

Roma, 31 lug. (Apcom) - La vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgia Meloni, di Alleanza nazionale, contesta "le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull'uso di sostanze stupefacenti". Lo spunto sono i dati emersi dal progetto 'Informare giocando' realizzato dall'associazione Modavi sulla droga.
"Questo rapporto, che per numero di intervistati rappresenta un'analisi scientifica sociologica, non solo un sondaggio, sconfessa una volta per tutte le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull'uso di sostanze stupefacenti", afferma Meloni in un comunicato. "La ricerca infatti, dimostra che quando non c'è l'ideologia di mezzo non esiste distinzione tra droghe leggere e pesanti, che non sia nella gravità degli effetti derivanti dall'assunzione".
Secondo Meloni, "questa indagine è la cartina di tornasole del fallimento educativo del 'sessantotto', che ha decostruito il ruolo educativo del genitori trasformandoli da esempi autorevoli responsabili della crescita ad amici e 'complici' della devianza".
Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati considera allarmanti i dati emersi dal progetto “Informare giocando” realizzato dall’associazione Modavi sulla droga. “Questo rapporto, che per numero di intervistati rappresenta un’analisi scientifica sociologica, non solo un sondaggio, sconfessa una volta per tutte le tesi antiproibizioniste sostenute dal Ministro Ferrero e dal governo Prodi sull’uso di sostanze stupefacenti. La ricerca infatti, dimostra che quando non c’è l’ideologia di mezzo non esiste distinzione tra droghe leggere e pesanti, che non sia nella gravità degli effetti derivanti dall’assunzione”. “Dal punto di vista della prevenzione è evidente la necessità di mettere in atto una campagna seria di informazione che renda chiari gli effetti devastanti che l’uso di sostanze stupefacenti comporta. Per quel che riguarda invece l’aspetto prettamente sociale, questa indagine è la cartina di tornasole del fallimento educativo del ‘sessantotto’, che ha decostruito il ruolo educativo del genitori trasformandoli da esempi autorevoli responsabili della crescita ad amici e “complici” della devianza. Questo è il riscontro oggettivo di quanto affermato nei giorni scorsi, con imbarazzo, dal Ministro Turco, rispetto alla differenza tra il suo ruolo di madre “proibizionista” verso il figlio sull’uso di cannabis e quello di Ministro della salute antiproibizionista, che vuole innalzare le soglie di detenzione personale”, conclude Giorgia Meloni.
Roma, 27 lug. - (Adnkronos) - Martedi' 31 luglio alle ore 11,30, presso il Caffe' L'Universale, in via delle Coppelle 16/a a Roma, verra' presentato il rapporto dal titolo 'Informare Giocando' sull'uso e la prevenzione sulle sostanze stupefacenti tra i giovani. Lo studio, curato dal Modavi Onlus e patrocinato dal Ministero della Solidarieta' Sociale, e' stato condotto su un campione di oltre 4.500 studenti di 45 scuole su tutto il territorio nazionale che rappresenta un precedente unico.
L'indagine, infatti, e' stata svolta con l'utilizzo di un gioco di ruolo inventato per permettere un approccio informale con i ragazzi. Il gioco verra' presentato durante la conferenza e sara' montato ed esibito in sala. Interverranno alla conferenza Marco Scurria, presidente nazionale Modavi, la sociologa Margherita Paglino, la sociologa Raffaella Sampietro e il comico Maurizio Battista, testimonial della campagna Modavi.
La droga è da sempre stata conosciuta dai popoli che la utilizzavano per scopi medici o per ottenere stati psicofisici che permettessero loro di vivere cerimonie religiose particolari; ancora oggi alcune tribù primitive fanno ampio uso di sostanze stupefacenti come momento saliente dei loro riti.
Dalle sostanze naturali (cocaina, oppio, etc) si è arrivati a creare anche droghe di laboratorio, ben più dannose delle droghe naturali. Nei laboratori tedeschi della Merck, nel 1912, fu scoperto il principio attivo dell'ecstasy e il relativo brevetto di farmaco anoressizzante risultò depositato nel 1914. Durante la prima guerra mondiale la sostanza tornò utile per ridurre fame e stanchezza e contemporaneamente per potenziare la resistenza fisica nei soldati.
A cavallo degli anni 1930-1940, il chimico Albert Hoffman sintetizzò in laboratorio una sostanza e cominciò ad assumerne egli stesso piccole quantità, sperimentando per la prima volta che poteva esercitare i suoi effetti direttamente sul cervello e produrre sintomi mentali (allucinazioni visive e uditive, disordine del linguaggio ecc.) paragonabili a quelli osservabili in un paziente schizofrenico. Era stato inventato l'acido lisergico, più conosciuto come LSD. Tale scoperta non sarebbe divenuta di dominio pubblico, se un gruppo di professori e studenti dell'università di Harvard non avesse iniziato, intorno agli anni '60, a sperimentare ripetutamente la sostanza e a diffonderla nella loro cerchia di studenti, colleghi e amici.
Verso la fine degli anni sessanta si fa strada l'area ricreazionale, cioè il consumo di queste droghe per scopi socializzanti (almeno questo era l'intento) e senza controllo medico; a seguito del movimento di contestazione giovanile la diffusione fu rapida; i governi non tentarono di ostacolare questo traffico illecito in quanto intravidero il modo di tenere a bada gli animi garantendo ai giovani "uno strumento di liberazione della mente umana".
