva dell’encefalo”. Ecco la spiegazione scientifica: “La loro maggiore reazione a sostanze di abuso è dovuta alle dimensioni maggiori del “nucleo accumbens”, cioè della corteccia cerebrale due volte superiore a quella degli adulti e una volta e mezza a quella dei bambini. Si tratta di un’area minuscola ma fondamentale per l’azione delle droghe”. Droghe sempre più pericolose e sempre più economiche: i prezzi in Europa sono scesi del 19% dal 1999 al 2004 mentre la potenza è aumentata di circa il 25-30%. La Sip mette sotto accusa soprattutto lo
skunk, una sorta di super-spinello con una concentrazione del principio attivo di Thc fino al 25%, contro il 3% delle “classiche” canne.
Quanti sono i consumatori di cannabis in Europa? La Sip calcola che circa 22,5 milioni di cittadini europei abbiano fatto uso di cannabinoidi nell’ultimo anno e che dodici milioni ne abbiano fatto uso nell’ultimo mese. Oltre un consumatore su quattro è uno studente di 15-16 anni, percentuale che accomuna l’Italia a Germania, Paesi Bassi, Slovenia e Slovacchia. La maggior parte dei pazienti investiti dalla ricerca della Sip dichiara di aver cominciato a usare la cannabis proprio quando faceva parte delle fasce di età più giovani: in particolare, il 36,8% ha provato per la prima volta l’hashish prima dei 15 anni. Attenzione però a fare la differenziazione tra droghe leggere e pesanti, sostanze più o meno pericolose, perchè tale valutazione va affrontata distinguendo tra persone adulte e sviluppate rispetto ad adolescenti il cui sistema nervoso centrale è ancora in evoluzione. Comunque, il professor Bassi lancia l’allarme: “Chi fuma oltre cinquanta spinelli all’anno ha un rischio 10 volte superiore di sviluppare una malattia mentale, in particolare di diventare psicotico. Poi, il consumo di cannabis determina un abbassamento delle difese immunitarie provocando una più elevata frequenza di Hiv ed epatite”.
Che fare allora per prevenire questi danni? Il primo aiuto deve arrivare dalla scuola e dai contesti di aggregazione giovanile dove andrebbero attivati programmi coordinati e gestiti da professionisti sanitari. Nel nostro Paese mancano politiche di questo genere. Iniziative come il progetto tedesco “Stoned ad School”, il cui obiettivo è insegnare ai docenti ad individuare precocemente i consumatori di cannabis e quindi dar loro la possibilità di intervenire tempestivamente.
Oppure la creazione di siti internet, come in Inghilterra e Olanda, che forniscono informazioni a chi intende ridurre o interrompere la propria dipendenza.

Scritto da: danielecaroleo alle ore 12:32 | link | commenti (19) | categoria: approfondimenti, droga, notizia
SAN PATRIGNANO: SUL WEB CONTRO LA DROGA!

da www.msni.it

Vi segnalo, di seguito, questa interessante iniziativa:

Si chiama “Tema in classe la droga”. E’ un learning object, la nuova frontiera del libro. Raccoglie su un cd-rom testi, immagini, filmati, suoni, musiche, rimandi e approfondimenti scientifici e bibliografici. E’ accessibile, consultabile, scaricabile, via internet. Grazie ad uno specifico programma è utilizzabile anche da tutte le persone diversamente abili. Lo ha realizzato la comunità di San Patrignano e pubblicato l’editore Guaraldi. Per conoscerlo basta cliccare sul sito della Comunità (www.sanpatrignano.org) o su quello della casa editrice (www.guaraldi.it). Per gli insegnanti basta accreditarsi su www.apprendereinrete.it, lo spazio web dedicato all’educazione da Microsoft o accedere a www.digiscuola.it, dove è entrato a fare parte dei testi virtuali adottati dal Ministero dell’Istruzione.

“Tema in classe la droga” è un modo nuovo di affrontare il problema droga, di offrire a ragazzi e educatori informazioni chiare sulle sostanze stupefacenti e sui danni che provocano. Nasce dagli ultimi quattro anni d’iniziative nel campo della prevenzione dell’uso di droghe e dell’educazione alla salute, realizzate da San Patrignano nelle scuole medie superiori: oltre 150mila studenti incontrati, con 188 tappe tra spettacoli teatrali e format di prevenzione presentati in ogni regione del nostro Paese.