La grande commercializzazione di LSD ed ecstasy avviene a fronte della richiesta di droghe sempre più potenti da parte del popolo della notte: il basso costo, la facile assunzione e il traffico pressoché incontrollato hanno garantito a queste sostanze un ottimo mercato all'interno delle discoteche. Gli effetti sono molteplici e non tutti prevedibili: allucinazioni, facilita le relazioni con gli altri, provoca una sensazione di euforia, riduce le barriere emotive, dà una sensazione di maggiore sicurezza interiore, non fa sentire la stanchezza e la fatica. Anche fisicamente si avvertono delle variazioni: può provocare un notevole aumento della pressione del sangue e del battito cardiaco, causa secchezza della bocca e una tensione della mascella che porta al digrignamento dei denti. Se si esagera può causare capogiri, svenimenti, agitazione e attacchi di panico. Questi effetti collaterali possono comportare rischi anche seri: uno tra i maggiori è rappresentato dalla disidratazione: l'ecstasy provoca l'innalzamento della temperatura corporea e l'aumento della sudorazione: l'ambiente caldo della discoteca e il movimento fisico provocano una notevole perdita di liquidi che può causare il cosiddetto "colpo di calore", ipertermia maligna nel gergo medico. Il rischio di disidratazione aumenta
se l'ecstasy è assunta insieme all'alcool. L'ecstasy può anche causare svenimenti, disturbi alla vista, attacchi di panico.
Quando l'effetto svanisce c'è il down e ci si sente stanchi, depressi e irritabili. Se la dose è eccessiva può determinare stati di ansia, di agitazione psicomotoria e attacchi di panico. Se si cala troppo quindi ci si può sentire terribilmente agitati e nervosi. Sono stati segnalati casi di danni alla produzione di serotonina (una sostanza che interviene negli scambi di informazioni tra le cellule cerebrali e che regola le funzioni del sonno e dell'umore). Sembra abbastanza certo che gli effetti neurotossici, si chiamano così, abbiano più probabilità di manifestarsi con assunzioni continuative o eccessive. In pratica: se si usa sistematicamente ecstasy tutti i fine settimana, per lungo tempo o se si assume più di una pasticca in una sola volta, si rischia di andare incontro a seri problemi di carattere neurologico, che possono diventare permanenti: problemi con la memoria, perdita della capacità di concentrazione, alterazioni dell'umore e depressione, alterazioni del ritmo veglia-sonno. Il meccanismo che spinge un ragazzo ad assumere queste sostanze, pur conoscendo i rischi cui va incontro, è da rinvenire nel profondo senso di insoddisfazione, noia, paura che pervade l'animo dei giovani: riuscire ad essere più socievoli, più sicuri, meno timidi e più disinvolti è il motivo che li spinge al consumo questi "veleni". Un carattere vulnerabile, una situazione familiare difficile alle spalle, uno stato emotivo particolare rendono il ragazzo facilmente attaccabile: viene a crearsi un maledetto circolo vizioso di dipendenza che induce all'assunzione continuata di sostanze stupefacenti ogni qualvolta si presenti un problema. Oltre al danno fisico si incorre anche in un danno psicologico: cessa la voglia di lottare, l'intraprendenza tipica dell'età adolescenziale, il coraggio di affrontare i problemi e provare a risolverli; si ha l'illusione di poter creare un mondo parallelo fatto solo di piaceri e soddisfazioni, di ambizioni e certezze, senza problemi ed imprevisti; un mondo così non esiste: la realtà è ben diversa e va affrontata con decisione e fermezza.
Tucidide sosteneva che "I più coraggiosi sono quelli che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano"; rifugiarsi in qualcosa di irreale e fittizio non significa affrontare i problemi e le difficoltà, ma solo cercare stupidamente una via di fuga per raggirare ostacoli che quotidianamente si presentano nella vita di ognuno di noi.
Le principali droghe in circolazione:
ECSTASY E METAMFETAMINE
Sintetizzata per la prima volta in Germania nel 1898, la Mdma (principio attivo dell'ecstasy) fu rapidamente esclusa dalle prescrizioni mediche per i suoi forti effetti collaterali. Negli Stati Uniti è stata messa la bando nel 1985 e inserita fra le droghe più pericolose per i danni al sistema nervoso e le crisi psicotiche che provoca. L'ecstasy è pericolosissima: anche una sola assunzione può provocare ipertermia (aumento della temperatura del corpo) maligna seguita da morte. Altri sintomi sono grave tachicardia, convulsioni e patologie epatiche. Tra gli effetti cronici, vanno messi in evidenza attacchi di panico che possono durare mesi, episodi psicotici acuti e psicosi croniche, oltre a depressione. Secondo gli studi più accreditati, svolti alla John Hopkins School di Baltimora (Usa), l'ecstasy produce danni cerebrali che possono divenire irreversibili.
CANNABIS (HASHISH E MARIJUANA)
Conosciuta dalla notte dei tempi, la cannabis è esplosa come droga di massa nel mondo occidentale intorno agli anni '60. Attualmente è la sostanza più diffusa tra gli adolescenti, che la fumano in sigarette arrotolate e speciali pipe (chilum), o la utilizzando per confezionare dolci e infusi. Tra gli effetti, secchezza alla gola, arrossamento degli occhi, tachicardia e aumento della pressione sanguigna. Questi sintomi precedono una fase di eccitazione sensitiva e motoria che varia a seconda dell'atteggiamento del consumatore e delle condizioni ambientali. La cannabis può produrre ebbrezza, espansività, allucinazioni, ma anche perdita di memoria, senso di paura, difficoltà di controllo, alterazioni della percezione. Studi recenti hanno dimostrato che induce dipendenza psicologica e fisica. Certamente, rappresenta una porta d'ingresso per l'uso di altre droghe.