Gli spettacoli, ideati per raggiungere un target giovanile tra i 14 e i 20 anni d’età, hanno i loro protagonisti in ragazzi che si stanno lasciando alle spalle la droga e si raccontano ai loro coetanei. La loro efficacia risulta da un’indagine effettuata dalla società di ricerca MillwardBrown. I ragazzi che hanno assistito ai format li hanno considerati, dall’80 al 99%, “coinvolgenti, attuali, originali, piacevoli”, mentre le informazioni sulle droghe contenute nei format sono state giudicate “importanti, interessanti, chiare, complete” dal 95% degli intervistati e solo nel 6% dei casi assimilabili a quelle d’altre iniziative sulla droga.

Tema in classe la droga” riprende e sviluppa su piattaforma multimediale la storia-testimonianza di Jelena, ragazza croata protagonista di uno dei format: “Fughe da fermi” (http://prevenzione.sanpatrignano.org/?page_id=15). “Abbiamo utilizzato la rappresentazione teatrale per costruire un racconto nuovo e adatto alle potenzialità di comunicazione del learning object – spiega Gianpaolo Brusini, tossicologo e responsabile scientifico di San Patrignano – insieme al racconto di com’è facile finire dentro la droga, di quanto è difficile uscirne, di corrette e chiare informazioni sui danni alla salute creati dagli stupefacenti, abbiamo anche inserito la traccia di come si può scrivere una sceneggiatura”.

“Infatti, una delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie è quella di offrire oggetti con differenti livelli di lettura – continua Brusini – e “Tema in classe la droga” consente ad un ragazzo di esercitarsi anche con la grammatica e la sintassi del racconto e su come si possono integrare in un unico corpo narrativo testo, immagine, suoni e filmati”.

“Grazie al learning object il nostro obbiettivo è moltiplicare il numero delle persone che raggiungiamo con i nostri messaggi – termina Brusini – durante uno spettacolo incontriamo 500/700 ragazzi, con il nostro sito riusciamo anche a mantenere un rapporto con chi ci chiede informazioni, consigli, o ci invia messaggi e impressioni. Ma grazie ad internet possiamo allargare all’infinito i nostri contatti e offrire a chi ne ha bisogno uno strumento efficace e innovativo di prevenzione dalla droga”.

“Oggi la tecnologia è un fattore determinante per poter estendere le opportunità di formazione al di fuori degli ambiti tradizionali”, afferma Anna Di Silverio, Direttore Public Sector di Microsoft Italia. “La realizzazione di questo prodotto in collaborazione con San Patrignano e Guaraldi vuole essere un esempio concreto di come la tecnologia possa essere uno strumento efficace in ambito formativo, offrendo al mondo della scuola nuove metodologie in grado di incontrare e stimolare l’interesse degli studenti”.

Scritto da: danielecaroleo alle ore 12:19 | link | commenti | categoria: approfondimenti, iniziative, comunicato stampa, droga, notizia
mercoledì, 01 agosto 2007
UNO SPINELLO DANNEGGIA I POLMONI COME CINQUE SIGARETTE!

da www.yahoo.it e Reuters

LONDRA (Reuters) - Fumare uno spinello fa male ai polmoni quanto cinque sigarette. Lo dice una ricerca pubblicata oggi.
Fumare derivati della cannabis danneggia sia le vie respiratorie sottili, che servono a trasportare l'ossigeno, che quelle principali utilizzate per regolare l'afflusso di aria nel corpo, spiegano gli autori della ricerca.
In altre parole, l'uso della cannabis può portare gli stessi effetti indesiderati dell'abuso di sigarette: tosse, catarro, e diminuzione della capacità respiratoria, dice lo studio condotto dall'Istituto Medico di ricerca della Nuova Zelanda.
Secondo la ricerca, che ha analizzato 399 fumatori di sigarette e cannabis e non fumatori, solo i fumatori di sigarette sono a rischio di enfisema polmonare, ma quelli che fumano cannabis riportano danni al sistema respiratorio.
"La gravità del danno è direttamente correlata al numero degli spinelli fumati, i danni più gravi si registrano nei casi di maggiore consumo", dicono i ricercatori nella loro relazione pubblicata sulla rivista di medicina Thorax.

Scritto da: danielecaroleo alle ore 09:41 | link | commenti (12) | categoria: approfondimenti, droga, notizia
martedì, 31 luglio 2007
DROGA, GIORGIA MELONI: “ALLARMANTE IL RAPPORTO DEL MODAVI, SCONFESSATE LE TESI ANTIPROIBIZIONISTE DI FERRERO E TURCO ...

Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati considera allarmanti i dati emersi dal progetto “Informare giocando” realizzato dall’associazione Modavi sulla droga. “Questo rapporto, che per numero di intervistati rappresenta un’analisi scientifica sociologica, non solo un sondaggio, sconfessa una volta per tutte le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull’uso di sostanze stupefacenti. La ricerca infatti, dimostra che quando non c’è l’ideologia di mezzo non esiste distinzione tra droghe leggere e pesanti, che non sia nella gravità degli effetti derivanti dall’assunzione”. “Dal punto di vista della prevenzione è evidente la necessità di mettere in atto una campagna seria di informazione che renda chiari gli effetti devastanti che l’uso di sostanze stupefacenti comporta. Per quel che riguarda invece l’aspetto prettamente sociale, questa indagine è la cartina di tornasole del fallimento educativo del ‘sessantotto’, che ha decostruito il ruolo educativo del genitori trasformandoli da esempi autorevoli responsabili della crescita ad amici e “complici” della devianza. Questo è il riscontro oggettivo di quanto affermato nei giorni scorsi, con imbarazzo, dal Ministro Turco, rispetto alla differenza tra il suo ruolo di madre “proibizionista” verso il figlio sull’uso di cannabis e quello di Ministro della salute antiproibizionista, che vuole innalzare le soglie di detenzione personale”, conclude Giorgia Meloni.

Scritto da: UldericoDL alle ore 15:17 | link | commenti (3) | categoria: approfondimenti, comunicato stampa, droga, alleanza nazionale, notizia, azione giovani, modavi
giovedì, 26 luglio 2007
DROGA: RIFUGIO DEI VILI!

La droga è da sempre stata conosciuta dai popoli che la utilizzavano per scopi medici o per ottenere stati psicofisici che permettessero loro di vivere cerimonie religiose particolari; ancora oggi alcune tribù primitive fanno ampio uso di sostanze stupefacenti come momento saliente dei loro riti.
Dalle sostanze naturali (cocaina, oppio, etc) si è arrivati a creare anche droghe di laboratorio, ben più dannose delle droghe naturali. Nei laboratori tedeschi della Merck, nel 1912, fu scoperto il principio attivo dell'ecstasy e il relativo brevetto di farmaco anoressizzante risultò depositato nel 1914. Durante la prima guerra mondiale la sostanza tornò utile per ridurre fame e stanchezza e contemporaneamente per potenziare la resistenza fisica nei soldati.
A cavallo degli anni 1930-1940, il chimico Albert Hoffman sintetizzò in laboratorio una sostanza e cominciò ad assumerne egli stesso piccole quantità, sperimentando per la prima volta che poteva esercitare i suoi effetti direttamente sul cervello e produrre sintomi mentali (allucinazioni visive e uditive, disordine del linguaggio ecc.) paragonabili a quelli osservabili in un paziente schizofrenico. Era stato inventato l'acido lisergico, più conosciuto come LSD. Tale scoperta non sarebbe divenuta di dominio pubblico, se un gruppo di professori e studenti dell'università di Harvard non avesse iniziato, intorno agli anni '60, a sperimentare ripetutamente la sostanza e a diffonderla nella loro cerchia di studenti, colleghi e amici.
Verso la fine degli anni sessanta si fa strada l'area ricreazionale, cioè il consumo di queste droghe per scopi socializzanti (almeno questo era l'intento) e senza controllo medico; a seguito del movimento di contestazione giovanile la diffusione fu rapida; i governi non tentarono di ostacolare questo traffico illecito in quanto intravidero il modo di tenere a bada gli animi garantendo ai giovani "uno strumento di liberazione della mente umana".
La grande commercializzazione di LSD ed ecstasy avviene a fronte della richiesta di droghe sempre più potenti da parte del popolo della notte: il basso costo, la facile assunzione e il traffico pressoché incontrollato hanno garantito a queste sostanze un ottimo mercato all'interno delle discoteche. Gli effetti sono molteplici e non tutti prevedibili: allucinazioni, facilita le relazioni con gli altri, provoca una sensazione di euforia, riduce le barriere emotive, dà una sensazione di maggiore sicurezza interiore, non fa sentire la stanchezza e la fatica. Anche fisicamente si avvertono delle variazioni: può provocare un notevole aumento della pressione del sangue e del battito cardiaco, causa secchezza della bocca e una tensione della mascella che porta al digrignamento dei denti. Se si esagera può causare capogiri, svenimenti, agitazione e attacchi di panico. Questi effetti collaterali possono comportare rischi anche seri: uno tra i maggiori è rappresentato dalla disidratazione: l'ecstasy provoca l'innalzamento della temperatura corporea e l'aumento della sudorazione: l'ambiente caldo della discoteca e il movimento fisico provocano una notevole perdita di liquidi che può causare il cosiddetto "colpo di calore", ipertermia maligna nel gergo medico. Il rischio di disidratazione aumenta
se l'ecstasy è assunta insieme all'alcool. L'ecstasy può anche causare svenimenti, disturbi alla vista, attacchi di panico.
Quando l'effetto svanisce c'è il down e ci si sente stanchi, depressi e irritabili. Se la dose è eccessiva può determinare stati di ansia, di agitazione psicomotoria e attacchi di panico. Se si cala troppo quindi ci si può sentire terribilmente agitati e nervosi. Sono stati segnalati casi di danni alla produzione di serotonina (una sostanza che interviene negli scambi di informazioni tra le cellule cerebrali e che regola le funzioni del sonno e dell'umore). Sembra abbastanza certo che gli effetti neurotossici, si chiamano così, abbiano più probabilità di manifestarsi con assunzioni continuative o eccessive. In pratica: se si usa sistematicamente ecstasy tutti i fine settimana, per lungo tempo o se si assume più di una pasticca in una sola volta, si rischia di andare incontro a seri problemi di carattere neurologico, che possono diventare permanenti: problemi con la memoria, perdita della capacità di concentrazione, alterazioni dell'umore e depressione, alterazioni del ritmo veglia-sonno. Il meccanismo che spinge un ragazzo ad assumere queste sostanze, pur conoscendo i rischi cui va incontro, è da rinvenire nel profondo senso di insoddisfazione, noia, paura che pervade l'animo dei giovani: riuscire ad essere più socievoli, più sicuri, meno timidi e più disinvolti è il motivo che li spinge al consumo questi "veleni". Un carattere vulnerabile, una situazione familiare difficile alle spalle, uno stato emotivo particolare rendono il ragazzo facilmente attaccabile: viene a crearsi un maledetto circolo vizioso di dipendenza che induce all'assunzione continuata di sostanze stupefacenti ogni qualvolta si presenti un problema. Oltre al danno fisico si incorre anche in un danno psicologico: cessa la voglia di lottare, l'intraprendenza tipica dell'età adolescenziale, il coraggio di affrontare i problemi e provare a risolverli; si ha l'illusione di poter creare un mondo parallelo fatto solo di piaceri e soddisfazioni, di ambizioni e certezze, senza problemi ed imprevisti; un mondo così non esiste: la realtà è ben diversa e va affrontata con decisione e fermezza.
Tucidide sosteneva che "I più coraggiosi sono quelli che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano"; rifugiarsi in qualcosa di irreale e fittizio non significa affrontare i problemi e le difficoltà, ma solo cercare stupidamente una via di fuga per raggirare ostacoli che quotidianamente si presentano nella vita di ognuno di noi
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Riccardo D'Arco
www.agsalerno.org
(l'immagine in alto è relativa ad un vecchio volantino distribuito dalla comunità salernitana)
Scritto da: danielecaroleo alle ore 12:12 | link | commenti (10) | categoria: approfondimenti, immagine, droga, volantino, azione giovani
mercoledì, 25 luglio 2007
CONTRO OGNI DROGA!

da www.azione-giovani.org

Le principali droghe in circolazione:

ECSTASY E METAMFETAMINE
Sintetizzata per la prima volta in Germania nel 1898, la Mdma (principio attivo dell'ecstasy) fu rapidamente esclusa dalle prescrizioni mediche per i suoi forti effetti collaterali. Negli Stati Uniti è stata messa la bando nel 1985 e inserita fra le droghe più pericolose per i danni al sistema nervoso e le crisi psicotiche che provoca. L'ecstasy è pericolosissima: anche una sola assunzione può provocare ipertermia (aumento della temperatura del corpo) maligna seguita da morte. Altri sintomi sono grave tachicardia, convulsioni e patologie epatiche. Tra gli effetti cronici, vanno messi in evidenza attacchi di panico che possono durare mesi, episodi psicotici acuti e psicosi croniche, oltre a depressione. Secondo gli studi più accreditati, svolti alla John Hopkins School di Baltimora (Usa), l'ecstasy produce danni cerebrali che possono divenire irreversibili.