EROINA E METADONE
Il consumo di eroina è esploso nel nostro paese alla fine degli anni 70. Come e più di altri narcotici (oppio, morfina), questa sostanza induce subito una forte dipendenza fisica, che costringe l'assuntore a continue somministrazioni per evitare crisi di astinenza sempre più severe. L'eroina può essere inalata, fumata o iniettata. Produce un senso di benessere e di euforia cancellando ogni traccia di malessere fisico e morale. I rischi sono legati all'overdose, provocata da depressione respiratoria, e alle numerose patologie che si sviluppano con il suo uso, comprese le malattie di carattere infettivo. Fra le sostanze il cui effetto è simile all'eroina, bisogna citare il metadone, un farmaco sostitutivo che viene utilizzato nei trattamenti farmacologici della tossicodipendenza. Se utilizzata in dosi massicce e per lunghi periodi, come oggi accade, questa sostanza produce gli stessi danni dell'eroina e una dipendenza maggiore.
COCAINA
La cocaina, considerata erroneamente "la droga dei ricchi", è in costante espansione nel mondo giovanile. I dati ONU parlano di 14 milioni di consumatori sul pianeta. Essa viene inalata, fumata o iniettata e crea un'immediata sensazione di euforia, energia e lucidità. Sotto il suo effetto si sopravvalutano le proprie capacità, non si controllano le reazioni emotive, arrivando spesso a gesti di violenza ed a comportamenti pericolosi per sé e per gli altri. Il suo uso si accompagna a deliri persecutori, in alcuni casi a vere e proprie psicosi, seguiti da forti stati di depressione e ansia. Il nostro fisico si assuefà alla cocaina con estrema velocità, creando la necessità di assunzioni sempre più frequenti e con dosaggi sempre maggiori. E' quindi in grado di creare in poco tempo un forte stato di dipendenza fisica e psichica.
ALLUCINOGENI
Gli allucinogeni sono sostanze stupefacenti di origine naturale, mescalina, peyote, psilocibina, o semi sintetica, l'Lsd. La loro diffusione fra i giovani si sviluppa a partire dagli anni '60 in Europa e negli Stati Uniti. Il loro consumo, notevolmente diminuito nei due decenni successivi, è tornato ad aumentare in modo preoccupante dai primi anni '90. Gli allucinogeni cambiano la percezione sensoriale di chi li assume. Sotto il loro effetto è difficile capire ciò che è reale perché distorcono le capacità di percezione spazio-temporale. Queste droghe aumentano i battiti cardiaci, creano vertigini, nausea, stati di ansia, panico e deliri di persecuzione. Possono portare a danni psichici permanenti, anche a bassi dosaggi e già dalla prima assunzione. In Internet, decine di siti ne propagandano l'utilizzo e indicano come coltivarle e usarle.
COCKTAIL DI DROGHE
Uno degli aspetti più gravi che riguarda l'uso di droghe, è l'utilizzo combinato di più stupefacenti, accompagnati dall'assunzione di alcool e psicofarmaci. Questi mix creano reazioni impreviste e incontrollabili. Ampliano gli effetti attivi di ogni singola sostanza e aumentano esponenzialmente i rischi a cui si sottopone la persona. Abbassano la lucidità, diminuiscono le capacità percettive, riducono la coscienza dei propri comportamenti. Espongono, con l'imprevedibile interazione e con il cumulo dei loro effetti, ad un forte rischio d'overdose. L'assunzione di questi cocktail è frequentemente legata alle situazioni ricreative e di socializzazione giovanile come discoteche e rave party. Queste sostanze non vengono, infatti, spesso percepite come droghe, così come non vengono considerati e rischio i comportamenti che creano.
Pubblichiamo di seguito un interessante intervento pubblicato da Azione Giovani Como all'epoca della presentazione del Disegno di Legge della "Fini-Giovanardi" (la legge contro la droga), che analizza il testo in modo molto esauriente:
Di cosa tratta.
Il Disegno di Legge Fini affronta le problematiche legate alla droga e alle tossicodipendenze, e cerca di farlo senso pregiudizi ideologici. Si tratta di una via alternativa sia al proibizionismo che all'antiproibizionismo. Il governo, infatti, esprime un giudizio chiaramente negativo sulla droga e il suo semplice uso, ma vuole anche investire sulla prevenzione della tossicodipendenza e sul recupero di chi ne è rimasto vittima.
Perché questo Disegno di Legge.
Nasce dall'esigenza di riformare l'attuale legislazione, che si è dimostrata carente soprattutto per due ragioni:
• sanzioni incerte riguardo all'uso, alla detenzione e allo spaccio di droghe;
• difficoltà di recupero effettivo per i tossicodipendenti, spesso costretti a tornare in carcere dopo aver completato il proprio percorso di recupero.
Droghe leggere e droghe pesanti.