CANNABIS (HASHISH E MARIJUANA)
Conosciuta dalla notte dei tempi, la cannabis è esplosa come droga di massa nel mondo occidentale intorno agli anni '60. Attualmente è la sostanza più diffusa tra gli adolescenti, che la fumano in sigarette arrotolate e speciali pipe (chilum), o la utilizzando per confezionare dolci e infusi. Tra gli effetti, secchezza alla gola, arrossamento degli occhi, tachicardia e aumento della pressione sanguigna. Questi sintomi precedono una fase di eccitazione sensitiva e motoria che varia a seconda dell'atteggiamento del consumatore e delle condizioni ambientali. La cannabis può produrre ebbrezza, espansività, allucinazioni, ma anche perdita di memoria, senso di paura, difficoltà di controllo, alterazioni della percezione. Studi recenti hanno dimostrato che induce dipendenza psicologica e fisica. Certamente, rappresenta una porta d'ingresso per l'uso di altre droghe.

EROINA E METADONE
Il consumo di eroina è esploso nel nostro paese alla fine degli anni 70. Come e più di altri narcotici (oppio, morfina), questa sostanza induce subito una forte dipendenza fisica, che costringe l'assuntore a continue somministrazioni per evitare crisi di astinenza sempre più severe. L'eroina può essere inalata, fumata o iniettata. Produce un senso di benessere e di euforia cancellando ogni traccia di malessere fisico e morale. I rischi sono legati all'overdose, provocata da depressione respiratoria, e alle numerose patologie che si sviluppano con il suo uso, comprese le malattie di carattere infettivo. Fra le sostanze il cui effetto è simile all'eroina, bisogna citare il metadone, un farmaco sostitutivo che viene utilizzato nei trattamenti farmacologici della tossicodipendenza. Se utilizzata in dosi massicce e per lunghi periodi, come oggi accade, questa sostanza produce gli stessi danni dell'eroina e una dipendenza maggiore.

COCAINA
La cocaina, considerata erroneamente "la droga dei ricchi", è in costante espansione nel mondo giovanile. I dati ONU parlano di 14 milioni di consumatori sul pianeta. Essa viene inalata, fumata o iniettata e crea un'immediata sensazione di euforia, energia e lucidità. Sotto il suo effetto si sopravvalutano le proprie capacità, non si controllano le reazioni emotive, arrivando spesso a gesti di violenza ed a comportamenti pericolosi per sé e per gli altri. Il suo uso si accompagna a deliri persecutori, in alcuni casi a vere e proprie psicosi, seguiti da forti stati di depressione e ansia. Il nostro fisico si assuefà alla cocaina con estrema velocità, creando la necessità di assunzioni sempre più frequenti e con dosaggi sempre maggiori. E' quindi in grado di creare in poco tempo un forte stato di dipendenza fisica e psichica.

ALLUCINOGENI
Gli allucinogeni sono sostanze stupefacenti di origine naturale, mescalina, peyote, psilocibina, o semi sintetica, l'Lsd. La loro diffusione fra i giovani si sviluppa a partire dagli anni '60 in Europa e negli Stati Uniti. Il loro consumo, notevolmente diminuito nei due decenni successivi, è tornato ad aumentare in modo preoccupante dai primi anni '90. Gli allucinogeni cambiano la percezione sensoriale di chi li assume. Sotto il loro effetto è difficile capire ciò che è reale perché distorcono le capacità di percezione spazio-temporale. Queste droghe aumentano i battiti cardiaci, creano vertigini, nausea, stati di ansia, panico e deliri di persecuzione. Possono portare a danni psichici permanenti, anche a bassi dosaggi e già dalla prima assunzione. In Internet, decine di siti ne propagandano l'utilizzo e indicano come coltivarle e usarle.

COCKTAIL DI DROGHE
Uno degli aspetti più gravi che riguarda l'uso di droghe, è l'utilizzo combinato di più stupefacenti, accompagnati dall'assunzione di alcool e psicofarmaci. Questi mix creano reazioni impreviste e incontrollabili. Ampliano gli effetti attivi di ogni singola sostanza e aumentano esponenzialmente i rischi a cui si sottopone la persona. Abbassano la lucidità, diminuiscono le capacità percettive, riducono la coscienza dei propri comportamenti. Espongono, con l'imprevedibile interazione e con il cumulo dei loro effetti, ad un forte rischio d'overdose. L'assunzione di questi cocktail è frequentemente legata alle situazioni ricreative e di socializzazione giovanile come discoteche e rave party. Queste sostanze non vengono, infatti, spesso percepite come droghe, così come non vengono considerati e rischio i comportamenti che creano.

Scritto da: danielecaroleo alle ore 08:30 | link | commenti (18) | categoria: foto, approfondimenti, immagine, droga, azione giovani
"LEGGE FINI" CONTRO OGNI DROGA!

Pubblichiamo di seguito un interessante intervento pubblicato da Azione Giovani Como all'epoca della presentazione del Disegno di Legge della "Fini-Giovanardi" (la legge contro la droga), che analizza il testo in modo molto esauriente:

Di cosa tratta.
Il Disegno di Legge Fini affronta le problematiche legate alla droga e alle tossicodipendenze, e cerca di farlo senso pregiudizi ideologici. Si tratta di una via alternativa sia al proibizionismo che all'antiproibizionismo. Il governo, infatti, esprime un giudizio chiaramente negativo sulla droga e il suo semplice uso, ma vuole anche investire sulla prevenzione della tossicodipendenza e sul recupero di chi ne è rimasto vittima.
Perché questo Disegno di Legge.
Nasce dall'esigenza di riformare l'attuale legislazione, che si è dimostrata carente soprattutto per due ragioni:

•  sanzioni incerte riguardo all'uso, alla detenzione e allo spaccio di droghe;

•  difficoltà di recupero effettivo per i tossicodipendenti, spesso costretti a tornare in carcere dopo aver completato il proprio percorso di recupero.

Droghe leggere e droghe pesanti.

Cade ogni distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti. Sostanze come hashish e marijuana non sono in nessun modo “leggere”. Il loro uso può portare a quello di altre droghe, ma può anche causare forme di depressione, ansietà e schizofrenia, o ridurre la capacità di memoria di una persona.

E' quanto attesta un recente documento del Consiglio Superiore di Sanità.

Il significato delle nuove sanzioni.

Le nuove sanzioni vogliono coniugare prevenzione, repressione e recupero.

Lo Stato giudica negativamente il semplice uso di droghe, anche se da questo non derivano direttamente conseguenze penali. Drogarsi non rappresenta un atto di libertà, ma il rifiuto delle proprie responsabilità di cittadino. Per questo lo Stato ha il dovere di intervenire.

Il disegno di legge reintroduce la punizione della detenzione di droga e fissa la linea di confine tra la detenzione che costituisce illecito penale. Il confine viene stabilito da una tabella in modo oggettivo per ogni sostanza stupefacente.

Nuove sanzioni amministrative.

•  Sospensione della patente di guida, del porto d'armi, del passaporto, del permesso di soggiorno per motivi turistici;

•  fermo del ciclomotore in uso.

In caso di recidiva o in presenza di altri fattori di pericolosità, vengono applicate sanzioni più dure:

•  obbligo periodi di firma;

•  divieto di condurre veicoli a motore;

•  divieto di allontanarsi dal comune di residenza.

Nuove sanzioni penali.

Le sanzioni penali seguono criteri di gradualità. Per fatti di lievi entità è prevista una pena da uno a sei anni di reclusione. Chi commette tali fatti, non vuole affrontare un percorso di recupero, può usufruire di una nuova possibilità: invece di andare in carcere, può svolgere un lavoro di pubblica utilità per l'intera durata della pena detentiva. In questo modo il soggetto che non si sentiva pronto per il recupero, potrà affrontarlo ugualmente attraverso il lavoro.

Il recupero come alternativa al carcere.

Il recupero viene favorito dal momento in cui viene disposta la custodia tutelare in carcere. Questa può essere evitata con gli arresti domiciliari e iniziando un programma terapeutico. Ciò per evitare vere e proprie ingiustizie accadute in passato. E' il caso di molte persone in attesa di giudizio che, una volta completato il programma di recupero, hanno maturato condanne superiore ai 4 anni e sono state mandate in carcere.

Oltre il recupero, una parte significativa del Disegno di Legge riguarda l'attività di prevenzione, in cui sono coinvolte diverse istituzioni, prima fra tutte la scuola.

Il ruolo delle comunità.

Se la dimensione del recupero assume grande importanza nel Disegno di Legge, di conseguenza anche il ruolo delle comunità diventa più significativo. Una comunità non può essere vista come una clinica privata. Il programma di recupero di un tossicodipendente non può limitarsi alla somministrazione di farmaci e ad interventi medici. E' qualcosa di più ampio e complesso, che coinvolge tutta la sfera esistenziale di una persona. Per questo alle comunità è riconosciuta, per la prima volta, la possibilità di certificare la dipendenza da droga e di predisporre il piano terapeutico.