Cade ogni distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti. Sostanze come hashish e marijuana non sono in nessun modo “leggere”. Il loro uso può portare a quello di altre droghe, ma può anche causare forme di depressione, ansietà e schizofrenia, o ridurre la capacità di memoria di una persona.
E' quanto attesta un recente documento del Consiglio Superiore di Sanità.
Il significato delle nuove sanzioni.
Le nuove sanzioni vogliono coniugare prevenzione, repressione e recupero.
Lo Stato giudica negativamente il semplice uso di droghe, anche se da questo non derivano direttamente conseguenze penali. Drogarsi non rappresenta un atto di libertà, ma il rifiuto delle proprie responsabilità di cittadino. Per questo lo Stato ha il dovere di intervenire.
Il disegno di legge reintroduce la punizione della detenzione di droga e fissa la linea di confine tra la detenzione che costituisce illecito penale. Il confine viene stabilito da una tabella in modo oggettivo per ogni sostanza stupefacente.
Nuove sanzioni amministrative.
• Sospensione della patente di guida, del porto d'armi, del passaporto, del permesso di soggiorno per motivi turistici;
• fermo del ciclomotore in uso.
In caso di recidiva o in presenza di altri fattori di pericolosità, vengono applicate sanzioni più dure:
• obbligo periodi di firma;
• divieto di condurre veicoli a motore;
• divieto di allontanarsi dal comune di residenza.
Nuove sanzioni penali.
Le sanzioni penali seguono criteri di gradualità. Per fatti di lievi entità è prevista una pena da uno a sei anni di reclusione. Chi commette tali fatti, non vuole affrontare un percorso di recupero, può usufruire di una nuova possibilità: invece di andare in carcere, può svolgere un lavoro di pubblica utilità per l'intera durata della pena detentiva. In questo modo il soggetto che non si sentiva pronto per il recupero, potrà affrontarlo ugualmente attraverso il lavoro.
Il recupero come alternativa al carcere.
Il recupero viene favorito dal momento in cui viene disposta la custodia tutelare in carcere. Questa può essere evitata con gli arresti domiciliari e iniziando un programma terapeutico. Ciò per evitare vere e proprie ingiustizie accadute in passato. E' il caso di molte persone in attesa di giudizio che, una volta completato il programma di recupero, hanno maturato condanne superiore ai 4 anni e sono state mandate in carcere.
Oltre il recupero, una parte significativa del Disegno di Legge riguarda l'attività di prevenzione, in cui sono coinvolte diverse istituzioni, prima fra tutte la scuola.
Il ruolo delle comunità.
Se la dimensione del recupero assume grande importanza nel Disegno di Legge, di conseguenza anche il ruolo delle comunità diventa più significativo. Una comunità non può essere vista come una clinica privata. Il programma di recupero di un tossicodipendente non può limitarsi alla somministrazione di farmaci e ad interventi medici. E' qualcosa di più ampio e complesso, che coinvolge tutta la sfera esistenziale di una persona. Per questo alle comunità è riconosciuta, per la prima volta, la possibilità di certificare la dipendenza da droga e di predisporre il piano terapeutico.
Il Disegno di Legge Fini è stato pensato per la salvaguardia di tutti i cittadini, perché la droga, direttamente o indirettamente, può danneggiare la salute e la personalità di chiunque. Per questo, se la droga non fa distinzioni tra le persone, noi non vogliamo fare distinzioni con la droga.
Oltre tremila contatti in meno di un mese: è questo il primo dato significativo del blog contro la droga (www.nodroga.splinder.com) realizzato da alcuni Dirigenti Nazionali di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale.
Alessandro Amorese (Massa), componente dell’Esecutivo Nazionale di AG, Simone Spiga (Cagliari) e Daniele Caroleo (Crotone), entrambi Dirigenti Nazionali di AG, intervengono ad appena un mese dal lancio della campagna nazionale contro tutte le droghe, per fare il punto della situazione.
“Gli oltre tremila accessi al blog contro la droga – dichiarano gli esponenti di Azione Giovani – dimostrano che la nostra iniziativa non è passata assolutamente inosservata, ma che, anzi, quel sito è diventato una sorta di vero e proprio punto di riferimento di tutti coloro i quali sono convinti che tutte le sostanze stupefacenti siano un male e come tali devono essere proibite affinché nessun giovane si rovini la vita utilizzandole!”.
“Questo strumento – continuano i dirigenti di AG – è servito inoltre come punto di raccordo e di coordinamento per tutte quelle realtà che in questo breve periodo di tempo hanno inteso organizzare delle iniziative contro la droga. Molte le comunità che hanno aderito alla nostra iniziativa, e, in questo senso, cogliamo dunque l’occasione per ringraziare tutti quei dirigenti e quei militanti che hanno inteso supportare e sostenere il nostro progetto.”.
“Non sono mancati ovviamente – incalzano gli esponenti di Azione Giovani- i tentativi, da parte degli antiproibizionisti, di bloccare o comunque di infastidire la nostra iniziativa, ma le loro tesi, povere di contenuto e assolutamente prive di fondamento, a sostegno delle droghe libere, non ci hanno fatto arretrare di un millimetro, ma anzi, ci hanno convinto ancora di più che questa è una battaglia legittima, che continueremo a portare avanti, a testa alta!.”