Il Disegno di Legge Fini è stato pensato per la salvaguardia di tutti i cittadini, perché la droga, direttamente o indirettamente, può danneggiare la salute e la personalità di chiunque. Per questo, se la droga non fa distinzioni tra le persone, noi non vogliamo fare distinzioni con la droga. 

Scritto da: danielecaroleo alle ore 08:28 | link | commenti (4) | categoria: approfondimenti, immagine, droga, volantino, azione giovani
mercoledì, 18 luglio 2007
UNA BELLA LEZIONE PER GLI ANTIPROIBIZIONISTI

da NOVOPRESS

DR. MATTEO PACINI - CONSULTA TOSCANA SULLA SANITA’

La Società Italiana Tossicodipendenze (SITD), insieme alla Associazione Europea per il Trattamento della Dipendenza da Oppiacei (Europad) criticano ufficialmente con un articolo “di posizione” i fautori dell’eroina di stato come terapia. Riporto integralmente il riassunto in testa all’articolo:

LA SOMMINISTRAZIONE CONTROLLATA DI EROINA PUO’ ESSERE RITENUTA UNA TERAPIA ?

La somministrazione di eroina può essere presa in considerazione per contenere i casi di pazienti che si sono dimostrati refrattari alla terapia metadonica, dopo ripetuti tentativi e nonostante l’impiego di tutte le risorse utili a favorire la tenuta del trattamento e i processi riabilitativi. Nella maggior parte dei paesi non sussistono queste condizioni, dato che i trattamenti efficaci sono spesso ignorati o applicati con restrizioni ingiustificabili, così da produrre risultati scarsi. Come conseguenza, siamo lontani dal poter dire che i trattamenti potenzialmente efficaci sono a disposizione di chi ne fa richiesta, e ancor meno si può affermare che lo stato mette le cure a disposizione di tutti coloro che possono trarne beneficio. Il primo passo per potenziare gli interventi per le dipendenze è diffondere i trattamenti efficaci nell’interesse dei malati, vigilando sulla corretta applicazione delle tecniche, in primis i programmi di mantenimento con metadone e buprenorfina come tecniche di riferimento e di efficacia attualmente insuperata. Se mai si porrà il caso di pazienti davvero refrattari a queste terapie, si potrà e si dovrà adottare un intervento di contenimento del danno: ma in qualsiasi altro modo o per qualsiasi altra categoria di persone, la somministrazione controllata di eroina è una misura che più che limitare il danno, limita la curabilità della malattia.

Sul sito www.europad.org alla sezione abstracts si può trovare il testo originale. La pubblicazione è contenuta nel numero di Heroin Addiction and related clinical problems, organo ufficiale di Europad, vol.9 n°2, pp5-10.

Invito tutti gli interessati a utilizzare questo documento prodotto da società scientifiche, in particolare quella Europea di cui sono presidente per la Sezione Italiana, per controbattere ai fautori dell’eroina libera e delle stanze del buco, richiamando l’attenzione su come invece siano i Servizi “di carta” a non offrire le terapie vere secondo le giuste tecniche.

Dott. Matteo Pacini
Medico chirurgo
Specialista in psichiatria – Università di Pisa

Istituto di Scienze del Comportamento G.De Lisio – Ricerca e Formazione in Psichiatria, Pisa
Associazione Europea per il Trattamento della Dipendenza da Oppiacei – Presidente per L’Italia
Azienda Policlinico Umberto I – Centro di Riferimento Alcologico del Lazio - consulente

Pisa (Ghezzano), via Pavese 37, 56010; Istituto di Scienze del Comportamento “De Lisio”, Via di Pratale 3
Roma, Via S.Martino della Battaglia, 15; 3491879469-3297931577; 064453930
Milano, Via Visconti di Modrone, 7. 02-76394940 / 02-783241

Tel. 3491879469-3297931577
Segreteria e Fax. 050564387

E-e-mail: paciland@virgilio.it

Scritto da: Marzia87 alle ore 08:47 | link | commenti (7) | categoria: approfondimenti, droga, notizia
lunedì, 09 luglio 2007
BREVI CENNI SULLE COSIDETTE DROGHE "LEGGERE":

Campagna d'informazione contro le droghe “leggere” hashish e marijuana

CENNI GENERALI
La canapa è originaria dell'Asia centro-meridionale, ma è ormai presente e coltivata in quasi tutto il mondo e permane anche allo stato selvaggio in diverse zone temperate e tropicali.
Dalla canapa, soprattutto dalla sottospecie indica, si ottengono l'hashish (la resina dei fiori impastata con miele o grasso animale) e la marijuana (miscela di varie parti essiccate della pianta, soprattutto le infiorescenze e le foglie).

DIFFERENZE
Principio farmacologicamente attivo della cannabis è il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo). Tale sostanza è prevalentemente contenuta nella resina che riveste le infiorescenze femminili ed è questo il motivo per cui l'hashish (prodotto proprio a partire dalla resina) ha maggiore potenza psicoattiva della marijuana. Ancora più concentrato l'olio di hashish, ottenuto mediante la distillazione di quest'ultimo e che consiste in una sostanza scura e fluida.

EFFETTI
I derivati della cannabis adoperati per finalità psicoattive vengono generalmente introdotti nell'organismo per via inalatoria (fumo) e in questo caso gli effetti iniziano a manifestarsi in pochi minuti dall'assunzione. Il picco massimo di concentrazione plasmatica del principio attivo è raggiunto in circa dieci minuti per poi decrescere completamente nel giro di due o tre ore. Nel caso in cui il THC venga ingerito (misto ad altri alimenti o in forma di infuso mescolato al thé) gli effetti si manifestano in ritardo (iniziando dopo 45 - 120 minuti a seconda che lo stomaco sia o meno vuoto) e hanno una durata prolungata.
Gli effetti psicologici che vengono sperimentati dai consumatori di hashish e marijuana sono piuttosto influenzabili dal "set" e dal "setting", cioè dalla personalità, dalle aspettative e dalle motivazioni dei consumatori e dalle condizioni ambientali e sociali connesse all'uso. Gli stessi effetti consistono fondamentalmente in alterazioni dell'umore e delle percezioni (pur se in maniera meno accentuata, in quest'ultimo ambito, rispetto ad allucinogeni come LSD o Mescalina).
Gli effetti fisiologici dei derivati della cannabis possono essere considerati sia per ciò che riguarda le modificazioni a breve termine, che in una prospettiva di lungo periodo. Nel primo caso si segnala tachicardia, vasodilatazione, aumento della salivazione e della sensazione di fame, irritazione delle congiuntive (i classici occhi arrossati costituiscono uno dei principali segni esteriori del consumo, insieme al tipico atteggiamento sciocco ), riduzione dei tempi di reazione, incertezza nell'equilibrio e nel coordinamento psico-motorio; possono anche verificarsi episodi di cefalea e di tosse.
A lungo termine possono verificarsi alterazioni del sonno, congiuntiviti, bronchiti e anche alterazioni immunologiche.
Anche nel caso degli effetti psicologici, può essere opportuno distinguere quelli immediati da quelli di più lungo periodo. Tra i primi si segnalano la dilatazione della percezione del tempo, l'incremento dell'intensità e della vivacità degli stimoli sensoriali e delle percezioni, anche legate alla memoria. Ciò può essere accompagnato da condizioni mentali di benessere ed euforia, loquacità, rilassamento, disinibizione. A lungo termine possono evidenziarsi instabilità dell'umore, trascuratezza personale, passività, apatia, demotivazione, calo nella capacità di tollerare frustrazioni, deficit della memoria e dell'attenzione.
Si segnalano inoltre, non di rado, reazioni psicologiche negative all'assunzione di derivati della cannabis. Ciò, verosimilmente, anche in relazione alle condizioni personali di chi effettua l'esperienza. Tali reazioni possono tradursi in irritabilità, piccole manie di persecuzione, confusione, ansia, disorientamento fino a episodi disforici, reazioni di panico, veri e propri episodi psicotici di vario genere. La consuetudine nell'uso di derivati della cannabis si ripercuote in alterazioni del metabolismo cellulare, nello sviluppo fetale, nella motilità degli spermatozoi, nella funzione vascolare, nell'istologia dei tessuti cerebrali e nel sistema immunitario. Per quanto riguarda l'apparato respiratorio si può assumere che il "peso" di uno spinello sia paragonabile a quello di 4 sigarette.
Recentemente si assiste al dibattito circa il possibile inserimento della cannabis nella farmacopea, relativamente al suo possibile utilizzo in medicina, con particolare riferimento al trattamento del dolore, dell'inappetenza e anche in oculistica. Qualsiasi eventuale impiego clinico di queste sostanze non può autorizzare alcun uso "ricreativo" delle stesse, che sono e rimangono DROGHE.

Scritto da: danielecaroleo alle ore 01:07 | link | commenti (13) | categoria: approfondimenti, droga