“Non ci limiteremo ovviamente – concludono Amorese, Spiga e Caroleo – alla semplice iniziativa su internet. Oltre all’attività telematica fino a qui condotta e alle varie manifestazioni prettamente militanti (volantinaggi, gazebo informativi, affissione di locandine) portate a termine in alcune località del nostro territorio, nei prossimi giorni saremo pronti per il lancio di ulteriori iniziative in merito a questo argomento. Non possiamo permettere che la nostra gioventù continui a farsi del male a causa di queste schifose sostanze. Il nostro slogan si leverà alto, come simbolo della nostra battaglia: IDEALI PER LOTTARE, NON DROGA PER MORIRE!”.
da NOVOPRESS
DR. MATTEO PACINI - CONSULTA TOSCANA SULLA SANITA’
La Società Italiana Tossicodipendenze (SITD), insieme alla Associazione Europea per il Trattamento della Dipendenza da Oppiacei (Europad) criticano ufficialmente con un articolo “di posizione” i fautori dell’eroina di stato come terapia. Riporto integralmente il riassunto in testa all’articolo:
LA SOMMINISTRAZIONE CONTROLLATA DI EROINA PUO’ ESSERE RITENUTA UNA TERAPIA ?
La somministrazione di eroina può essere presa in considerazione per contenere i casi di pazienti che si sono dimostrati refrattari alla terapia metadonica, dopo ripetuti tentativi e nonostante l’impiego di tutte le risorse utili a favorire la tenuta del trattamento e i processi riabilitativi. Nella maggior parte dei paesi non sussistono queste condizioni, dato che i trattamenti efficaci sono spesso ignorati o applicati con restrizioni ingiustificabili, così da produrre risultati scarsi. Come conseguenza, siamo lontani dal poter dire che i trattamenti potenzialmente efficaci sono a disposizione di chi ne fa richiesta, e ancor meno si può affermare che lo stato mette le cure a disposizione di tutti coloro che possono trarne beneficio. Il primo passo per potenziare gli interventi per le dipendenze è diffondere i trattamenti efficaci nell’interesse dei malati, vigilando sulla corretta applicazione delle tecniche, in primis i programmi di mantenimento con metadone e buprenorfina come tecniche di riferimento e di efficacia attualmente insuperata. Se mai si porrà il caso di pazienti davvero refrattari a queste terapie, si potrà e si dovrà adottare un intervento di contenimento del danno: ma in qualsiasi altro modo o per qualsiasi altra categoria di persone, la somministrazione controllata di eroina è una misura che più che limitare il danno, limita la curabilità della malattia.
Sul sito www.europad.org alla sezione abstracts si può trovare il testo originale. La pubblicazione è contenuta nel numero di Heroin Addiction and related clinical problems, organo ufficiale di Europad, vol.9 n°2, pp5-10.
Invito tutti gli interessati a utilizzare questo documento prodotto da società scientifiche, in particolare quella Europea di cui sono presidente per la Sezione Italiana, per controbattere ai fautori dell’eroina libera e delle stanze del buco, richiamando l’attenzione su come invece siano i Servizi “di carta” a non offrire le terapie vere secondo le giuste tecniche.
Dott. Matteo Pacini
Medico chirurgo
Specialista in psichiatria – Università di Pisa
Istituto di Scienze del Comportamento G.De Lisio – Ricerca e Formazione in Psichiatria, Pisa
Associazione Europea per il Trattamento della Dipendenza da Oppiacei – Presidente per L’Italia
Azienda Policlinico Umberto I – Centro di Riferimento Alcologico del Lazio - consulente
Pisa (Ghezzano), via Pavese 37, 56010; Istituto di Scienze del Comportamento “De Lisio”, Via di Pratale 3
Roma, Via S.Martino della Battaglia, 15; 3491879469-3297931577; 064453930
Milano, Via Visconti di Modrone, 7. 02-76394940 / 02-783241
Tel. 3491879469-3297931577
Segreteria e Fax. 050564387
E-e-mail: paciland@virgilio.it
da AZIONE GIOVANI "COMPAGNIA DEL CENTRO"
«La modica quantità? Un'ipocrisia». «Ero antiproibizionista, ma il consumo alimenta il crimine»
TORINO — «Non è più possibile restare a guardare mentre un quarto, o forse addirittura un terzo della popolazione fa uso di droghe. Sono sempre stato antiproibizionista, ma oggi dico che è ora di cambiare: bisogna affermare il principio che drogarsi non è lecito, che la nostra società non lo accetta». Sergio Chiamparino, sindaco ds di Torino, chiede al Parlamento nuove norme per punire non solo chi spaccia ma anche chi consuma stupefacenti. Lo fa all'indomani della rapina mortale ai danni di un tabaccaio, avvenuta sabato sera, forse proprio ad opera di criminali che cercavano denaro per la droga. La sua riflessione, però, arriva da più lontano.
Sindaco, come vorrebbe punire chi si droga? «Obbligandolo a riparare il danno fatto. Perché chi consuma droga alimenta un mercato criminale che è all'origine di reati di ogni tipo, dai più banali ai più efferati, e un clima di insicurezza che la gente comune non sopporta più. Quindi, chi viene sorpreso a consumare dovrebbe dedicare alcuni giorni a rendersi utile, pulendo la città o lavorando nelle case di riposo, e sono solo due esempi. Una sanzione non penale, ma che può creare un deterrente perché si perde tempo e ci si espone a una pessima figura, in casa e sul lavoro».
La sua proposta dovrebbe valere per qualsiasi sostanza? «Posso ammettere, anche se vorrei discuterne ancora con veri esperti, che si depenalizzino gli spinelli. E posso accettare anche che chi è dipendente dall'eroina, categoria per fortuna in calo, possa essere trattato sotto controllo medico. Ma per gli altri deve esserci una sanzione: troppa droga per le strade».
Cosa le ha fatto cambiare idea? «L'esperienza da sindaco. Qualche tempo fa ho voluto andare a vedere la situazione dell'area chiamata "Tossic Park" (zona di spaccio alla periferia est di Torino, ndr) e sono rimasto colpito dalla varietà dei clienti "normali". Una ragazza che lavora lì vicino mi ha fatto notare, tra le altre, una vecchia Panda con i seggiolini per i bambini: "Vede sindaco, quello è un muratore che ogni giorno viene a comprarsi la droga". La sera stessa, in centro, ho rivisto le auto di lusso dei professionisti che il venerdì vengono a procurarsi la dose per il weekend».
Gli antiproibizionisti però sostengono che se il mercato della droga venisse liberalizzato la criminalità diminuirebbe... «Lo so bene, e negli anni 80, all'epoca delle grandi polemiche, ero più d'accordo con don Ciotti che con Muccioli. Ma qualcosa non funziona. Se drogarsi è consentito, perché non dovrebbe esserlo vendere la droga? La legge attuale è contraddittoria, il concetto di "modica quantità" è ipocrita. Poi parli con i cittadini e ti accorgi che hanno paura, quella che si chiama "insicurezza percepita". E se non hanno paura quanto meno sono a disagio quando vedono lo spaccio e il consumo, che ormai sono ovunque».
Si dice anche che la droga non è peggio dell'alcol. «E allora cosa vogliamo fare? Aspettare che la cocaina si radichi nella nostra cultura come il vino o la grappa, per poi dire che non la si può più eliminare? È un problema che ha due facce: la criminalità, che anche il singolo consumatore, involontariamente, contribuisce a far crescere, e i valori della nostra società, dove sempre più persone sembrano aver bisogno di una sostanza per vivere».
Lei è un «liberal». Ora vuole uno Stato che educa e punisce? «No, la libertà delle persone deve restare, non propongo la galera per i consumatori. Ma non sono disposto a fare finta di niente, bisogna mettere un argine al mercato incontrollato e al messaggio che drogarsi non è un problema. È una riflessione che dobbiamo aprire subito, non lontana da quella che Giuliano Amato propone sulla prostituzione».
Idee che non piaceranno a molti, soprattutto nel centrosinistra... «La droga e i modi per combatterla non sono né di destra, né di sinistra. Ma la politica nel suo insieme e la sinistra in modo particolare hanno sottovalutato il problema. E una parte continua a non voler vedere».
"UNA PARTE DELLA SINISTRA CONTINUA A NON VEDERE"
SONO QUESTE LE PAROLE A CONCLUSIONE DELL'INTERVISTA FATTA A CHIAMPARINO ALL'INDOMANI DELLE SUE DICHIARAZIONI SULLA DROGA E SULLO SPACCIO.
NON SIAMO QUI A GIUDICARE LE "PUNIZIONI" CHE IL SINDACO DI TORINO VUOLE DARE A CHI VIENE SORPRESO A DROGARSI, PER NOI MOLTE DI QUESTE PERSONE ANDREBBERO AIUTATE AD USCIRE DAL TUNNEL CHE SI SONO SCAVATE PIU' O MENO COLPEVOLMENTE.
FINALMENTE QUALCUNO A "SINISTRA" HA APERTO GLI OCCHI ARRIVANDO A DIRE CHE
"NON E' UN DIRITTO DROGARSI"
AVREMMO VOLUTO SENTIR DIRE CHE NON C'E' DIFFERENZA TRA DROGHE LEGGERE E PESANTI...
PER ORA E' UN BUON INIZIO...
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Per la giornata mondiale contro la droga gli avevamo regalato uno spinello gigante di cartone, simbolo di un anno di politica sulla tossicodipendenza dello schizofrenico Governo Prodi, che prima propone la depenalizzazione e l’istituzione delle stanze del buco, ma poi invoca l’intervento dei Nas nelle scuole superiori, con tanto di segugi al guinzaglio e metal detector ai cancelli.
La farsa è giunta ad un nuovo disarmante epilogo, e neanche a dirlo, il protagonista dello show è stato ancora una volta il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, impegnato a versare pubbliche lacrime di coccodrillo, per la presentazione del rapporto annuale sulle tossicodipendenze.
Probabilmente Ferrero, che rivendica l’opposizione alla legge Fini definita inadeguata e non risolutoria con sprezzante orgoglio, ha dimenticato quale era il partito che in campagna elettorale distribuiva cartine e filtri per spinelli di fronte alle università come gadget elettorale, con la falce ed il martello impressi sulle confezioni e con la promessa (somigliante più ad una minaccia) che una volta al Governo sarebbe stata proprio la droga la risposta da dare ai giovani “in trepida attesa”.
Ma quelli erano tempi ben lontani da oggi, che vedono un piangente ed inconsolabile ministro della solidarietà sociale. La memoria è corta e qualcuno avrà il dovere di ricordare agli italiani chi furono i fautori della proposta che voleva innalzare le soglie di detenzione di cannabis, sostenendo che 20 spinelli fossero insufficienti per l’uso personale. Qualcuno saprà da dove proviene quella cultura che partendo dal possibile utilizzo farmacologico della marijuana è arrivata a far intendere che alcune droghe sarebbero addirittura “curative”…
Perché quello che il ministro Ferrero non ha detto, o non ha avuto il coraggio di dire, è che il vero dramma emerso dal rapporto relativo al 2006 illustrato a Palazzo Chigi, è che la droga non viene percepita dai giovani di oggi come un pericolo ma come un diritto. Un vero e proprio status, un ‘must’ necessario per essere al passo con i tempi e non restare indietro.
Nessuno si offenderà se Azione Giovani afferma con decisione che la responsabilità di un simile atteggiamento va rintracciata nei messaggi forvianti lanciati anche da una certa politica italiana.
Sconfiggere la tossicodipendenza è possibile percorrendo la strada del rigore, della prevenzione e del recupero. La droga si combatte anche offrendo un’alternativa alla noia, al disimpegno, alla mancanza di spazi di aggregazione per i giovani. Per questo continueremo a difendere la legge Fini che applica semplici sanzioni amministrative per chi fa uso di sostanze stupefacenti, mira al recupero dei tossicodipendenti e punisce invece lo spaccio con dura fermezza. Chi non comprende questo, chi vorrebbe la reintroduzione della discrezionalità del giudice in sede processuali, preferendola a leggi concrete stilate su basi scientifiche, chi spera di delegittimare le comunità terapeutiche, unica tangibile prova che la droga si può distruggere sul serio, continua ad affrontare il problema da un punto di vista puramente ideologico e, per quanto voglia far crede il contrario, dimostra di non essere interessato a risolverlo.
Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati, dichiara in una nota: “Sono lacrime di coccodrillo quelle versate da Ferrero, dopo i dati emersi dal rapporto sulle tossicodipendenze. Il Ministro ricordi agli italiani quale era il partito che in campagna elettorale distribuiva cartine e filtri per spinelli di fronte alle università come gadget elettorale. Ci rinfreschi la memoria su coloro che hanno proposto di innalzare le soglie di detenzione di cannabis, sostenendo che 20 spinelli fossero insufficienti per l’uso personale. Ferrero ci ricordi da dove proviene quella cultura che partendo dal possibile utilizzo farmacologico della marijuana è arrivata a far intendere che alcune droghe sarebbero addirittura “curative”.
“Il vero dramma emerso dal rapporto di oggi è che la droga non viene percepita dai giovani come un pericolo ma come un diritto, anzi un ‘must’ per essere al passo con i tempi. E le responsabilità di un simile atteggiamento sono dei messaggi forvianti lanciati anche da una certa politica. Sconfiggere la tossicodipendenza è possibile percorrendo la strada del rigore, della prevenzione e del recupero. La droga si combatte anche offrendo un’alternativa alla noia, al disimpegno, alla mancanza di spazi di aggregazione per i giovani. Chi non comprende questo continua ad affrontare il problema da un punto di vista puramente ideologico e, per quanto voglia far crede il contrario, dimostra di non essere interessato a risolverlo”, conclude Giorgia Meloni.
da www.riccardof.com e da www.youtube.com
Campagna d'informazione contro le droghe “leggere” hashish e marijuana
CENNI GENERALI
La canapa è originaria dell'Asia centro-meridionale, ma è ormai presente e coltivata in quasi tutto il mondo e permane anche allo stato selvaggio in diverse zone temperate e tropicali.
Dalla canapa, soprattutto dalla sottospecie indica, si ottengono l'hashish (la resina dei fiori impastata con miele o grasso animale) e la marijuana (miscela di varie parti essiccate della pianta, soprattutto le infiorescenze e le foglie).
DIFFERENZE
Principio farmacologicamente attivo della cannabis è il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo). Tale sostanza è prevalentemente contenuta nella resina che riveste le infiorescenze femminili ed è questo il motivo per cui l'hashish (prodotto proprio a partire dalla resina) ha maggiore potenza psicoattiva della marijuana. Ancora più concentrato l'olio di hashish, ottenuto mediante la distillazione di quest'ultimo e che consiste in una sostanza scura e fluida.
EFFETTI
I derivati della cannabis adoperati per finalità psicoattive vengono generalmente introdotti nell'organismo per via inalatoria (fumo) e in questo caso gli effetti iniziano a manifestarsi in pochi minuti dall'assunzione. Il picco massimo di concentrazione plasmatica del principio attivo è raggiunto in circa dieci minuti per poi decrescere completamente nel giro di due o tre ore. Nel caso in cui il THC venga ingerito (misto ad altri alimenti o in forma di infuso mescolato al thé) gli effetti si manifestano in ritardo (iniziando dopo 45 - 120 minuti a seconda che lo stomaco sia o meno vuoto) e hanno una durata prolungata.
Gli effetti psicologici che vengono sperimentati dai consumatori di hashish e marijuana sono piuttosto influenzabili dal "set" e dal "setting", cioè dalla personalità, dalle aspettative e dalle motivazioni dei consumatori e dalle condizioni ambientali e sociali connesse all'uso. Gli stessi effetti consistono fondamentalmente in alterazioni dell'umore e delle percezioni (pur se in maniera meno accentuata, in quest'ultimo ambito, rispetto ad allucinogeni come LSD o Mescalina).
Gli effetti fisiologici dei derivati della cannabis possono essere considerati sia per ciò che riguarda le modificazioni a breve termine, che in una prospettiva di lungo periodo. Nel primo caso si segnala tachicardia, vasodilatazione, aumento della salivazione e della sensazione di fame, irritazione delle congiuntive (i classici occhi arrossati costituiscono uno dei principali segni esteriori del consumo, insieme al tipico atteggiamento sciocco ), riduzione dei tempi di reazione, incertezza nell'equilibrio e nel coordinamento psico-motorio; possono anche verificarsi episodi di cefalea e di tosse.
A lungo termine possono verificarsi alterazioni del sonno, congiuntiviti, bronchiti e anche alterazioni immunologiche.
Anche nel caso degli effetti psicologici, può essere opportuno distinguere quelli immediati da quelli di più lungo periodo. Tra i primi si segnalano la dilatazione della percezione del tempo, l'incremento dell'intensità e della vivacità degli stimoli sensoriali e delle percezioni, anche legate alla memoria. Ciò può essere accompagnato da condizioni mentali di benessere ed euforia, loquacità, rilassamento, disinibizione. A lungo termine possono evidenziarsi instabilità dell'umore, trascuratezza personale, passività, apatia, demotivazione, calo nella capacità di tollerare frustrazioni, deficit della memoria e dell'attenzione.
Si segnalano inoltre, non di rado, reazioni psicologiche negative all'assunzione di derivati della cannabis. Ciò, verosimilmente, anche in relazione alle condizioni personali di chi effettua l'esperienza. Tali reazioni possono tradursi in irritabilità, piccole manie di persecuzione, confusione, ansia, disorientamento fino a episodi disforici, reazioni di panico, veri e propri episodi psicotici di vario genere. La consuetudine nell'uso di derivati della cannabis si ripercuote in alterazioni del metabolismo cellulare, nello sviluppo fetale, nella motilità degli spermatozoi, nella funzione vascolare, nell'istologia dei tessuti cerebrali e nel sistema immunitario. Per quanto riguarda l'apparato respiratorio si può assumere che il "peso" di uno spinello sia paragonabile a quello di 4 sigarette.
Recentemente si assiste al dibattito circa il possibile inserimento della cannabis nella farmacopea, relativamente al suo possibile utilizzo in medicina, con particolare riferimento al trattamento del dolore, dell'inappetenza e anche in oculistica. Qualsiasi eventuale impiego clinico di queste sostanze non può autorizzare alcun uso "ricreativo" delle stesse, che sono e rimangono DROGHE.
“Prosegue la mobilitazione nazionale indetta da Azione Giovani a cui ha aderito a Cagliari il Circolo - Fronte Identitario - e il Gruppo di An della Circoscrizione n°4 promuovendo una tre giorni di mobilitazione permanente che si concluderà domani sera con un volantinaggio itinerante per le vie di Cagliari”, afferma Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani.
“Migliaia di volantini sono stati distribuiti in questi giorni e domani la mobilitazione si concluderà con il volantinaggio itinerante e megafonaggio per le vie del centro di Cagliari, sono state coinvolte inoltre realtà come Ussana, dove anche il locale Circolo di Azione Giovani ha organizzato diverse iniziative e la campagna proseguirà anche nelle prossime settimane anche attraverso l’attività del blog nazionale www.nodroga.splinder.com”, incalza Federica Orrù, responsabile del Circolo di Azione Giovani –Fronte Identitario-
“Nella giornata di ieri inoltre la Commissione decentramento su mia proposta ha approvato l’intitolazione di una via o piazza di Cagliari a Vincenzo Muccioli, fondatore di San Patrignano e simbolo della lotta contro le droghe, su questa iniziativa a breve partirà anche una raccolta di firme in tutta Cagliari per sostenere questa proposta di An” prosegue Simone Spiga, Consigliere della Circoscrizione n°4.
“Domani le vie interessate dalla mobilitazione sono Via Dante, Via Paoli, Via Alghero, Via Sonnino e Piazza Giovanni XXIII, con megafonaggi e distribuzione di opuscoli informativi sulla difesa della vita, contro tutte le droghe”, conclude Margherita Denti, Responsabile del Circolo di An - Nuova Cagliari - con sede in Via Giudicessa Benedetta 46 a Cagliari.
Questa mattina il Gruppo di Alleanza Nazionale della Circoscrizione n°4 ha aderisco al Comitato Nazionale "NoDroga", promotore del sito www.nodroga.splinder.com e preannuncia una giornata di mobilitazione a partire da oggi fino a martedi prossimo per rivendicare la difesa della Legge Fini in materia di tossicodipendenze.
"Alleanza Nazionale è contro politiche di depenalizzazione o liberalizzazioni delle droghe e chiede il sostegno nei confronti delle Comunità di Recupero che fanno reali politiche di lotta alla droga, per questo preannunciamo la visita ad alcune Comunità Terapeutiche in Sardegna per verificare in prima persona come siano ottimi i risultato conseguiti nella lotta alle droghe", affermano nella nota i Consiglieri di An, Paolo Midiri e Simone Spiga.
"Il nostro sostegno all'iniziativa di Azione Giovani è totale e saremo con il Circolo -Fronte Identitario - in prima linea su tutte le battaglie che verranno portate avanti per sensibilizzare i giovani sui danni nell'assumere droghe di ogni tipo", concludono i due esponenti di An.


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